{"id":6000,"date":"2018-09-29T09:15:47","date_gmt":"2018-09-29T07:15:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/?p=6000"},"modified":"2018-09-29T09:15:47","modified_gmt":"2018-09-29T07:15:47","slug":"arcangelo-michele-princeps-caelestis-militiae","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/arcangelo-michele-princeps-caelestis-militiae\/","title":{"rendered":"Arcangelo Michele, Princeps caelestis militiae"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-6002 \" src=\"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2018\/09\/pagina6-702x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"481\" height=\"702\" srcset=\"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2018\/09\/pagina6.jpg 702w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2018\/09\/pagina6-206x300.jpg 206w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2018\/09\/pagina6-192x280.jpg 192w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2018\/09\/pagina6-527x768.jpg 527w\" sizes=\"auto, (max-width: 481px) 100vw, 481px\" \/>Sin dalle origini del locus longobardo di Terlizzi, la pi\u00f9 antica ecclesia mater fu dedicata all\u2019Arcangelo Michele, santo guerriero \u201cnazionale\u201d, da farne il patrono principale e assumerne l\u2019immagine nello stemma civico: il <em>Princeps gloriosissime\u00a0caelestis militiae<\/em> sovrasta la porta urbica pronto a difendere la citt\u00e0 da nemici e pericoli. La statua in pietra (i resti erratici nella Pinacoteca De Napoli) era posta sul portale dell\u2019antica Cattedrale, opera del famoso architetto e lapicida, <em>doctor scolpendo peritus<\/em>, Anseramo di Trani. Altra interessante testimonianza, dal forte messaggio politico, \u00e8 costituita dal bassorilievo, murato sul fianco esterno della Concattedrale: San Michele sullo scudo ostenta lo stemma dell\u2019intransigente arciprete Marino de Martino, che detenne il trono arcipretale per<br \/>\ncirca mezzo secolo (1652-1695), distinguendosi nella strenua difesa delle prerogative della chiesa nullius dalle pretese del vescovo di Giovinazzo. Tra le ultime raffigurazioni il tondo di Michele De Napoli collocato sulla cantoria. Fulcro della venerazione nell\u2019antica Cattedrale era la statua, posta al centro del grande retablo: come riferisce il visitatore apostolico e vescovo di Bisceglie fra Antonio Pacecco (1725), l\u2019altare maggiore era \u201clavorato di legnami intagliati e tutto dorato, in mezzo del quale si osserva la statua di S. Michele Arcangelo, anco dorata, e alla cima del medesimo altare vi sta la statua dell\u2019Ascensione (leggi: Assunzione) di Maria Vergine, dove similmente si vedono altre quattro statue, anco dorate, di S. Nicol\u00f2, S. Pietro, S. Paolo e S. Giovanni Evangelista (leggi: S. Giovanni Battista) con serafini tutti dorati\u201d (G. Valente).<br \/>\nL\u2019attuale statua di San Michele Arcangelo, in sostituzione dell\u2019antica, si inserisce pienamente nel clima di rinnovamento architettonico e degli arredi della nuova Cattedrale il cui cantiere, avviato nel 1782, si protrasse sino al 1872 e vide la collaborazione di numerose maestranze e dei migliori artigiani e artisti attivi a Terlizzi. La statua fu scolpita dal terlizzese Giuseppe Volpe (1796-1876) ed \u00e8 stata recentemente ricollocata al centro del solenne colonnato, che delimita a semicerchio l\u2019area del presbiterio e lo separa dal coro. Fu commissionata da tale Luigia Parisi, \u201cvolendo dare un attestato di sua devozione, e religiosit\u00e0 a questo pubblico\u201d ed ebbe originaria collocazione nella chiesa di S. Maria la Nova, allora Cattedrale interina.