{"id":5069,"date":"2017-11-08T19:34:31","date_gmt":"2017-11-08T18:34:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/?p=5069"},"modified":"2017-11-08T19:55:04","modified_gmt":"2017-11-08T18:55:04","slug":"richiedenti-asilo-accolti-nel-40-dei-comuni-italiani-migliora-lintegrazione-9-000-posti-piu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/richiedenti-asilo-accolti-nel-40-dei-comuni-italiani-migliora-lintegrazione-9-000-posti-piu\/","title":{"rendered":"Richiedenti asilo: accolti nel 40% dei Comuni italiani, migliora l&#8217;integrazione con 9.000 posti in pi\u00f9"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-5070\" src=\"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2017\/11\/immigrati-300x195.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"195\" srcset=\"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2017\/11\/immigrati-300x195.jpg 300w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2017\/11\/immigrati-768x499.jpg 768w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2017\/11\/immigrati-360x234.jpg 360w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2017\/11\/immigrati.jpg 780w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Meno arrivi di migranti in Europa e meno richieste di protezione internazionale. Nel 2015 erano state oltre 1.800.000 le persone in fuga, nel 2016 sono scese a 551.371. In Italia gli sbarchi sono calati del 30% ma &#8211; a differenza del dato europeo &#8211; le domande di protezione aumentate del 47%: nel 2016 sono sbarcati sulle coste italiane\u00a0181.436 migranti, di cui\u00a0162mila partiti dalla Libia. Migliora l&#8217;accoglienza diffusa nei territori, con il 40% (3.231) dei Comuni italiani coinvolti. Aumentano anche i posti messi a disposizione dallo Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati), 9mila in pi\u00f9 dell\u2019anno precedente. La\u00a0rotta pi\u00f9 utilizzata \u00e8 quella del\u00a0Mediterraneo centrale,\u00a0la pi\u00f9 rischiosa: 5.000 morti nel 2016 nel Mediterraneo, di cui 4.500 lungo questa rotta. Il\u00a0numero totale di chi scappa da guerra, fame e persecuzioni nel mondo per\u00f2 continua a salire, segno che il fenomeno non \u00e8 affatto risolto: 65,6 milioni nel mondo alla fine del 2016, 300mila in pi\u00f9 rispetto al\u00a02015. Di questi, 2,8 milioni sono richiedenti asilo. Il 55%\u00a0viene da Siria, Afghanistan e Sud Sudan. Sono tante e complesse le cifre che fanno il punto della situazione dei migranti forzati e richiedenti protezione internazionale nel mondo, in Europa e in Italia. Come ogni anno vengono proposte dal Rapporto sulla protezione internazionale in Italia 2017 realizzato da Anci, Caritas italiana, Cittalia, Fondazione Migrantes, Servizio centrale dello Sprar e in collaborazione con l&#8217;Unhcr, presentato oggi a Roma.<\/p>\n<p><strong>In Europa meno migranti ma pochi ricollocamenti.<\/strong> Calano dunque le richieste di protezione internazionale rivolte a Paesi dell\u2019Unione europea, come conseguenza degli impedimenti attivati dagli accordi tra Ue e Turchia alla chiusura del canale balcanico, alla costruzione del muro al confine con la Serbia.\u00a0\u00a0Se nel 2015 erano state oltre 1.800.000 le persone in fuga giunte in Europa, nel 2016 sono state 551.371.Ma il numero totale delle persone ricollocate all&#8217;interno dell&#8217;Ue \u00e8 ancora di 30.000 persone sui 160.000 concordati nel 2015. \u00a0Alcuni Paesi, tra cui Ungheria e Slovacchia, si rifiutano di accettarli nonostante una sentenza della Corte di giustizia europea.<\/p>\n<p><strong>In Italia: quest&#8217;anno &#8211; 30% di persone sbarcate.<\/strong> Nel 2016 sono sbarcati sulle coste italiane\u00a0181.436 migranti di cui\u00a0162 mila partiti dalla Libia.