{"id":7985,"date":"2020-08-13T17:56:19","date_gmt":"2020-08-13T15:56:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/?p=7985"},"modified":"2020-08-13T17:58:27","modified_gmt":"2020-08-13T15:58:27","slug":"la-conversione-di-gesu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/la-conversione-di-gesu\/","title":{"rendered":"La conversione di Ges\u00f9. Commento al Vangelo del 16 agosto"},"content":{"rendered":"<p><strong>Mt 15,21-28<\/strong><br \/>\n<strong>XX Domenica nell\u2019anno &#8211; 16 agosto 2020<\/strong><br \/>\n<strong>di Luciano Manicardi<\/strong><\/p>\n<p><em><strong>In quel tempo<sup>\u00a021<\/sup>Ges\u00f9 si ritir\u00f2 verso la zona di Tiro e di Sidone.\u00a0<sup>22<\/sup>Ed ecco, una donna cananea, che veniva da quella regione, si mise a gridare: \u00abPiet\u00e0 di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia \u00e8 molto tormentata da un demonio\u00bb.\u00a0<sup>23<\/sup>Ma egli non le rivolse neppure una parola. Allora i suoi discepoli gli si avvicinarono e lo implorarono: \u00abEsaudiscila, perch\u00e9 ci viene dietro gridando!\u00bb.\u00a0<sup>24<\/sup>Egli rispose: \u00abNon sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d&#8217;Israele\u00bb.\u00a0<sup>25<\/sup>Ma quella si avvicin\u00f2 e si prostr\u00f2 dinanzi a lui, dicendo: \u00abSignore, aiutami!\u00bb.\u00a0<sup>26<\/sup>Ed egli rispose: \u00abNon \u00e8 bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini\u00bb.\u00a0<sup>27<\/sup>\u00ab\u00c8 vero, Signore &#8211; disse la donna -, eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni\u00bb.\u00a0<sup>28<\/sup>Allora Ges\u00f9 le replic\u00f2: \u00abDonna, grande \u00e8 la tua fede! Avvenga per te come desideri\u00bb. E da quell&#8217;istante sua figlia fu guarita.<\/strong><\/em><\/p>\n<hr \/>\n<p><a href=\"http:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2020\/08\/lange.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-7986\" src=\"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2020\/08\/lange.jpg\" alt=\"\" width=\"960\" height=\"470\" srcset=\"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2020\/08\/lange.jpg 960w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2020\/08\/lange-300x147.jpg 300w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2020\/08\/lange-768x376.jpg 768w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2020\/08\/lange-360x176.jpg 360w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2020\/08\/lange-800x392.jpg 800w\" sizes=\"auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Il testo evangelico si apre con l\u2019annotazione che Ges\u00f9 \u201cusc\u00ec di l\u00e0\u201d, ovvero da Genesaret (Mt 14,34), e \u201csi ritir\u00f2 verso le parti di Tiro e di Sidone\u201d (Mt 15,21). Non si dice che Ges\u00f9 sia giunto in quella zona fenicia, dunque pagana, ma solo che si \u00e8 diretto verso di essa. \u00c8 invece la donna cananea che esce \u201cda quei confini\u201d (Mt 15,22) e si fa incontro a Ges\u00f9. Matteo, che metter\u00e0 in bocca a Ges\u00f9, proprio in questo episodio, le parole \u201cNon sono stato mandato che alle pecore perdute della casa d\u2019Israele\u201d (Mt 15,24) e che altrove ha detto ai suoi discepoli inviandoli in missione \u201cNon andate fra i pagani e non entrate nelle citt\u00e0 dei Samaritani; rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d\u2019Israele\u201d (Mt 10,5-6), si premura di specificare che Ges\u00f9 non si trova in territorio pagano, ma ancora in terra d\u2019Israele e incontra questa donna che, lei s\u00ec, ha varcato i confini del suo territorio di provenienza. Tutto questo contribuisce a preparare un racconto in cui Ges\u00f9 appare guidato da un senso di appartenenza giudaica molto rigorosa, perfino intransigente.