{"id":5828,"date":"2018-08-04T18:09:14","date_gmt":"2018-08-04T16:09:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/?p=5828"},"modified":"2018-09-03T18:00:24","modified_gmt":"2018-09-03T16:00:24","slug":"lola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/lola\/","title":{"rendered":"Lola, orgogliosa venditrice di cianfrusaglie"},"content":{"rendered":"<div class=\"mceTemp\">\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-5830\" src=\"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2018\/08\/juju-vittime-tratta-prostituzione-body-image-1447319820-e1499944151445-300x169.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2018\/08\/juju-vittime-tratta-prostituzione-body-image-1447319820-e1499944151445-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2018\/08\/juju-vittime-tratta-prostituzione-body-image-1447319820-e1499944151445-360x203.jpg 360w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2018\/08\/juju-vittime-tratta-prostituzione-body-image-1447319820-e1499944151445.jpg 434w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<ol id=\"attachment_5830\" class=\"wp-caption alignright\" style=\"width: 300px;\">foto:web<\/ol>\n<\/div>\n<p>Lola mi viene incontro, nei pressi di Piazza Garibaldi a Molfetta, con una vistosa croce di metallo sul petto scuro, brillante di stille di sudore, con le sue tante mercanzie distribuite fra le dieci dita e uno zaino che scoppia in spalla. Mi chiede di aiutarla comprando qualcosa e io approfitto per scambiare due parole. Le prime battute sono in inglese, ma per la mia lentezza lei sceglie l\u2019italiano. Del resto vive in Italia da dieci anni e quindi lo parla sufficientemente bene. Io le chiedo di posare per un attimo le mercanzie: cover per smartphone, collanine, power bank, ventilatori a pile, e tantissime altre cose che le permettono di avere una variet\u00e0 di prodotti, e per non deluderla compro qualcosa.<\/p>\n<p>\u00abChe posso fare? Devo lavorare. Vivo a Brindisi dove ho una bambina\u00bb. Mentre io mi meraviglio rispetto alla distanza giornaliera che compie, Lola non si scompone e dice che ogni giorno va in paesi diversi. Mi chiede se sono del posto e io rispondo che sono di Ruvo. \u00abConosco Ruvo. Sono arrivata anche a Terlizzi, Corato e anche fino a Barletta. \u00abL\u2019importante \u00e8 che vendo, che recupero almeno i soldi del biglietto\u00bb. \u00a0Ma ci riesci? Quanto riesci a guadagnare ogni giorno? E lei ammette che ogni giorno \u00e8 diverso. Giorni in cui recupera fino a 50 euro e giorni che ci rimette il biglietto. Intuendo che forse io consideri il suo lavoro ben poca cosa le mi ripete: \u00abChe posso fare? Devo lavorare!\u00bb.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 sei venuta qui dalla Nigeria? \u00abL\u00ec si crede che venendo in Europa i soldi si trovano per terra o sugli alberi, cos\u00ec facciamo di tutto per partire. Poi arriviamo in Libia e i sogni finiscono, ma rimangono i debiti. E quando arriviamo in Europa capiamo che i soldi non ci sono per terra, n\u00e8 cadono dagli alberi. E allora sono guai\u00bb. Perch\u00e9 lei partisse, infatti, la sua famiglia ha venduto un terreno e deve restituire i soldi altrimenti non pu\u00f2 tornare. Oltre alla bambina che ha qui in Italia, di 8 anni, lei \u00e8 madre anche di una ragazza che ne ha 20 ed \u00e8 rimasta in Nigeria.<\/p>\n<p>Suo padre ha quattro mogli e venti figli. Uno di questi la ricatta chiedendogli i soldi del terreno, ma lei non li ha. Quanto riesce a mettere da parte \u00e8 di gran lunga inferiore. \u00abSe torno senza soldi mi ammazza!\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abQuando sono arrivata in Libia mi hanno tolto tutto il denaro che avevo, quello del terreno, mi hanno usato violenza sotto gli occhi della Polizia. L\u00ec fanno quello che vogliono. Qui in Italia non \u00e8 cos\u00ec\u00bb. Se lo dice lei\u2026 La cronaca di questi giorni in Italia fa pensare diversamente.<\/p>\n<p>\u00abIo sono libera, non ho padroni, nessuno mi comanda\u00bb. Non so se crederle dato che \u00e8 molto difficile per una nigeriana farsi strada senza protettori, ma lei sembra sincera. Ha fatto corsi per badante e per baby sitter ma non trova opportunit\u00e0. Si \u00e8 rifiutata di prostituirsi e il lavoro di venditrice ambulante che fa, per lei \u00e8 tantissimo. \u00abMolto meglio che stare in Nigeria. Fare questo lavoro per me importante. Che posso fare? Devo lavorare\u00bb.<\/p>\n<p>Proprio perch\u00e9 deve lavorare chiudo la conversazione, ci salutiamo, mi ringrazia. Le chiedo se posso offrirle qualcosa al bar ma lei deve lavorare. E io la saluto ringraziandola e scusandomi se non riusciamo ad offrirle di meglio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Perch\u00e9 sei venuta qui dalla Nigeria? \u00abL\u00ec si crede che venendo in Europa i soldi si trovano per terra o sugli alberi, cos\u00ec facciamo di tutto per partire. 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