{"id":6829,"date":"2019-07-25T08:00:25","date_gmt":"2019-07-25T06:00:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/?p=6829"},"modified":"2019-07-24T16:29:36","modified_gmt":"2019-07-24T14:29:36","slug":"6829-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/6829-2\/","title":{"rendered":"Social senza like per aiutare gli adolescenti ossessionati dalla popolarit\u00e0 online. Qual \u00e8 l\u2019impatto dei like sull\u2019autostima e sull\u2019umore dei ragazzi?"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_6830\" style=\"width: 610px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-6830\" class=\"size-full wp-image-6830\" src=\"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2019\/07\/like.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"400\" srcset=\"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2019\/07\/like.jpg 600w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2019\/07\/like-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2019\/07\/like-360x240.jpg 360w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><p id=\"caption-attachment-6830\" class=\"wp-caption-text\">Like<\/p><\/div>\n<p>Sono sempre pi\u00f9 numerose le critiche che vengono rivolte alle piattaforme di social media per il loro impatto negativo sulla salute mentale degli utenti, soprattutto dei bambini e degli adolescenti, tanto che in alcuni Paesi si stanno effettuando sperimentazioni che impediscono la visione del numero dei mi piace, finalizzate al comprendere come tutelare maggiormente i ragazzi e come prevenire l\u2019ossessione da like.<\/p>\n<p>La ricerca compulsiva dell\u2019approvazione social sta intaccando l\u2019autostima dei ragazzi, favorendo una diminuzione delle connessioni reali e condizionando il loro umore, fin dall\u2019infanzia.<\/p>\n<p>Secondo i dati dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.adolescienza.it\/osservatorio\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Osservatorio Nazionale Adolescenza<\/strong><\/a>,\u00a0rilevati su un campione di circa 12.750 studenti di scuole secondarie di primo e di secondo grado su tutto il territorio nazionale, si tratta di un problema concreto che condiziona, non solo l\u2019emotivit\u00e0, ma anche i loro comportamenti.<\/p>\n<p>Circa<strong>\u00a01 adolescente su 10<\/strong> decide di effettuare una dieta per apparire pi\u00f9 bello nei selfie, gi\u00e0 a partire dagli 11 anni di et\u00e0. La dieta da like, quella che dovrebbe portare a scattare il selfie perfetto, \u00e8 un problema ancora prettamente femminile (l\u201980% sono ragazze).\u00a0Il 45%\u00a0circa del campione totale\u00a0scatta anche tantissimi selfie nella stessa posa per avere la possibilit\u00e0 di scegliere quello migliore, ovviamente da modificare con filtri o fotoritocco, prima di essere pubblicato. I maschi sono decisamente meno compulsivi in questo scattare innumerevoli selfie alla ricerca della perfezione, mentre alcune ragazze arrivano addirittura a farne centinaia per volta.\u00a0Sono quasi 3 su 10 gli adolescenti dai 14 ai 19 anni, e il 22% dagli 11 ai 13 anni, che dichiarano di avere l\u2019ansia prima di pubblicare una foto\u00a0per paura che non possa piacere, che non ottenga consensi o che venga criticata.<\/p>\n<p>Una sorta di ansia da prestazione e di ansia da esposizione: gli altri diventano pubblico che, seppur dietro uno schermo, osserva, risponde e giudica, anche severamente. Se pensiamo all\u2019et\u00e0 cos\u00ec bassa e alla vulnerabilit\u00e0 emotiva e psichica di questi preadolescenti, si realizza quanto questi dati siano preoccupanti: l\u2019autostima di questi ragazzi dipende dall\u2019approvazione social e, il loro umore, \u00e8 condizionato dalle critiche negative o positive che ricevono.<\/p>\n<p>Il 60% dai 14 ai 19 anni e il 65% dagli 11 ai 13 anni, in questo caso senza differenze tra maschi e femmine,\u00a0dichiarano di sentirsi felici quando ricevono tanti like ai post e tanti commenti positivi. Un condizionamento esterno che rappresenta la loro realt\u00e0 e che, nel contempo, sottolinea la loro fragilit\u00e0 strutturale. Questo meccanismo della gratificazione \u00e8 lo stesso che \u00e8 alla base della dipendenza. Le foto, infatti, vengono modificate per avere pi\u00f9 like, per paura di non venire bene, perch\u00e9 non si piacciono e si riconoscono solo con i filtri. Sono ragazzi che gestiscono la propria immagine, la modificano, la sfruttano, la subiscono, fino a non riconoscersi pi\u00f9 senza filtri e a non piacersi nella vita reale.<\/p>\n<p>L\u2019ossessione da like non \u00e8 legata solamente al numero dei mi piace, ma anche e soprattutto a chi mette il mi piace.\u00a0Il 66% degli adolescenti, infatti,\u00a0controlla minuziosamente chi mette il like ai post pubblicati\u00a0e anche chi guarda le loro storie. Se tra coloro che manifestano il loro apprezzamento ci sono anche specifiche persone, l\u2019autostima cresce in maniera proporzionale. Ci sono anche 3,5 adolescenti su 100 che monitorano chi mette i like alle foto o alle storie dei loro amici, dei loro nemici e dei loro concorrenti, e\u00a0l\u2019aspetto allarmante \u00e8 che entrano in questa macchina dei like gi\u00e0 a partire dagli 11 anni di et\u00e0, nonostante, non potrebbero farlo. La maggior parte di loro, poi, lo fa con l\u2019approvazione dei genitori che spesso e volentieri avallano le richieste dei figli senza capirne la reale pericolosit\u00e0.