\u00a0Di questi 181.436\u00a0sono stati salvati in mare 178.415, di cui 60.684\u00a0salvati\u00a0da\u00a0Ong\u00a0o navi mercantili. 36.424 fino ad aprile 2017, di cui 18.344\u00a0salvati\u00a0da\u00a0Ong\u00a0o navi mercantili.\u00a0 Al 30 ottobre 2017 gli sbarchi sono calati del 30%\u00a0 (111.302). In Italia gli sbarchi coinvolgono per la maggior parte nigeriani (14 mila persone fino a giugno scorso), bengalesi (8.241) e guineani (7.759). Altra caratteristica tutta italiana \u00e8 l\u2019aumento delle domande di protezione internazionale, a fronte del calo a livello europeo: nel 2016 sono state presentate complessivamente 123.600\u00a0domande\u00a0(+47% rispetto al 2015), e i dati sulle richieste di asilo registrano un ulteriore incremento nei primi sei mesi del 2017, pari al 44% in pi\u00f9 rispetto allo stesso periodo dell\u2019anno precedente. Il tasso di accoglimento delle domande invece si ferma al 43%<strong>\u00a0<\/strong>(status di rifugiato 9%; protezione sussidiaria 9,8%; permesso per motivi umanitari 24,5%). A fronte di 41mila migranti rintracciati in posizione irregolare, nel 2016 i rimpatri complessi sono stati oltre 5.800. Al 25 ottobre 2017 sono sbarcati sulle coste italiane anche 14.579 minori (in tutto il 2016 erano stati 25.846). Il 93,2% sono minori soli. La maggior parte di essi proviene da Guinea, Costa d\u2019Avorio, Bangladesh. Al 30 settembre 2017 sono 18.491 i minori stranieri non accompagnati presenti in Italia, accolti in 2.039 strutture.<\/p>\n<p><strong>In Italia: 205 mila nelle strutture.<\/strong> Nelle strutture italiane,\u00a0al 15 luglio 2017, sono ospitati in tutto 205mila migranti: 158.607 sono ospitati dai Centri di accoglienza straordinaria (Cas) e 31.313 dagli Sprar. Se in termini assoluti le Regioni pi\u00f9 coinvolte nell\u2019accoglienza sono Lombardia (13,2%) e Campania (9,3%), \u00e8 in Toscana ed Emilia-Romagna che si \u00e8 quasi pienamente realizzato il principio dell\u2019accoglienza: in Toscana l\u201983% dei Comuni accoglie richiedenti asilo, in Emilia-Romagna il 78,1%. Ma secondo un censimento di Medici senza frontiere tra i 6 mila e gli 8.800 migranti vivono in insediamenti informali, esclusi quindi dai percorsi di accoglienza formali. Solo a Roma sono tra i 2.250 e i 2.880.<\/p>\n<p><strong>L\u2019accoglienza ecclesiale: 23.300 in 139 diocesi.<\/strong>\u00a0 Sono 23.300 i richiedenti asilo\/titolari di una forma di protezione accolti nelle diocesi italiane, ossia\u00a0139 su un totale nazionale di 220 (63,2%). \u00a0Su tutte prevale l\u2019accoglienza nei Cas (60,7%), seguita dallo Sprar (16,4%), ma accanto a queste vanno segnalate le accoglienze nelle parrocchie e nelle strutture ecclesiali (appartamenti, canoniche, ovvero altri locali messi a disposizione da congregazioni, da istituti della diocesi). Le regioni pi\u00f9 coinvolte sono: la Lombardia (con oltre 5.500 accoglienze), il Triveneto (circa 2.700), la Sicilia (2.000). A livello diocesano, le realt\u00e0 pi\u00f9 coinvolte sono Bergamo (con circa 2.200 accoglienze, pari a circa il\u00a0 10% del totale nazionale), seguita da Milano (oltre 1.600, pari al 7%), segue la diocesi di Teggiano-Policastro (Sa), con quasi 1.000 persone (il 4%), e subito dopo Firenze e Cremona (entrambe fra le 550 e le 580 persone). Dal monitoraggio si rileva inoltre che le strutture complessivamente messe a disposizione dalle diocesi per l\u2019accoglienza sono state 1.755, con una media nazionale di 13 persone a struttura,\u00a0 compresa l\u2019ospitalit\u00e0 nelle famiglie.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Meno arrivi di migranti in Europa e meno richieste di protezione internazionale. 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