{"id":5927,"date":"2018-08-30T17:18:24","date_gmt":"2018-08-30T15:18:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/?p=5927"},"modified":"2018-08-31T07:22:07","modified_gmt":"2018-08-31T05:22:07","slug":"tutti-pontefici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/tutti-pontefici\/","title":{"rendered":"Tutti &#8220;pontefici&#8221;!"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-5928\" src=\"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2018\/08\/lev26_3-206x300.jpg\" alt=\"\" width=\"206\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2018\/08\/lev26_3-206x300.jpg 206w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2018\/08\/lev26_3-192x280.jpg 192w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2018\/08\/lev26_3-527x768.jpg 527w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2018\/08\/lev26_3.jpg 624w\" sizes=\"auto, (max-width: 206px) 100vw, 206px\" \/>L\u2019estate che si conclude \u00e8 stata rovente e non certo per le condizioni meteo. Tanti gli eventi e gli argomenti che hanno infuocato il dibattito e, purtroppo, che vanno approfondendo delle pericolose spaccature tra le persone e tra i corpi sociali, complice il disinvolto e irresponsabile dei social.<br \/>\nNon \u00e8 questo il luogo per enucleare la cronaca dei fatti, anche perch\u00e8 \u00e8 sotto gli occhi di tutti: migrazioni, rigurgiti razzisti, intolleranza, discriminazioni, abusi sessuali ad opera di ecclesiastici, crisi dell\u2019Europa e dell\u2019Italia&#8230; E i fatti dell\u2019Occidente hanno messo in secondo o terzo piano le incessanti crisi mediorientali e le migliaia di vittime delle guerre in atto; una per tutte, la Siria. A questi fatti si aggiungono le stragi che hanno straziato nuovamente il nostro cuore: <em>le morti dei lavoratori stranieri negli incidenti stradali in Puglia*<\/em>, il crollo del ponte di Genova, le vittime del Raganello e, pi\u00f9 sotto traccia, le scosse di terremoto in Molise, che tengono gli animi esagitati.<br \/>\nEbbene proprio la metafora del ponte, ampiamente usata dal 14 agosto in poi, pu\u00f2 ben fotografare la stato della situazione. \u201cIl crollo di un ponte che sia fisico o metaforico \u2013 ha detto il rappresentante della comunit\u00e0 islamica durante i funerali di Stato a Genova \u2013 provoca sempre un gran dolore: due punti che non si toccano pi\u00f9 e portano via per sempre le vite di tante persone\u201d. Prima di lui il Card. Bagnasco aveva ampiamente invocato l\u2019anelito di speranza e di unit\u00e0 che soprattutto in questi momenti deve raccordare le menti e i cuori di tutti.<br \/>\nIn questi ultimissimi giorni quei punti che non si toccano vanno sempre pi\u00f9 allontanandosi in Italia: il punto di chi mette in primo piano la dignit\u00e0 delle persone e il primato dell\u2019accoglienza, pur nell\u2019esigenza di una chiarezza e corresponsabilit\u00e0 dell\u2019Europa, e quello di chi batte i pugni nei confronti dell\u2019Europa non accorgendosi di batterli sulle teste di chi, gi\u00e0 martoriato nel proprio paese, giunge sulle nostre sponde in cerca di vita, dopo aver sperimentato quasi la morte (e non la pacchia!).<br \/>\nI punti si allontanano anche in ambito cattolico tra chi, ragionando pi\u00f9 con la pancia che con la testa, e tantomeno col cuore, approva comportamenti e dissemina pensieri che nulla hanno di evangelico. Salvo poi osannare don Tonino Bello e Papa Francesco. Anzi no, perch\u00e8 dagli ultimi sondaggi Papa Francesco perde consensi \u2013 se questo pu\u00f2 essere un parametro interessante \u2013 proprio a causa della sua difesa dell\u2019immigrazione e dell\u2019accoglienza senza se e senza ma.