{"id":5088,"date":"2017-11-18T08:48:57","date_gmt":"2017-11-18T07:48:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/?p=5088"},"modified":"2017-11-18T08:48:57","modified_gmt":"2017-11-18T07:48:57","slug":"la-giornata-dei-poveri-riflessione-teologica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/la-giornata-dei-poveri-riflessione-teologica\/","title":{"rendered":"La Giornata dei Poveri: una riflessione teologica"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-5089\" src=\"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2017\/11\/papaGiornataPoveri2017_02-300x175.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"175\" srcset=\"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2017\/11\/papaGiornataPoveri2017_02-300x175.jpg 300w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2017\/11\/papaGiornataPoveri2017_02-768x449.jpg 768w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2017\/11\/papaGiornataPoveri2017_02-360x210.jpg 360w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2017\/11\/papaGiornataPoveri2017_02.jpg 780w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>L\u2019iniziativa di Papa Francesco di indire una Giornata mondiale dei poveri ha in s\u00e9 il carattere della novit\u00e0 in ambito ecclesiale e sociale, ma ribadisce anche la storia di un rapporto cos\u00ec forte, che possiamo chiamare \u201csacramentale\u201d tra la Chiesa e i poveri iniziato fin dalle origini dell\u2019annuncio evangelico.<br \/>\n<strong>Matteo 25,31-46: un Dio che si \u00e8 fatto povero chiede di amare i poveri<\/strong><br \/>\nVi sono numerosi passi dei Vangeli dove Ges\u00f9 si intrattiene con i poveri di ogni origine e specie, mostrando per loro una preferenza di amore e di compassione: \u201cLa povert\u00e0 \u00e8 proprio al centro del Vangelo, tanto che, se noi togliessimo la povert\u00e0 dal Vangelo, non si capirebbe niente del messaggio di Ges\u00f9\u201d (Papa Francesco, meditazione mattutina nella cappella della Domus Sanctae Marthae, 16 giugno 2015).<\/p>\n<p>Nella Chiesa delle origini il passo che fu maggiormente meditato ed accolto nella prassi della vita cristiana \u00e8 stato l\u2019ultimo insegnamento di Ges\u00f9 contenuto in Matteo 25. In questo brano Ges\u00f9 con molta chiarezza afferma che per accedere alla vita eterna non conta il nostro rapporto privato con Dio, ma con il nostro fratello, con il povero: \u201cIn verit\u00e0 io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli pi\u00f9 piccoli lo avete fatto a me\u201d.<\/p>\n<p>Oggi vi \u00e8 una certa interpretazione di questo versetto, molto diffusa nella Chiesa, che considera il povero come \u201ctramite\u201d per giungere a Ges\u00f9, come veicolo, e questo ha generato una spiritualit\u00e0 miope e distorta, perch\u00e9 in questo modo si guarda al povero sempre dall\u2019alto verso il basso, lo si aiuta perch\u00e9 in lui si cerca di vedere il volto di Ges\u00f9, ma poi magari si spera di non incontrarlo pi\u00f9.<\/p>\n<p>Ges\u00f9 non dice \u201cquello che fate ai poveri \u00e8 come se lo aveste fatto a me\u201d, ma \u201clo avete fatto a me\u201d; Ges\u00f9 sta proclamando il povero come presenza reale della sua stessa Persona. Dunque il povero non va aiutato perch\u00e9 in lui cerco il volto di Ges\u00f9, ma perch\u00e9 nel povero incontro Ges\u00f9, che mi parla, mi interroga sulla mia esperienza concreta di vita attraverso le sue sofferenze, i suoi bisogni, ma anche le sue certezze essenziali e le sue speranze.