<br \/>\nL\u2019Arcangelo \u00e8 saldamente assicurato alla base da \u2018anima\u2019 di ferro occultata nell\u2019ampio e svolazzante mantello rosso, annodato all\u2019altezza dei fianchi. Un san Michele adolescente che si libra nell\u2019aria con l\u2019agilit\u00e0 di un ballerino e che sembra appena planato, al punto che quasi si avverte il fruscio delle grandi ali spiegate e definite da accurato piumaggio. \u00c8 ripreso nell\u2019atto di indicare il male, Lucifero, l\u2019angelo che os\u00f2 ribellarsi a Dio e fu scaraventato con i suoi seguaci negli abissi. Impugna con vigore l\u2019elsa della spada tenuta minacciosa e ben alta. Sul braccio sinistro doveva trovare collocazione lo scudo, con la scritta Quis ut Deus, probabilmente andato perduto. Oltre che dal manto gonfio d\u2019aria, movimento e slancio sono esaltati dal corto gonnellino, mosso da fitte pieghe e ornato di stringhe orlate d\u2019oro, elegante torsione del busto, piumaggio dell\u2019elmo, gamba destra nel vuoto. Di notevole effetto e bellezza alcuni particolari quali la lorica a squame ricoperta d\u2019argento, attraversata diagonalmente dalla sfarzosa fascia tempestata a similitudine di pietre dure; il vento spinge all\u2019indietro la capigliatura, superbamente intagliata, che scende fluente in vaporosi riccioli.<br \/>\nL\u2019espressione bonaria \u00e8 allo stesso tempo pensosa, quasi assorta come a meditare la sorte dell\u2019umanit\u00e0, sempre in bilico tra bene e male, perennemente insidiata dal maligno: per questo lo sguardo va dritto al devoto al quale indica, per ammaestramento, l\u2019angelo discacciato, esortando a guardarsi dalle lusinghe del peccato e dal sentimento dell\u2019invidia.<br \/>\nIl maligno qui assume, secondo un\u2019iconografia che a Napoli trova illustri precedenti nei dipinti di Luca Giordano, forme umane: gli occhi sgranati e atterriti, la lingua fuori della bocca, orecchie ferine e due corni tra radi e nerissimi capelli, le dita di mani e piedi terminanti in artigli, lunga coda equina; con la mano destra pare difendersi dal colpo di sciabola che sta per abbattersi. Si dimena tra lingue di fuoco e tizzoni ardenti allusivi all\u2019Inferno.<br \/>\nPer un immediato confronto esso \u00e8 accostabile, pi\u00f9 che allo strepitoso San Michele (1718) di Gennaro Franzese a Bitonto, alla bella statua di Nicola Fumo (1649-1725) di Orsara di Puglia.<br \/>\nStringenti le analogie con il San Michele di Gallipoli opera di Giuseppe Sarno (not. 1764-1820). Per l\u2019impostazione, quasi in bilico sul demonio, possiamo istituire un confronto diretto anche con la statua d\u2019argento (1691) nella Cappella del Tesoro di San Gennaro, opera di Giovan Domenico Vinaccia su modello di Lorenzo Vaccaro, che per bellezza e novit\u00e0 costitu\u00ec il modello ispiratore per schiere di scultori, anche \u201clegnauoli\u201d. Il motivo del manto che scende dalla spalla per adagiarsi al suolo assolvendo la funzione di sostegno, torna nel San Michele (1717) di Bitetto, anch\u2019esso d\u2019argento. La statua di Vinaccia non poteva che essere conosciuta dal Volpe se ammettiamo la sua permanenza a Napoli, presso la bottega di Francesco Verzella. Ma \u00e8 ancora una volta una statua proprio del Verzella, il San Michele Arcangelo per la chiesa dell\u2019Immacolata a Catanzaro, a costituire il modello ispiratore diretto, ulteriore conferma dell\u2019apprendistato o specializzazione dello scultore terlizzese presso il prestigioso atelier napoletano.<\/p>\n<p>\u00a9 Luce e Vita n. 30 del 30 settembre 2018<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La statua di San Michele Arcangelo, dello scultore Giuseppe Volpe, nella Concattedrale di Terlizzi<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":6001,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[34,23,4,100],"tags":[536,569,568,567,44],"class_list":["post-6000","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-citta","category-levarte","category-news","category-terlizzi","tag-arte","tag-francesco-di-palo","tag-giuseppe-volpe","tag-san-michele","tag-terlizzi"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6000","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6000"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6000\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6003,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6000\/revisions\/6003"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/media\/6001"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6000"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6000"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6000"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}