{"id":6876,"date":"2019-08-02T12:26:49","date_gmt":"2019-08-02T10:26:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/?p=6876"},"modified":"2019-08-02T12:27:06","modified_gmt":"2019-08-02T10:27:06","slug":"svimez-2019-giovani-emigrazione-recessione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/svimez-2019-giovani-emigrazione-recessione\/","title":{"rendered":"Rapporto Svimez 2019: giovani in fuga dal sud, vera emergenza meridionale"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_6877\" style=\"width: 765px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-6877\" class=\"size-full wp-image-6877\" src=\"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2019\/08\/giovani-emigrati.jpg\" alt=\"\" width=\"755\" height=\"464\" srcset=\"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2019\/08\/giovani-emigrati.jpg 755w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2019\/08\/giovani-emigrati-300x184.jpg 300w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2019\/08\/giovani-emigrati-360x221.jpg 360w\" sizes=\"auto, (max-width: 755px) 100vw, 755px\" \/><p id=\"caption-attachment-6877\" class=\"wp-caption-text\">giovani emigranti<\/p><\/div>\n<p>Bloccato tra \u201clo spettro di una nuova recessione\u201d e una crescente emigrazione divenuta, questa s\u00ec, un \u201cvera emergenza\u201d. \u00c8 questo il Sud che emerge dalle anticipazioni del Rapporto 2019 della Svimez, l\u2019Associazione per lo sviluppo dell\u2019industria nel Mezzogiorno, l\u2019organismo che dal 1946 \u00e8 il pensatoio e il punto di osservazione privilegiato sulle regioni meridionali del nostro Paese. Le previsioni per l\u2019anno in corso misurano in negativo il Prodotto interno lordo delle regioni meridionali: -0,3%, a fronte di un +0,3% del Centro-Nord. Crescita sotto zero, insomma. E torna ad allargarsi la forbice con le altre regioni, che pure procedono con fatica rispetto al tasso di sviluppo dell\u2019Unione europea. Cos\u00ec il Mezzogiorno si trova a subire un \u201cdoppio divario\u201d, quello dell\u2019Italia rispetto al complesso della Ue e quello del Sud rispetto al Centro-Nord. Qualche segnale pi\u00f9 incoraggiante \u2013 sempre in termini assai fragili \u2013 lo riservano le previsioni per il 2020, ma bisogner\u00e0 vedere che cosa accadr\u00e0 di qui ad allora.<\/p>\n<p>La mancata crescita \u00e8 collegata a un ristagno dei consumi \u2013 che nel Centro-Nord hanno recuperato i livelli pre-crisi mentre nel Sud sono ancora sotto del 9% \u2013 e a una dinamica molto problematica degli investimenti.<\/p>\n<p>Quelli privati sostanzialmente tengono, ma a tirare sono le costruzioni (+5,3%) mentre gli investimenti per macchinari e attrezzature restano al palo (+0,1% contro il 4,8% del Centro-Nord) e sono questi ultimi a dare il segno della fiducia e della volont\u00e0 di investire da parte delle imprese. Se non fosse per gli investimenti privati, tuttavia, la situazione sarebbe ancora pi\u00f9 negativa: nel 2018 sono stati investiti in opere pubbliche nel Mezzogiorno 102 euro pro-capite rispetto ai 278 del Centro-Nord. Forse sarebbe il caso di tenere ben presenti questi dati nel dibattito sulle cosiddette \u201cautonomie rafforzate\u201d delle regioni settentrionali pi\u00f9 ricche.<\/p>\n<p>Si riallarga anche il divario occupazionale. Negli ultimi due trimestri del 2018 e nel primo di quest\u2019anno, gli occupati al Sud sono calati di 107 unit\u00e0, nel Centro-Nord sono aumentati di 48 mila. La Svimez ha stimato che lo scorso anno il \u201cgap\u201d occupazionale del Sud rispetto al Centro-Nord abbia sfiorato i 3 milioni di unit\u00e0. Non \u00e8 un caso che tra il 2002 e il 2017 siano emigrate dalle regioni meridionali oltre 2 milioni di persone. Altro che emergenza immigrazione: la \u201cvera emergenza meridionale\u201d \u00e8 la ripresa dei flussi migratori verso il Centro-Nord e verso l\u2019estero. I cittadini stranieri iscritti nei registri anagrafici del Mezzogiorno e provenienti dall\u2019estero sono stati 64.952 nel 2015, 64.091 nel 2016 e 75.305 nel 2017. Invece i cittadini italiani cancellati dai registri del Sud per il Centro-Nord e l\u2019estero sono stati 124.254 nel 2015, 131.430 nel 2016, 132.187 nel 2017. \u201cQuesti numeri \u2013 osserva la Svimez \u2013 dimostrano che l\u2019emergenza emigrazione del Sud determina una perdita di popolazione, soprattutto giovanile e qualificata, solo parzialmente compensata da flussi di immigrati, modesti nel numero e caratterizzati da basse competenze. Tale dinamica determina soprattutto per il Mezzogiorno una prospettiva demografca assai preoccupante di spopolamento, che riguarda in particolare i piccoli centri sotto i 5 mila abitanti\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019indebolimento della spesa pubblica nel Sud, di cli si \u00e8 gi\u00e0 accennato, non ha soltanto un impatto negativo sullo svillppo economico, ma incide sulla qualit\u00e0 dei servizi erogati ai cittadini e alimenta un divario dovuto soprattutto ad una minore quantit\u00e0 e qualit\u00e0 delle infrastrutture sociali. In gioco, a ben vedere, ci sono diritti fondamentali di cittadinanza, declinati in termini di sicurezza, di livelli di istruzione, di accesso ai servizi sanitari e di cura. \u201cLe carenze strutturali del sistema scolastico meridionale insieme all\u2019assenza di politiche di supporto alle fasce pi\u00f9 deboli della popolazione, in un contesto economico pi\u00f9 sfavorevole \u2013 rileva la Svimez \u2013 determinano dal 2016, per la prima volta nella storia repubblicana, un peggioramento dei dati sull\u2019abbandono scolastico\u201d. Il numero di giovani che, conseguita la licenza media, resta fuori dal sistema di istruzione e formazione professionale raggiunge nel Sud il 18,8%, con punte di oltre il 20% in Calabria, Sicilia e Sardegna.<\/p>\n<p>Nel comparto della sanit\u00e0 il divario emerge gi\u00e0 nell\u2019offerta di posti letto ospedalieri: 28,2 unit\u00e0 di degenza ordinaria ogni 10mila abitanti al Sud, contro 33,7 al Centro-Nord. Tale divario cresce in modo macroscopico nel settore socio-assistenziale, in particolare nei servizi per gli anziani: ogni 10mila utenti con pi\u00f9 di 65 anni, al Nord sono 88 quelli che usufruiscono di assistenza domiciliare integrata con servizi sanitari, 42 al Centro, appena 18 nel Sud. Per questi motivi la Svimez ritiene urgente \u201cun piano straordinario di investimenti sulle infrastrutture sociali del Mezzogiorno\u201d. Nel dibattito politico, purtroppo, di questa urgenza non c\u2019\u00e8 traccia se non in misura del tutto marginale e retorica.<\/p>\n<p>di Stefano De Martis<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le previsioni per l&#8217;anno in corso misurano in negativo il Prodotto interno lordo delle regioni meridionali: -0,3%, a fronte di un +0,3% del Centro-Nord. Crescita sotto zero, insomma. 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