<\/p>\n<p><strong>La rilettura \u201capologetica\u201d dei Padri della Chiesa<\/strong><br \/>\nA partire da questo brano, ma anche da altri come l\u2019incontro con il ricco ( Mt 19, 16-30), la conversione di Zaccheo ( Lc 19,1-10) o il ricco epulone ( Lc 16,19-31), i Padri della Chiesa si sono interrogati soprattutto sul rapporto tra ricchezza e povert\u00e0. <strong>Clemente di Alessandria<\/strong> fu il primo in una sua omelia \u2013 Quale ricco si salver\u00e0? \u2013 ad affrontare questo rapporto non in termini ideologici, ma di fede. Per il Padre apologeta povert\u00e0 e ricchezza non sono entit\u00e0 valutabili moralmente, ma sono i ricchi e i poveri con la loro vita ad avere valenza morale. E usa parole fortissime contro i ricchi che, divenuti cristiani, nascondono i loro beni per non darli ai poveri. Li definisce \u201comicida: seme di Caino, discepolo del diavolo. Non ha il cuore di Dio, non ha la speranza di cose pi\u00f9 grandi; \u00e8 sterile, \u00e8 secco; non \u00e8 un tralcio della vigna celeste che vive in eterno\u201d.<\/p>\n<p>Clemente ha la convinzione evangelica che non \u00e8 il povero \u201cche ha ricevuto l\u2019ordine di ricevere, bens\u00ec sei tu [il ricco] che hai avuto quello di dare\u201d. Nella sua omelia Clemente di Alessandria delinea il rapporto tra ricchezza e povert\u00e0 con equilibrio, tracciando tre punti che diventeranno punto di riferimento per la riflessione ecclesiale futura: la ricchezza in s\u00e9 \u00e8 un bene, essendo un dono di Dio; tutti gli uomini sono uguali e hanno tutti il diritto di usufruire allo stesso modo dei doni di Dio; il ricco, se vuole accedere alla vita eterna, ha il dovere ineludibile di condividere la sua ricchezza fino a sollevare la condizione del povero. I Padri della Chiesa successivi riprenderanno e svilupperanno queste linee. Ad esempio <strong>Basilio Magno<\/strong> critica una certa piet\u00e0 distorta fatta di digiuni e sacrifici fini a se stessi e non rivolti al povero. Un pensiero che sembra ancora oggi molto attuale: \u201cSo di molti che digiunano, che recitano preghiere, che gemono e sospirano, che praticano ogni forma di piet\u00e0 che non supponga spesa, ma che non sganciano un soldo per i bisognosi. A che servir\u00e0 poi tutta questa piet\u00e0? Non per questo li si ammetter\u00e0 nel regno dei cieli!\u201d (Basilio, Homilia VII in divites , [H. VII i.d.] 3).<\/p>\n<p>Successivamente, come in <strong>sant\u2019Ambrogio<\/strong>, i Padri della Chiesa videro nell\u2019aiuto al povero una vera opera di misericordia e di giustizia: \u201cLa misericordia \u00e8 parte della giustizia. Questo significa che se tu, animato da misericordia, intendi dare ai poveri, ebbene, agendo cos\u00ec, non fai pi\u00f9 di quanto non richieda la giustizia, secondo quanto dice la Scrittura: \u2018Distribu\u00ec, diede ai poveri; la sua giustizia rimane per sempre\u2019 (cfr. Sal 111,9)\u201d. (Ambrogio, Esposizione del Salmo 118 , in PL 15, 1372.1410-1411).<\/p>\n<p>Non abbiamo lo spazio per affrontare il tanto discusso tema del rapporto Chiesa-povert\u00e0 nel Medioevo. Riporto solo la spiegazione della vita povera, che Cristo ha scelto per s\u00e9 e per i suoi discepoli, data da san <strong>Tommaso D\u2019Aquino<\/strong>: \u201cCristo scelse per s\u00e9 genitori poveri e tuttavia perfetti nella virt\u00f9, affinch\u00e9 nessuno si glori della sola nobilt\u00e0 del sangue e delle ricchezze dei genitori. Condusse vita povera per insegnare a disprezzare le ricchezze. Visse in semplicit\u00e0, senza ostentazione, allo scopo di tenere lontani gli uomini dalla disordinata brama degli onori. Sostenne la fatica, la fame, la sete e le afflizioni del corpo, affinch\u00e9 gli uomini proclivi alle volutt\u00e0 e delicatezze, a motivo delle asprezze di questa vita, non si sottraessero all\u2019esercizio della virt\u00f9\u201d (Tommaso d\u2019Aquino, Opuscoli teologici, De rationibus fidei , nella ed. leonina dell\u2019 Opera omnia , XL, Roma 1969, pp. 56 ss).