<\/p>\n<p><em>\u201cA volte mi sembra che navighino in balia dell\u2019andamento dei follower, dei like e dei commenti\u201d<\/em>, sottolinea la\u00a0dott.ssa Maura Manca, Psicoterapeuta esperta nelle problematiche adolescenziali e Presidente dell\u2019Osservatorio Nazionale Adolescenza.\u00a0<em>\u201cNon pu\u00f2 essere che l\u2019emotivit\u00e0 e l\u2019umore siano condizionati da un numero o dalle parole di un commento, significa che a questi ragazzi mancano delle basi solide su cui poggiare. Sono esposti troppo precocemente alla vetrina dei social, a contenuti e a un network \u2013 anche adulto- che si basa su ci\u00f2 che si fa vedere, sull\u2019estetica e sul personaggio che si decide di mostrare. Nel contempo, sono infantilizzati emotivamente, quindi fragili e, di conseguenza, condizionabili. Molti di loro mi confidano che la paura di perdere i follower o i like, e che tutti gli utenti vedano questa sorta di decadenza del profilo, genera angoscia e crea quella condizione mentale per cui ci si mette a dieta, si compra il cellulare performante, si scaricano le app per modificare le foto e si studiano le pose e le luci migliori. La popolarit\u00e0 gratifica e genera un\u2019illusoria sicurezza personale; al contrario, commenti dispregiativi e pochi like condizionano l\u2019umore e l\u2019autostima in negativo. Chi non regge pi\u00f9 il confronto decide di chiudere il profilo e di eliminare l\u2019ansia da social. Per questo credo che possa essere utile non vedere pi\u00f9 il numero di like sotto ogni immagine (salvo che non si decida di condividerla), soluzione che per\u00f2 creer\u00e0 non pochi problemi in quei ragazzi che colmano i propri vuoti con i like in quanto non potranno pi\u00f9 vantarsi di ottenere pi\u00f9 consensi di altri, come se il valore della persona fosse pesato in base ai numeri e non ai valori. Il proprio profilo rischia di diventare l\u2019unico specchio nel quale riflettere la propria persona, in un\u2019immagine che resta distorta e in un senso di s\u00e9 alterato dalla misura in \u201clike\u201d<\/em>.<\/p>\n<p><strong>Instagram e la rivoluzione dei like \u201cinvisibili\u201d<\/strong><\/p>\n<p>Per tutte le ragioni sopra elencate, prendono il via anche in Italia le sperimentazioni di Instagram che mirano a proporre un social senza like, una vera e propria rivoluzione per la piattaforma pi\u00f9 amata dai bambini e dagli adolescenti. Consiste nel nascondere i like sotto le immagini e i video pubblicati, con l\u2019idea di permettere agli utenti di liberarsi della pressione psicologica indotta dalla macchina dei \u201cmi piace\u201d.<\/p>\n<p>Il test non coinvolger\u00e0 tutti gli utenti di Instagram, ma solo un campione ristretto di persone; questa nuova funzionalit\u00e0 non rimuover\u00e0 il tasto like, semplicemente non sar\u00e0 pi\u00f9 visibile agli utenti il numero di \u201cmi piace\u201d ai singoli post. Solo chi condivider\u00e0 quell\u2019immagine o quel video avr\u00e0 accesso a tale informazione. Non si sa ancora se questa soluzione sar\u00e0 definitiva; certamente, in questo caso, si tratterebbe di un cambiamento molto significativo nel mondo dei social, non solo sotto gli aspetti legati al marketing, ma soprattutto per quanto riguarda l\u2019impatto da un punto di vista psicologico.<\/p>\n<p>Comunicato stampa\u00a0Osservatorio Nazionale Adolescenza del\u00a022\/07\/2019<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La ricerca compulsiva dell\u2019approvazione social sta intaccando l\u2019autostima dei ragazzi, favorendo una diminuzione delle connessioni reali e condizionando il loro umore, fin dall\u2019infanzia.  <\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":6830,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[459,3,21,20,4,36,11],"tags":[855,856,854,429],"class_list":["post-6829","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-attualita","category-evidenza","category-levgio","category-levraga","category-news","category-news-luce-e-vita","category-ufficio-per-le-comunicazioni-sociali","tag-adolescenza","tag-dipendenza","tag-like","tag-social"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6829","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6829"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6829\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6831,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6829\/revisions\/6831"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/media\/6830"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6829"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6829"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6829"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}