<br \/>\nNe siamo ben contenti se questo vuol dire essere segno di contraddizione, se la scelta degli ultimi provoca dissenso, se il vangelo mette in crisi il nostro perbenismo.<br \/>\nPapa Francesco, il Pontefice, colui che fa ponti. Ecco allora che quella metafora del ponte torna prepotentemente. L\u2019impegno dello Stato a ricostruire il ponte di Genova, o a trovare altre soluzioni in tempi rapidi per garantire una ripresa di vita pi\u00f9 normale, diventa nuovamente immagine di quello che serve al nostro Paese: costruire ponti, umani e sociali, anzi farsi ponte. Tutti \u201cpontefici\u201d!<br \/>\nParliamo di ponti materiali, che congiungono i quartieri e i paesi e che ci auguriamo siano sottoposti a verifica statica (purtroppo dopo le tragedie) dal momento che, molti di essi a vista d\u2019occhio sembrano pericolosamente malandati. Ma sta a noi alimentare un dialogo e l\u2019impegno ad essere ponti nelle relazioni interpersonali e sociali. Serve ridurre drasticamente il tempo dedicato dietro lo schermo dei nostri device, a sputare talvolta veleno anche nei confronti di persone amiche, e aumentare il tempo da mettere a disposizione per il bene comune, per le persone, per le nostre citt\u00e0, per ricomporre divisioni in una prospettiva di concordia anche quando ci sono punti di vista differenti.<br \/>\nIn realt\u00e0 \u00e8 proprio questa estate che ci ha fornito notevoli segnali positivi per cui essere pontefici \u00e8 possibile: l\u2019incontro ecumenico di Bari, il 7 luglio, \u00e8 stato un abbraccio grandioso che ha cancellato secoli di discordia in casa cristiana e che fa ben sperare per il futuro dei popoli.<br \/>\nI 70mila giovani che hanno camminato in lungo e in largo sui sentieri pi\u00f9 nascosti dell\u2019Italia verso sogni che \u00e8 possibile fare ad occhi aperti e coi piedi per terra: \u201c\u00c8 bene non fare il male, ma \u00e8 <em>malo<\/em> non fare il bene\u201d.<br \/>\nDi questi segnali diamo conto su queste colonne sin da questo primo numero di settembre, e lo faremo in seguito mettendo in luce gli altri, tanti, \u201cpontefici\u201d che si sono adoperati in questi mesi: i pellegrini a Lourdes accanto ai malati, i giovani che hanno deciso di trascorrere le loro vacanze a Betlemme, in case d\u2019accoglienza per bambini \u201cdifettati\u201d, volontari recatisi in Albania, gruppi a servizio nelle mense, studenti volontari in Per\u00f9&#8230; Per non dire di chi sta silenziosamente accanto ai propri cari anziani e ammalati; e, perch\u00e8 no?, di chi attraverso l\u2019arte contribuisce, come dice il Papa, a far s\u00ec che niente sia perduto, e che tutto abbia un senso; di chi si adopera a difesa del creato e dell\u2019ambiente, quello pi\u00f9 vicino a noi come quello globale. E che dire della scelta CEI di offrire accoglienza ai profughi della Diciotti per rompere l\u2019empasse istituzionale?<br \/>\nTutti pontefici possiamo e dobbiamo essere. Dobbiamo esserlo anche noi Chiesa locale, ancora inebriata della gioia della visita papale e dell\u2019anniversario di don Tonino, mentre si va configurando una nuova programmazione pastorale. Le scelte non sono indifferenti, devono essere dettate da una visione realmente e autenticamente evangelica. Serve farsi pontefici tra le parrocchie, tra i gruppi, tra le diverse anime della citt\u00e0.<br \/>\nI ponti si costruiscono insieme.<\/p>\n<p>*frase integrata rispetto alla versione cartacea, omessa per mero errore<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019estate che si conclude \u00e8 stata rovente e non certo per le condizioni meteo. 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