<\/p>\n<p><strong>Il Concilio Vaticano II: \u201cUna Chiesa dei poveri\u201d<\/strong><br \/>\nI Padri conciliari si interrogarono fin da subito sull\u2019identit\u00e0 della Chiesa, e la risposta fu unanime, stimolata anche dalle convinzioni di san Giovanni XXIII: \u201cIl mistero di Cristo nella Chiesa \u00e8 sempre, ma soprattutto oggi, il mistero del Cristo nei poveri, poich\u00e9 la Chiesa \u00e8 s\u00ec Chiesa di tutti, ma soprattutto Chiesa dei poveri\u201d.<\/p>\n<p>Non si arriv\u00f2 a un documento specifico sulla Chiesa dei poveri, ma l\u2019attenzione a questo tema si ritrova in diversi passi nelle maggiori costituzioni conciliari, a cominciare da <strong>Lumen gentium<\/strong> , 8: \u201cCome Cristo ha compiuto la redenzione attraverso la povert\u00e0 e le persecuzioni, cos\u00ec pure la Chiesa \u00e8 chiamata a prendere la stessa via per comunicare agli uomini i frutti della salvezza (\u2026). Come Cristo (\u2026) cos\u00ec pure la Chiesa circonda d\u2019affettuosa cura quanti sono afflitti dall\u2019umana debolezza, anzi riconosce nei poveri e nei sofferenti l\u2019immagine del suo Fondatore, povero e sofferente, si premura di sollevarne l\u2019indigenza, e in loro intende servire a Cristo\u201d. L\u2019intera Costituzione pastorale <strong>Gaudium et spes<\/strong> ha lo scopo di intessere un dialogo con le realt\u00e0 sociali per superare le ingiustizie e le discriminazioni, compresa la lotta alla povert\u00e0 con un\u2019equa distribuzione delle risorse: \u201cDio ha destinato la terra e tutto quello che essa contiene all\u2019uso di tutti gli uomini e popoli, cos\u00ec che i beni creati devono secondo un equo criterio essere partecipati a tutti, avendo come guida la giustizia e compagna la carit\u00e0\u201d (GS 69).<\/p>\n<p>Vi \u00e8 anche la denuncia dell\u2019opulenza del mondo occidentale contro la dilagante miseria della stragrande parte del mondo: \u201cMentre alcune nazioni, i cui abitanti troppo spesso per la maggior parte si dicono cristiani, godono di una grande abbondanza di beni, altre nazioni sono prive del necessario per vivere e sono afflitte dalla fame, dalla malattia e da ogni sorta di miserie\u201d (GS 88). In molti altri documenti del Concilio ritroviamo questa attenzione di una Chiesa povera per i poveri; per esempio nella <strong>Presbyterorum ordinis<\/strong> 6, dove la povert\u00e0 \u00e8 proposta come stile di vita ai sacerdoti, o nella <strong>Apostolicam actuositatem<\/strong> 8, dove \u00e8 proposta ai laici come motivo di identificazione a Cristo mediante la solidariet\u00e0 e la giustizia.<\/p>\n<p><strong>Da Paolo VI a Papa Francesco un appello corale per una \u201cChiesa povera, dei poveri\u201d<\/strong><br \/>\nMemorabile il discorso di conclusione del Concilio Vaticano II del beato <strong>Paolo VI<\/strong> rivolto ai poveri, ai malati a tutti coloro che soffrono: \u201cO voi tutti che sentite pi\u00f9 gravemente il peso della croce, voi che siete poveri e abbandonati, voi che piangete, voi che siete perseguitati per la giustizia, voi di cui si tace, voi sconosciuti del dolore, riprendete coraggio: voi siete i preferiti del regno di Dio, il regno della speranza, della felicit\u00e0 e della vita; siete i fratelli del Cristo sofferente; e con lui, se lo volete, voi salvate il mondo! Ecco la scienza cristiana della sofferenza, la sola che doni la pace. Sappiate che non siete soli, n\u00e9 separati, n\u00e9 abbandonati, n\u00e9 inutili: siete i chiamati da Cristo, la sua immagine vivente e trasparente. Nel suo nome, il