{"id":7519,"date":"2020-04-27T19:24:33","date_gmt":"2020-04-27T17:24:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/?p=7519"},"modified":"2020-04-27T19:35:18","modified_gmt":"2020-04-27T17:35:18","slug":"i-riti-religiosi-e-letica-politica-la-riflessione-del-reverendo-dambrosio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/i-riti-religiosi-e-letica-politica-la-riflessione-del-reverendo-dambrosio\/","title":{"rendered":"I riti religiosi e l\u2019etica politica. La riflessione del reverendo D\u2019Ambrosio"},"content":{"rendered":"<header class=\"entry-header aa\">\n<div id=\"ec-excerpt\"><span style=\"font-size: inherit;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-7520 alignright\" src=\"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2020\/04\/rocco-636x340-1.jpg\" alt=\"\" width=\"363\" height=\"194\" srcset=\"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2020\/04\/rocco-636x340-1.jpg 636w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2020\/04\/rocco-636x340-1-300x160.jpg 300w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2020\/04\/rocco-636x340-1-360x192.jpg 360w\" sizes=\"auto, (max-width: 363px) 100vw, 363px\" \/>Sono rimasto alquanto sorpreso nel leggere il testo, del 26 aprile sera, dell\u2019Ufficio Nazionale Comunicazione della Cei in merito alle celebrazioni eucaristiche e i provvedimenti della fase 2.<\/span><\/div>\n<\/header>\n<div class=\"entry-content\">\n<div id=\"entry-content-wrapper\">\n<div id=\"ec-content\">\n<p>Diverse cose mi hanno lasciato perplesso: la tempestivit\u00e0 (il comunicato trasmesso dopo meno di un\u2019ora dalla fine della conferenza stampa del presidente Conte), l\u2019asimmetricit\u00e0 istituzionale e comunicativa (da una parte l\u2019annuncio di disposizioni da parte della presidenza del Consiglio e dall\u2019altra una presa di posizione espressa attraverso un ufficio nazionale); riferimenti non chiari a principi costituzionali (libert\u00e0 di culto) e responsabilit\u00e0 politiche (\u201cAlla Presidenza del Consiglio e al Comitato tecnico-scientifico si richiama il dovere di distinguere tra la loro responsabilit\u00e0 \u2013 dare indicazioni precise di carattere sanitario \u2013 e quella della Chiesa, chiamata a organizzare la vita della comunit\u00e0 cristiana, nel rispetto delle misure disposte, ma nella pienezza della propria autonomia\u201d); non chiarezza sulla relazione tra impegno per i poveri e celebrazioni eucaristiche.<\/p>\n<p>Esprimo alcune considerazioni strettamente personali.<\/p>\n<p><strong>LA QUESTIONE SANITARIA<\/strong><\/p>\n<p>Sono un prete e non dimentico mai cosa sia una chiesa e il valore dell\u2019Eucaristia. Tuttavia qui non \u00e8 in discussione la libert\u00e0 di culto o l\u2019importanza della celebrazione eucaristica quanto l\u2019opportunit\u00e0 di permettere una riunione religiosa, che tecnicamente \u00e8 un assembramento come gli altri, e, quindi, va trattato come gli altri assembramenti (scolastico, universitario, culturale, commerciale, produttivo, sportivo ecc). Le domande etiche sono quelle di sempre: A chi spetta decidere? Cosa \u00e8 giusto vietare o meno? Quali sono i vantaggi e quali i rischi? Se si autorizza, quali obblighi imporre, come sanificazione, rilievo temperatura, distanza, dispositivi personali e cosi via? Scomodare altri riferimenti giuridici ed etici \u00e8 fuorviante e poco corretto, oltre che poco rispettoso verso chi, tra limiti, difficolt\u00e0 ed errori, cerca di tutelare la salute di tutti. Infatti qui \u00e8 in gioco la salute, in alcuni casi la vita. Tutte le istituzioni \u2013 Stato, Chiesa, i raggruppamenti umani \u2013 sono tenute, in coscienza e per legge, a tutelare vita e salute, senza se e senza ma. Da Giovanni XXIII a Francesco, tutti i papi hanno sempre ribadito la lezione conciliare della collaborazione per un maggior bene dei singoli e di tutti: \u201cLa comunit\u00e0 politica e la Chiesa svolgeranno questo loro servizio a vantaggio di tutti in maniera tanto pi\u00f9 efficace, quanto pi\u00f9 coltiveranno una sana collaborazione tra di loro, secondo modalit\u00e0 adatte alle circostanze di luogo e di tempo\u201d (<em>Gaudium et Spes<\/em>, 76). Senza dimenticare, come ricordava Giovanni XXIII, che per fare questo \u00e8 necessario essere: \u201cscientificamente competenti, tecnicamente capaci, professionalmente esperti\u201d (<em>Pacem in terris<\/em>, 77). Anche in tempo di crisi la critica non deve certamente mancare, ma essere orientata a migliorare le istituzioni e la loro prassi. Mai come oggi sembra essere indispensabile un tavolo istituzionale dove tutti i rappresentanti delle comunit\u00e0 di fede religiosa si confrontano con le autorit\u00e0 politiche per offrire soluzioni sul da farsi, tutelando salute e bene dei singoli e e di tutti i gruppi e conciliando bisogni spirituali con necessit\u00e0 sanitarie.