{"id":6566,"date":"2019-04-19T10:16:42","date_gmt":"2019-04-19T08:16:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/?p=6566"},"modified":"2021-04-21T21:59:03","modified_gmt":"2021-04-21T19:59:03","slug":"20-aprile-dalla-memoria-al-ricordo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/20-aprile-dalla-memoria-al-ricordo\/","title":{"rendered":"20 aprile: dalla memoria al ricordo"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_6567\" style=\"width: 810px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-6567\" class=\"size-large wp-image-6567\" src=\"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2019\/04\/monumento-1024x502.jpg\" alt=\"monumento don tonino papa francesco\" width=\"800\" height=\"392\" srcset=\"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2019\/04\/monumento-1024x502.jpg 1024w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2019\/04\/monumento-300x147.jpg 300w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2019\/04\/monumento-768x376.jpg 768w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2019\/04\/monumento-360x176.jpg 360w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2019\/04\/monumento-800x392.jpg 800w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2019\/04\/monumento-1200x588.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><p id=\"caption-attachment-6567\" class=\"wp-caption-text\">monumento don tonino<\/p><\/div>\n<p>Il 20 aprile non rappresenta tanto una data per fare memoria, in cui \u00e8 chiamata in causa la facolt\u00e0 intellettiva, quanto piuttosto \u00e8 un richiamo alla facolt\u00e0 affettiva, che non coinvolge semplicemente la mente, ma che interpella il cuore. Infatti, l\u2019etimologia del verbo ricordare (dal latino recordari), composto dal re- e cor (= cuore), letteralmente significa rimettere nel cuore, riportare all\u2019intimo. Ed \u00e8 proprio cos\u00ec. Ricordare questa data non solo ci offre l\u2019occasione per rendere grazie a Dio per il dono dell\u2019amato Servo di Dio (SdD) Tonino Bello, il quale il 20 aprile 1993 si ricongiunse all\u2019eterno amore del Padre, ma \u00e8 anche un\u2019opportunit\u00e0 per continuare a beneficare della benedizione che il Santo Padre invoc\u00f2 da Dio sulla citt\u00e0 di Molfetta. Egli, che si fece pellegrino tra pellegrini nel luogo ove il SdD espresse con fede salda, speranza audace e carit\u00e0 operosa la sua guida di Pastore, permette a ciascun uomo di rimettere nel cuore quell\u2019incisiva espressione pronunciata nella sua omelia dal palco eretto nel suggestivo porto di Molfetta: \u201cDopo la Messa non si vive pi\u00f9 per s\u00e9 stessi, ma per gli altri\u201d. Tale richiamo che ben esplicita l\u2019azione di don Tonino, \u201cPastore fattosi popolo, che davanti al Tabernacolo imparava a farsi mangiare dalla gente\u201d, rappresenta la modalit\u00e0 pi\u00f9 vincente per tradurre il Vangelo in vita infaticabile e coerente.<br \/>\nBench\u00e9 gli anni passino, la figura di don Tonino tuttavia si ricollega al cuore sempre pi\u00f9 perch\u00e9 in lui riusciamo a scorgere la possibilit\u00e0, seppur faticosa, di tradurre le pagine del Vangelo in realt\u00e0. A tal proposito, il Vescovo, Mons. Domenico Cornacchia, nel saluto finale di quel ricordevole 20 aprile, con tono deciso e commosso esord\u00ec: \u201cUn segno della sua presenza \u00e8 in ogni casa, nelle parrocchie e negli ospedali, nei bar e nei luoghi di lavoro, persino nelle strade delle nostre citt\u00e0. Come se il tempo non fosse passato, continuiamo a sentire la forza delle sue parole, l\u2019empito dei suoi messaggi, l\u2019efficacia dei suoi discorsi, la profezia della sua testimonianza, e, soprattutto, percepiamo la sua intercessione dal cielo per questa Chiesa che ha tanto amato e per la quale ha voluto offrire la propria vita\u201d. Perch\u00e9 tutto questo? Perch\u00e9 abbiamo l\u2019assoluta certezza che il SdD ha esercitato realmente le virt\u00f9 teologali in grado eroico. Ora, per\u00f2, siamo tutti invitati a pregare perch\u00e9 lo Spirito Santo accompagni e illumini di volta in volta le persone deputate a dare il proprio contributo in scienza e coscienza per permettere al lungo iter processuale di pervenire all\u2019auspicata felice conclusione.<br \/>\nL\u2019obiettivo finale di una canonizzazione non sono i Servi di Dio o i Beati, ma tutti i fedeli. Sono essi i destinatari e i beneficiari della medesima. I Santi non hanno bisogno di essere dichiarati tali. Sono i fedeli ad aver bisogno che la Chiesa proponga continuamente nuovi modelli di santit\u00e0, capaci di aiutare a interpretare in qualsiasi condizione di vita il messaggio evangelico. E sono propriamente i Santi, i pionieri, i prototipi creativi delle forme di santit\u00e0 necessarie in un determinato periodo storico.<br \/>\nIl 20 aprile diventi la data paradigmatica per continuare a rimettere nel cuore il desiderio di riscoprire Dio nella ferialit\u00e0 dei giorni e nel volto dei fratelli. Don Tonino esprime la Chiesa nella sua verit\u00e0 pi\u00f9 intima e, al tempo stesso, la salva dalla mediocrit\u00e0, la riforma dal di dentro, la sollecita ad essere sempre pi\u00f9 ci\u00f2 che deve essere: sposa di Cristo senza macchia n\u00e9 ruga (cfr. Ef 5, 27).<\/p>\n<p>@ Luce e Vita, n.16 del 21 aprile 2019<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Anteprima da Luce e Vita: una riflessione del vicepostulatore della causa di Canonizzazione del Servo di Dio Antonio Bello. 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