Concilio vi saluta con amore, vi ringrazia, vi assicura l\u2019amicizia e l\u2019assistenza della Chiesa e vi benedice\u201d. Tutta l\u2019apprensione per il futuro dell\u2019umanit\u00e0 e il suo amore per gli ultimi, Paolo VI lo esprime nella <strong>Populorum progressio<\/strong> 40: \u201cSi danno delle situazioni la cui ingiustizia grida verso il cielo. Quando popolazioni intere, sprovviste del necessario, vivono in uno stato di dipendenza tale da impedir loro qualsiasi iniziativa e responsabilit\u00e0, e anche ogni possibilit\u00e0 di promozione culturale e di partecipazione alla vita sociale e politica, grande \u00e8 la tentazione di respingere con la violenza simili ingiurie alla dignit\u00e0 umana\u201d. San <strong>Giovanni Paolo II<\/strong> riprese e svilupp\u00f2 per la prima volta in un\u2019enciclica il tema dell\u2019 opzione preferenziale per i poveri : \u201cDesidero qui segnalarne uno: l\u2019opzione, o amore preferenziale per i poveri. \u00c8, questa, una opzione, o una forma speciale di primato nell\u2019esercizio della carit\u00e0 cristiana, testimoniata da tutta la Tradizione della Chiesa. Essa si riferisce alla vita di ciascun cristiano, in quanto imitatore della vita di Cristo, ma si applica egualmente alle nostre responsabilit\u00e0 sociali e, perci\u00f2, al nostro vivere, alle decisioni da prendere coerentemente circa la propriet\u00e0 e l\u2019uso dei beni\u201d (<strong>Sollicitudo rei socialis<\/strong>, 41). Numerosi sono gli interventi a favore dei poveri e dei loro diritti nelle encicliche sociali di san Giovanni Paolo II.<\/p>\n<p><strong>Benedetto XVI<\/strong> nel messaggio per la <strong>Giornata mondiale della Pace<\/strong>, &#8220;Combattere la povert\u00e0, costruire la pace&#8221;, 1\u00b0 gennaio 2009, riprende il tema di una Chiesa per i poveri: \u201cDa sempre la dottrina sociale della Chiesa si \u00e8 interessata dei poveri. (\u2026) Quanto alla Chiesa, essa non lascer\u00e0 mancare mai e in nessun modo l\u2019opera sua. Questa consapevolezza accompagna anche oggi l\u2019azione della Chiesa verso i poveri, nei quali vede Cristo\u201d.<\/p>\n<p>Ed ancora con forza richiama i cristiani al loro dovere di denuncia delle ingiustizie sociali: \u201c I cristiani hanno il dovere di denunciare i mali, di testimoniare e tenere vivi i valori su cui si fonda la dignit\u00e0 della persona, e di promuovere quelle forme di solidariet\u00e0 che favoriscono il bene comune, affinch\u00e9 l\u2019umanit\u00e0 diventi sempre pi\u00f9 famiglia di Dio\u201d (<strong>discorso alla Fondazione Centesimus Annus<\/strong>, 15 ottobre 2011).<\/p>\n<p>Con <strong>Papa Francesco<\/strong>, questa storia inscindibile, \u201csacramentale\u201d del rapporto tra la Chiesa e i poveri, che abbiamo cercato di accennare a grandi linee, trova una fertile accoglienza e maturazione fin dalla sua prima esortazione apostolica <strong>Evangelii gaudium<\/strong>: \u201cNel cuore di Dio c\u2019\u00e8 un posto preferenziale per i poveri, tanto che Egli stesso \u2018si fece povero\u2019 ( 2Cor 8,9). Tutto il cammino della nostra redenzione \u00e8 segnato dai poveri\u201d (EG, 197).<\/p>\n<p>E ancora in modo esplicito Papa Francesco fin dai primi giorni del suo pontificato ha espresso in svariate occasioni il suo desiderio, che \u00e8 anche il suo progetto per la Chiesa del futuro: \u201cPer questo desidero una Chiesa povera per i poveri. Essi hanno molto da insegnarci. Oltre a partecipare del sensus fidei , con le proprie sofferenze conoscono il Cristo sofferente. \u00c8 necessario che tutti ci lasciamo evangelizzare da loro\u201d (EG, 198).