{"id":5555,"date":"2018-06-21T10:19:25","date_gmt":"2018-06-21T08:19:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/?p=5555"},"modified":"2018-06-21T10:19:25","modified_gmt":"2018-06-21T08:19:25","slug":"un-anno-straordinario-esigenza-bellezza-verificarlo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/un-anno-straordinario-esigenza-bellezza-verificarlo\/","title":{"rendered":"Un anno straordinario esigenza e bellezza di verificarlo"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-5556\" src=\"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2018\/06\/lev25-206x300.jpg\" alt=\"\" width=\"206\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2018\/06\/lev25-206x300.jpg 206w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2018\/06\/lev25-192x280.jpg 192w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2018\/06\/lev25-527x768.jpg 527w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2018\/06\/lev25.jpg 535w\" sizes=\"auto, (max-width: 206px) 100vw, 206px\" \/>Ogni anno pastorale ha la sua singolarit\u00e0 e, manco a dirlo, \u00e8 anche sfogliando le pagine del nostro settimanale che se ne pu\u00f2 fare memoria e rilettura. Ma questo che concludiamo \u00e8 unico: Pietro \u00e8 stato tra noi, nella nostra Diocesi, prima volta nella storia del Cristianesimo (lasciando da parte le incerte notizie storiche relative alla fondazione apostolica della Chiesa di Ruvo). Non \u00e8 stata una meteora, per quanto veloce, n\u00e8 un evento da archiviare e da appuntarsi al petto. Grazie al Vescovo Domenico, abbiamo potuto condividere ore di inaudita gioia, preparate con enorme impegno e mettendo in campo notevoli risorse. Ore intense che adesso richiedono di essere riprese e rilette, soprattutto proiettate.<\/p>\n<p>Vivere don Tonino<br \/>\nLa circostanza del 25\u00b0 anniversario del dies natalis di don Tonino non poteva essere celebrata meglio. Ma \u00e8 proprio qui che si annida il rischio. Quello di averlo celebrato, anche molto degnamente. Quello di volerlo ancora celebrare in forme pi\u00f9 o meno romanzate, emozionanti, scenografiche. Ma questo non pu\u00f2 bastarci. Non possiamo fermarci qui. Non \u00e8 questo il luogo per una riflessione approfondita e, in attesa di farlo nei modi e luoghi deputati, sento di dover dire a me stesso e a tutti che occorre un supplemento di impegno condiviso nel ripensare il nostro modo di essere Chiesa, pi\u00f9 calibrato sullo stile incarnato da don Tonino e rilanciato da Papa Francesco. Metterei un punto a convegni, monumenti, libri&#8230; che spesso pi\u00f9 che celebrare lui sono pretesti per celebrare noi stessi; se questa impressione \u00e8 stata data nelle attivit\u00e0 svolte in questo anno, anche da queste pagine, io chiedo scusa.<br \/>\nMi faccio alcune domande: che senso abbia farsi selfie o foto nella stanza dove don Tonino \u00e8 morto o sulla tomba: \u00e8 un monumento? Li vedrei come luoghi dirompenti di meditazione e di conversione, non come set fotografico, per cui ci\u00f2 che rimane da fare, invece, \u00e8 attivare laboratori e percorsi operativi che facciano sperimentare, nel qui ed ora, la profezia della stola e del grembiule. Per tutti.<br \/>\nQuanto del suo stile (e di quello di Francesco) diventa stile personale nell\u2019uso dei beni, nei modi di relazionarci, nella vita spirituale, nella gestione dei poteri, piccoli o grandi che siano? Come fare in modo che le due grandi opere-segno da lui istituite (CASA e Casa d\u2019Accoglienza) pi\u00f9 che essere un peso da portare (delegato a pochi), siano un metodo pastorale da ravvivare e da sentire proprio da parte di ciascuna parrocchia? Non \u00e8 la visita o la corsa o la marcia o la manifestazione estemporanea che pu\u00f2 far questo, ma una precisa progettazione pastorale. E quale capacit\u00e0 di accoglienza stiamo esercitando nelle parrocchie? Che idea abbiamo delle ultime decisioni governative in materie di migranti? La caritas parrocchiale \u00e8 rimasta il gruppo che provvede alla distribuzione dei pacchi e al pagamento di bollette o si configura come animazione dell\u2019intera comunit\u00e0 all\u2019accoglienza e alla condivisione? Ci sono numerose esperienze di servizio, quali le mense cittadine e, non ultima, quella del Social Market Solidale, istituito di recente a Molfetta, ma a volte l\u2019impressione \u00e8 che riguardano solo alcune persone, non invece una scelta di metodo della comunit\u00e0 intera. Che dire poi dell\u2019impegno per la citt\u00e0, l\u2019ascolto dei suoi bisogni e la capacit\u00e0 di prendere la parola, con competenza? L\u2019episodio di ennesima intimidazione nei confronti di Matteo d\u2019Ingeo, attento osservatore e difensore della legalit\u00e0, a Molfetta, al quale rinnoviamo la nostra solidariet\u00e0, interroga i nostri silenzi; non possiamo essere distratti, inoltre, rispetto alle scelte amministrative che talvolta non sono mosse dagli interessi degli ultimi. Insomma, dire, scrivere e manifestare per don Tonino \u00e8 addirittura facile. E viverlo?