{"id":5692,"date":"2018-07-13T08:40:42","date_gmt":"2018-07-13T06:40:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/?p=5692"},"modified":"2018-07-13T08:55:47","modified_gmt":"2018-07-13T06:55:47","slug":"rapporto-agcom-2018-editoria-crisi-cresce-peso-internet-cardani-informazione-bene-valore-strategico-sociale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/rapporto-agcom-2018-editoria-crisi-cresce-peso-internet-cardani-informazione-bene-valore-strategico-sociale\/","title":{"rendered":"Rapporto Agcom 2018: editoria in crisi, cresce il peso di internet. Cardani: \u201cInformazione \u00e8 bene di valore strategico e sociale\u201d"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-5693\" src=\"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2018\/07\/smartphone-300x214.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"214\" srcset=\"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2018\/07\/smartphone-300x214.jpg 300w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2018\/07\/smartphone-360x257.jpg 360w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2018\/07\/smartphone.jpg 435w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>\u00c8 ancora di l\u00e0 da venire\u00a0la fine della crisi\u00a0dell\u2019editoria quotidiana e periodica, che\u00a0nell\u2019ultimo decennio ha perso all\u2019incirca met\u00e0 del suo peso economico. Soltanto nel 2017 il settore ha perso\u00a03,6 miliardi di ricavi complessivi, ossia il -5,2% rispetto all\u2019anno precedente. A certificare lo stato dei fatti \u00e8 la\u00a0<a href=\"https:\/\/www.agcom.it\/documents\/10179\/3572789\/Relazione+annuale+2018\/24dc1cc0-27a7-4ddd-9db2-cf3fc03f91d2\">Relazione annuale dell\u2019Autorit\u00e0 per le garanzie nelle comunicazioni<\/a>\u00a0(Agcom) presentata alla Camera dei deputati.\u00a0I ricavi del settore delle comunicazioni e dei singoli segmenti che lo compongono \u2013 telecomunicazioni, media e servizi postali \u2013 rappresentano oltre il 3% del Pil nazionale. \u201cLe risorse economiche del complesso dei mercati vigilati da Agcom ammontano a oltre 54 miliardi di euro, confermando il trend di lieve crescita (+1,2%) gi\u00e0 osservato lo scorso anno. Cresce il peso relativo di Internet, del settore postale e, in misura meno accentuata, del settore telecomunicazioni. Tende invece a ridursi, anche se con un diverso grado di intensit\u00e0, il peso degli altri comparti vigilati, ossia tv, radio ed editoria\u201d, spiega\u00a0<b>Angelo Marcello Cardani<\/b>,\u00a0presidente dell\u2019Agcom.<\/p>\n<p>L\u2019editoria soffre e, in particolare, \u00e8 il settore dei quotidiani a far registrare una ulteriore contrazione dei ricavi dell\u20198,9%: \u201cEssendo qui in gioco non solo i destini di una filiera industriale, ma anche quelli di un bene di valore strategico e sociale quale l\u2019informazione\u201d, precisa Cardani, la crisi di questo comparto e la contestuale ascesa di Internet interrogano \u201cin primis Governo e Parlamento\u201d e richiedono \u201cuna riflessione di ampio respiro\u201d.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: inherit;\">Gli investimenti pubblicitari globali si spostano dai media tradizionali alle piattaforme online,\u00a0<\/span>che complessivamente crescono di oltre il 12% con Google e Facebook a fare la parte dei leoni.\u00a0La radio perde qualcosa nel suo complesso (-0,7%), ma in un contesto che manifesta segnali di ripresa.