<\/p>\n<p>Anche recentemente, nella visita ai luoghi di don Primo Mazzolari, ha ribadito: \u201cA buona ragione veniva chiamato il \u2018parroco dei lontani\u2019, perch\u00e9 egli \u00e8 l\u2019anticipatore di una Chiesa in uscita, di strada. Non era nostalgico di una Chiesa del passato, ma era proiettato al futuro. Don Primo Mazzolari ci esorta ad essere una Chiesa dei poveri in cerca dei lontani\u201d.<\/p>\n<p><strong>Poveri concreti \u2013 non povert\u00e0 \u201cideologica\u201d<\/strong><br \/>\nL\u2019indizione della Giornata mondiale dei poveri, che si aggiunge alle altre giornate mondiali indette dai Pontefici su svariate tematiche sociali, come la pace, le immigrazioni, ecc., ha la particolarit\u00e0 questa volta di non trattare una tematica. Non \u00e8 la Giornata mondiale della povert\u00e0 , ma la Giornata dei poveri , cio\u00e8 di persone concrete; \u00e8 la giornata dell\u2019invito a incontrare il povero, a condividere con lui anzitutto il tempo dell\u2019accoglienza e dell\u2019ascolto, la mensa e i suoi bisogni. Papa Francesco per primo ci ha indirizzato a viverla in questo senso pranzando in quel giorno con 1.500 poveri in sala Paolo VI.<\/p>\n<p>Si \u00e8 dichiarato in questi giorni che con Papa Francesco si pu\u00f2 delineare una \u201cteologia della povert\u00e0\u201d. Credo che sia pi\u00f9 opportuno parlare di una \u201cteologia del povero\u201d come \u201cottavo sacramento\u201d concentrandosi particolarmente sulle conseguenze morali di questa espressione usata per la prima volta dal beato Giacomo Cusmano (Palermo, 18341888), detto \u201cil dottore dei poveri\u201d (C. Bianco, Il povero, ottavo sacramento? L\u2019epistolario di Giacomo Cusmano tra morale, spiritualit\u00e0 e pastorale , Edb, 2014). Inoltre nel messaggio di Papa Francesco si legge che questa Giornata non \u00e8 rivolta ai soli credenti, ma a tutte le persone di buona volont\u00e0 perch\u00e9 tutti riscoprano i valori fondamentali della convivenza civile, quali la solidariet\u00e0, l\u2019accoglienza, la condivisione, l\u2019ascolto, il mutuo soccorso.<\/p>\n<p>Quindi la portata della Giornata mondiale dei poveri va oltre il solo aspetto religioso e diviene una vera e propria provocazione etica per le nostre societ\u00e0, per le nostre famiglie, per i nostri politici e per le nostre coscienze, abituate troppo spesso al \u201csonno\u201d prodotto dalle false sicurezze del consumismo, e dalle paure narcisiste.<\/p>\n<p><em>(*) teologo morale, docente all\u2019Istituto teologico di Assisi<br \/>\n&#8220;La Voce&#8221; (Umbria)<\/em><br \/>\nCarlo Maccari (*)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Giornata mondiale dei poveri, istituita da Papa Francesco a partire da quest\u2019anno (il 19 novembre), pur essendo una formidabile novit\u00e0, rischia di venire fraintesa come se fosse un\u2019iniziativa dovuta solo alla \u201cpeculiarit\u00e0\u201d dell\u2019attuale Pontefice.<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":5089,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[],"class_list":["post-5088","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-news-luce-e-vita"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5088","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5088"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5088\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5090,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5088\/revisions\/5090"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5089"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5088"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5088"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5088"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}