{"id":5091,"date":"2017-11-22T16:23:23","date_gmt":"2017-11-22T15:23:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/?p=5091"},"modified":"2021-01-15T23:39:46","modified_gmt":"2021-01-15T22:39:46","slug":"al-fianco-delle-donne-oltre-25-novembre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/al-fianco-delle-donne-oltre-25-novembre\/","title":{"rendered":"Al fianco delle donne oltre il 25 novembre"},"content":{"rendered":"<p>di Susanna M. de Candia<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-5092 \" src=\"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2017\/11\/lev39-702x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"294\" height=\"429\" srcset=\"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2017\/11\/lev39-702x1024.jpg 702w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2017\/11\/lev39-206x300.jpg 206w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2017\/11\/lev39-768x1121.jpg 768w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2017\/11\/lev39-192x280.jpg 192w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2017\/11\/lev39-526x768.jpg 526w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2017\/11\/lev39.jpg 779w\" sizes=\"auto, (max-width: 294px) 100vw, 294px\" \/>Il 25 novembre ricorre la Giornata Internazionale per l\u2019Eliminazione della violenza contro le donne. Mentre loro hanno (ancora) bisogno di consapevolizzare la libert\u00e0, sopraffatta dal predominio maschile sostenuto da motivi culturali, sociali e religiosi, agli uomini va ricordato che non esistono diritti naturali di prevaricazione.<br \/>\nSi assiste ancora ad una spettacolarizzazione della violenza sulle donne, come sostiene la presidente dello Sportello Antiviolenza Pandora, l\u2019Avv. Valeria Scardigno: spesso i media propongono clich\u00e8s di donne passive, in attesa di essere ascoltate e in qualche modo colpevoli della violenza sub\u00ecta. L\u2019esigenza di uno Sportello Antiviolenza anche a Molfetta era evidentemente condivisa: quasi in contemporanea si erano attivate con un\u2019idea simile un gruppo di avvocate, consapevoli che la tutela legale era insufficiente a sostenere donne vittime di violenza, e un gruppo di psicoterapeute. Di qui, la collaborazione; oggi lo sportello, che attende con trepidazione di compiere nel 2018 cinque anni di attivit\u00e0 per essere ufficialmente riconosciuto, pu\u00f2 contare su un\u2019\u00e9quipe formata da avvocate, psicologhe, psicoterapeute ed educatrici. \u00c8 partito tutto da cittadine che, a proprie spese, hanno cominciato le attivit\u00e0 di accoglienza e supporto delle donne vittime di violenza, prima in una sede privata, poi (dal 2015) presso la Sala Turtur, messa a disposizione dal Comune.<br \/>\nDopo 4 anni, in cui si sono avvicendate diverse Amministrazioni comunali, l\u2019\u00e9quipe dello Sportello prosegue con attivit\u00e0 di prevenzione, incontri, dibattiti, workshop anche nelle scuole, per abbattere i pensieri stereotipati dei pi\u00f9 giovani. Propone inoltre percorsi di riscoperta della femminilit\u00e0 e dell\u2019autodeterminazione di ogni donna, coniugando varie forme d\u2019arte e psicologia (come il progetto Diana: da vittime a cacciatrici, che si concluder\u00e0 a maggio).<br \/>\nDal 2013, si sono avvicinate allo Sportello donne di et\u00e0 compresa fra 26 e 60 anni, sole o accompagnate da amiche (qualche volta anche dai figli); in media sono stati seguiti una decina di \u201ccasi\u201d all\u2019anno e hanno riguardato maltrattamenti in famiglia, violenze sessuali e stalking. Tuttavia, le resistenze sono ancora molto forti, legate anzitutto ad una dipendenza economica verso l\u2019uomo, ma anche psicologiche e culturali.<br \/>\nLa Dott.ssa Maura Simone \u2013 docente universitaria presso il Dipartimento ForPsiCom dell\u2019Universit\u00e0 di Bari \u2013 riproponendo due stupri storici collettivi, ha ribadito la radice delle violenze sulle donne nella societ\u00e0 patriarcale e monoteista, in cui la donna \u00e8 elemento minoritario, assoggettata all\u2019uomo, incapace di raziocinio, soggetto passivo e subalterno, deputata esclusivamente alla procreazione. Solo nel \u2019900 lo stupro (ne esistono 3 tipi: maritale, sessuale e politico) \u00e8 stato riconosciuto come crimine, in quanto atto contro la persona e non pi\u00f9 contro morale.<br \/>\nLa violenza mira alla de-umanizzazione della vittima. Diverse sono le cause che spingono un aggressore ad agire (ira, compensazione, potere e sadismo), come ben delineato dalla Dott.ssa Annachiara Gravinese, psicologa dello Sportello, \u00e8 importante che la donna impari a conoscersi, ad apprezzarsi e a recuperare attivamente risorse di cui gi\u00e0 dispone. Offrire il proprio racconto ad un\u2019operatrice dello Sportello non implica interventi da parte dei Servizi Sociali e pu\u00f2 rappresentare una possibilit\u00e0 di vita rigenerata per ciascuna donna che decide, autonomamente, di interrompere la subordinazione di cui \u00e8 vittima.<br \/>\n\u201cIl cammino delle donne continua\u201d, come dice lo slogan della Consulta Femminile di Molfetta, per l\u2019evento organizzato sabato 25 novembre, occasione per presentare il report degli studenti delle scuole superiori molfettesi con l\u2019intervento della psicologa Marta Vilardi, sulla percezione della violenza di genere negli adolescenti. E per lasciare segno di questo cammino che prosegue, resteranno in citt\u00e0 tre panchine rosse.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 25 novembre ricorre la Giornata Internazionale per l\u2019Eliminazione della violenza contro le donne. 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