<\/p>\n<p><strong>LA QUESTIONE DI FEDE<\/strong><\/p>\n<p>Certo l\u2019Eucarestia \u00e8 un dono grandissimo e comprendo il sacrifico dell\u2019attuale \u201cdigiuno\u201d eucaristico. Tuttavia sono molto sorpreso dal fatto che diversi che lamentano e quasi gridano allo scandalo per la mancanza di Messe non hanno mai ricordato che Cristo non \u00e8 solo presente nell\u2019Eucaristia ma anche nella sua Parola e nei poveri, affamati, stranieri, ammalati, carcerati e cosi via (Mt 25). Dimenticarlo \u00e8 forse conseguenza di una fede intimistica, individualista, fuori del tempo e del mondo, che spesso papa Francesco stigmatizza. La nostra fede non andr\u00e0 in crisi perch\u00e9 non abbiamo messe, se la perdessimo vuol dire che non l\u2019abbiamo mai avuta. Al contrario, la nostra fede si potr\u00e0 fortificare se ci ricordiamo che, come ammonisce Ges\u00f9, \u201cNon chiunque mi dice: Signore, Signore, entrer\u00e0 nel regno dei cieli, ma colui che fa la volont\u00e0 del Padre mio che \u00e8 nei cieli\u201d (Mt 7,21). Viviamo un momento di privazione, sotto diversi punti di vista. Ci auguriamo che finisca presto e bene. Intanto \u00e8 innegabile che il digiuno eucaristico forzato ha dato possibilit\u00e0 a tante famiglie di riscoprire la preghiera e la riflessione nella \u201cchiesa domestica\u201d; a tanti gruppi di inventare forme di comunicazioni meno scontate e, forse, pi\u00f9 profonde.<\/p>\n<p><strong>LA QUESTIONE ECCLESIALE<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p>Il digiuno eucaristico forzato, tuttavia, pone anche in evidenza una frattura esistente nella Chiesa italiana da diversi anni e che emerge ogni qualvolta si toccano temi sociali, culturali, politici, economici. Si tratta di modelli di Chiesa diversi. Per questa distinzione qualcuno ha osato persino introdurre la categoria di scisma sommerso. Che sia tale o no, resta il dovere di aprire o continuare un dibattito che, nella sua profonda radice, riguarda la domanda su quale sia il modello di Chiesa pi\u00f9 fedele alla missione affidataci da Ges\u00f9 Cristo per i nostri tempi. Non ci sono dubbi che la discriminante, tra i due modelli, sia il concilio Vaticano II, vera e propria pietra angolare o, spesso, pietra di scandalo e, attualmente, il magistero di papa Francesco. Per farsi rinnovare dal Concilio, al di l\u00e0 delle esperienze personali e comunitarie, bisogna mettere in crisi quel modello di Chiesa che sembra avere molte certezze e pochi dubbi; che insiste solo su alcuni temi morali e trascura altri, che ricerca la maggioranza numerica e la preminenza culturale; che tende ad accrescere privilegi e sussidi statali; che non \u00e8 molto vigile su degenerazioni del potere e corruzione; che si organizza in maniera molto gerarchizzata e clericalizzata; che forma male e promuove poco il laicato, che \u00e8 pi\u00f9 rituale e meno caritativa. \u00c8 lo stesso modello di Chiesa che sembra essere poco attento ai temi cari a questo pontificato. L\u2019accoglienza di questi temi richiede, in molti casi un cambiamento radicale, o, come ha spiegato il pontefice, un frantumare alcuni schemi consolidati. A tal proposito \u00e8 illuminante un passo dell\u2019Evangelii gaudium: \u201cLa Parola ha in s\u00e9 una potenzialit\u00e0 che non possiamo prevedere. Il Vangelo parla di un seme che, una volta seminato, cresce da s\u00e9 anche quando l\u2019agricoltore dorme (cfr Mc 4,26-29). La Chiesa deve accettare questa libert\u00e0 inafferrabile della Parola, che \u00e8 efficace a suo modo, e in forme molto diverse, tali da sfuggire spesso le nostre previsioni e rompere i nostri schemi\u201d (n. 22).<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La nostra fede non andr\u00e0 in crisi perch\u00e9 non abbiamo messe, se la perdessimo vuol dire che non l&#8217;abbiamo mai avuta. 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