<\/p>\n<p>La televisione si conferma ancora il mezzo con la maggiore valenza informativa, sia per frequenza di accesso anche a scopo informativo, sia per importanza e attendibilit\u00e0 percepite: \u201cCrescono le forme di accesso non tradizionali alla tv; in tal senso il 2017 pu\u00f2 essere ricordato anche come l\u2019anno della definitiva consacrazione della \u2018televisione liquida\u2019, con una stima di circa 3 milioni di cittadini che guardano abitualmente la tv in streaming e in numero 3\/4 volte superiore che scaricano abitualmente contenuti televisivi sui propri device\u201d. La televisione tradizionale manifesta comunque importanti segni di tenuta sia in termini di valore economico che di ascolti, con una audience media nel prime time serale stabilmente sopra i 25 milioni di contatti. Inoltre, i\u00a0primi tre operatori (21st Century Fox\/Sky Italia, Rai, Fininvest\/Mediaset) detengono circa il 90% delle risorse complessive e quote non dissimili fra di loro ma particolarmente distanti dai restanti soggetti.<\/p>\n<p>Sul fronte della rete, Internet\u00a0cresce come mezzo di informazione oltre che come veicolo pubblicitario: \u201cTuttavia \u2013 osserva Cardani \u2013 l\u2019attendibilit\u00e0 percepita delle fonti informative online, come testimonia la nostra ultima ricerca sui consumi di informazione, rimane mediamente inferiore rispetto a quella delle fonti tradizionali. Altro elemento interessante consiste nella tendenza degli italiani ad accedere all\u2019informazione online prevalentemente attraverso fonti c.d. algoritmiche, in particolare social network e motori di ricerca\u201d.<\/p>\n<p>Cardani si sofferma sull\u2019impiego massiccio di algoritmi e di automazione sui quali si fonda l\u2019uso dei Big Data e del machine learning: \u201cA fronte di questi travolgenti cambiamenti \u2013 che avranno senza dubbio effetti molto rilevanti e largamente positivi in termini di ricadute economiche, risparmio, sostenibilit\u00e0 ambientale \u2013 occorrer\u00e0 elaborare una vera e propria strategia italiana sull\u2019intelligenza artificiale, anche per affrontare le complesse problematiche ad essa connesse\u201d.m<span style=\"font-size: inherit;\">Senza dimenticare\u00a0il \u201cgrande problema\u201d dell\u2019uso secondario di Big Data, ovvero il tema della trasparenza e della neutralit\u00e0 dell\u2019algoritmo.<\/span><\/p>\n<p>I\u00a0rischi sono quelli di \u201cun ecosistema governato da poche grandi multinazionali caratterizzate da un elevato grado di integrazione in tutte le fasi; elevate barriere all\u2019entrata; tendenza al monopolio; crescenti e strutturali asimmetrie informative tra utenti ed operatori; concreti rischi di alterazione dell\u2019ecosistema informativo planetario; allarmanti fenomeni di polarizzazione delle opinioni; crescente esposizione alle derive dell\u2019odio (politico, razziale, religioso) e dell\u2019abuso (stalking, cyberbullismo, omofobia)\u201d.<\/p>\n<p>Infine, un accenno alla\u00a0<b>e-democracy<\/b>\u00a0che significa intervenire su quattro ambiti: \u201cQuello dei diritti di cittadinanza, che trovano esplicazione nel nostro quotidiano operare, soprattutto sul fronte della tutela dei consumatori; quello della tutela del diritto d\u2019autore e dei contenuti, che \u00e8 battaglia culturale di salvaguardia dell\u2019identit\u00e0 europea e di tutela dell\u2019opera dell\u2019ingegno che costituisce tanta parte di quell\u2019identit\u00e0; quello dei diritti delle persone, che quanto al nostro operare significa soprattutto difesa della dignit\u00e0 di donne e uomini da ogni forma di odio e discriminazione che si manifesti attraverso l\u2019utilizzo dei mezzi di comunicazione di massa; quello a tutela di quel bene pubblico che \u00e8 l\u2019informazione\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Soltanto nel 2017 il settore editoriale ha perso 3,6 miliardi di ricavi complessivi, ossia il -5,2% rispetto all\u2019anno precedente. 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