<br \/>\nCome Chiesa locale siamo stati fortemente interpellati dal Papa ad essere testimoni del dono di don Tonino. Ad essere Pane spezzato, a smettere di vivere per s\u00e9, a farci pane di pace, a coniugare la Parola con le parole, ad alzarci e ad entrare in citt\u00e0: \u201cVa\u2019, non rimanere chiuso nei tuoi spazi rassicuranti, rischia!\u201d. Sono poche parole che valgono mille programmi pastorali, ma \u00e8 proprio sui nostri programmi che occorre un\u2019ulteriore riflessione.<\/p>\n<p>L\u2019esigenza della verifica<br \/>\nIl nostro modo di essere comunit\u00e0 si declina anno per anno con le indicazioni pastorali che il Vescovo offre. Ma che fine fanno? Tanto lavoro di programmazione quando e come viene verificato?<br \/>\nRitengo fondamentale che anche come Chiesa, pur non essendo un\u2019azienda o una scuola, facciamo entrare nelle nostre prassi l\u2019esigenza e la bellezza di fermarci, di tanto in tanto, per valutare (dare valore) il cammino che andiamo compiendo. In tutti i processi formativi (e quello di un gruppo, associazione, parrocchia, diocesi \u00e8 fortemente formativo), la funzione di valutare \u00e8 formativa come e forse pi\u00f9 della programmazione. Non c\u2019\u00e8 da aver paura, n\u00e8 da nascondersi dietro un semplice \u201ca noi tocca seminare\u201d. Sarebbe come dire a un contadino \u201csemina, semina, se raccogli \u00e8 bene, altrimenti poco male\u201d. \u00c9 vero che il seme cresce senza che il seminatore sappia come, ma altrettanto vero che il seminatore deve scegliere tempi e modi per una semina efficace. Sembra una perdita di tempo dover incontrarsi e verificare; ci assale il timore di confrontarci con i nostri limiti, con i fallimenti, le delusioni&#8230; In realt\u00e0, in una logica e con una impostazione corretta, la valutazione non pu\u00f2 che portare al miglioramento. Lo sforzo e il \u201ctempo perso\u201d nella valutazione rende pi\u00f9 facile e veloce la programmazione futura perch\u00e8 mostra con pi\u00f9 chiarezza gli aspetti da depotenziare e quelli da rinforzare. Per questo come redazione, d\u2019accordo con l\u2019Ufficio pastorale, abbiamo pensato di offrire 10 passi per una verifica parrocchiale. Nella massima libert\u00e0. Si tratta di:<br \/>\na) provare a leggere e spiegare i fenomeni, riconoscere la realt\u00e0 in cui operiamo;<br \/>\nb) convalidare o smentire quanto era stato programmato (se programmato);<br \/>\nc) comprendere i limiti e le risorse a disposizione;<br \/>\nd) promuovere decisioni orientate e assunzione di responsabilit\u00e0 nelle scelte da compiere.<br \/>\nLa vigna che ci viene affidata non \u00e8 nostra, a maggior ragione abbiamo la responsabilit\u00e0 di lavorare bene. A voi la parola e, se volete, la condivisione, mediante l\u2019iniziativa \u201cEsperienze pastorali\u201d (vedi box a pagina 3).<\/p>\n<p><em>di Luigi Sparapano<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si conclude l\u2019anno pastorale. Qualche riflessione<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":5556,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[13],"tags":[383,24,30],"class_list":["post-5555","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-editoriali","tag-2017-2018","tag-anno-pastorale","tag-don-tonino"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5555","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5555"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5555\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5557,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5555\/revisions\/5557"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5556"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5555"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5555"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5555"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}