<\/p>\n<p>Matteo scrive che la donna che incontra Ges\u00f9 era \u201ccananea\u201d, mentre l\u2019evangelista Marco specifica in modo pi\u00f9 dettagliato che si trattava di una donna \u201cdi lingua greca e di origine sirofenicia\u201d (Mc 7,26). Queste due specificazioni di Marco moltiplicano gli elementi di diversit\u00e0 della donna e rendono particolarmente intrigante l\u2019incontro tra il galileo Ges\u00f9 e questa donna. Oltre alla differenza di genere e alla stranierit\u00e0, va forse messa in conto una differenza di condizione socio-economica: secondo Theissen la donna appartiene al ceto elevato e benestante di greci urbanizzati viventi nella zona di confine di Tiro e della Galilea con cui erano in conflitto i contadini poveri giudei il cui lavoro agricolo serviva anche a sostentare gli abitanti della citt\u00e0. La redazione marciana suggerisce che si debba mettere in conto forse anche una distanza morale: il termine \u201csirofenicia\u201d aveva, nella satira latina, la valenza di donna poco raccomandabile, prostituta. E infine, o prima di tutto, Marco pone in risalto la differenza linguistica: \u201cera di lingua greca\u201d.\u00a0<em>Ellen\u00eds<\/em>\u00a0(greca) indica l\u2019appartenenza linguistico-culturale (mentre\u00a0<em>syrophoin\u00edkissa<\/em>\u00a0designa la stirpe e la religiosit\u00e0 pagana). Costoro si parlano: in quale lingua? Chi parla la lingua dell\u2019altro? Ges\u00f9 parla il greco? O la donna parla l\u2019aramaico? In ogni caso, ci deve essere stato il reciproco adeguarsi alla lingua dell\u2019altro, la fatica dell\u2019uscire dalla lingua madre per esprimersi nella lingua accessibile all\u2019altro.<\/p>\n<p>Matteo, scrivendo semplicemente che quella donna era\u00a0<em>cananea<\/em>, fa rivivere l\u2019antica inimicizia tra\u00a0<em>il popolo d\u2019Israele e le popolazioni di Canaan<\/em>, le genti idolatriche che abitavano la terra dove Israele si install\u00f2. \u00c8 come se sull\u2019incontro tra quelle due persone, gi\u00e0 cos\u00ec distanti tra di loro, gravasse l\u2019eredit\u00e0 della memoria storica di una inimicizia inveterata. Come se ciascuno dei due portasse con s\u00e9 il peso di una storia che l\u2019aveva preceduto ma che continuava in certo modo ad abitare in lui, a pesare su di lui. La donna cananea irrompe sulla scena in modo fragoroso: grida, invoca, supplica, porta la sua sofferenza. Voce e corpo della donna si impongono. Matteo le pone in bocca un\u2019invocazione che spesso nei Salmi chiede a Dio di piegarsi verso la piccolezza di chi lo invoca. In Matteo \u00e8 invocazione rivolta a Ges\u00f9 da persone sofferenti: due ciechi in Mt 9,27 e ancora due ciechi in Mt 20,30-31. In particolare \u00e8 interessante il parallelo che Matteo stabilisce tra l\u2019incontro di Ges\u00f9 con la donna cananea, madre della figlia gravemente tormentata da un demonio, e quello con un uomo, padre di un figlio epilettico (Mt 17,14-20). Anche quest\u2019uomo si rivolge a Ges\u00f9 chiedendo \u201cpiet\u00e0\u201d. Si tratta, per quella madre e per quel padre, della sofferenza di chi porta a Ges\u00f9 il dolore di altri, di figli, e dunque carica l\u2019invocazione di una forza emotiva in cui al senso di impotenza si accompagna la speranza disperata. La sofferenza della figlia o del figlio diviene fattore di forza e ostinazione che rende quelle invocazioni davvero potenti e quegli oranti veramente instancabili. La donna cananea, con la sua invocazione, si pone tra Ges\u00f9 e la sua figlia: \u00e8 figura di intercessione. A Ges\u00f9 si rivolge con acclamazione messianica (\u201cFiglio di David\u201d) riconoscendolo \u201cSignore\u201d e a lui porta la situazione della figlia la cui grave sofferenza \u00e8 anche la sua sofferenza. Ma ecco che il lettore del vangelo resta sconcertato dalla reazione di Ges\u00f9. Non siamo abituati a un Ges\u00f9 cos\u00ec insensibile e privo di misericordia.<\/p>\n<p>La redazione matteana (a differenza del testo di Marco) mostra un lungo e ostinato\u00a0<em>iter<\/em>\u00a0della donna che si scontra prima con il silenzio di Ges\u00f9 (Mt 15,23), poi con la risposta secca rivolta ai discepoli che si fanno intercessori interessati per la donna (\u201cNon sono stato mandato che alle pecore disperse della casa di Israele\u201d: Mt 15,24), infine con la dura risposta rivolta a lei personalmente (Mt 15,26). Per ben tre volte questa donna disperata e piena di speranza incontra il \u201cno\u201d di Ges\u00f9. Anzitutto Ges\u00f9 non le risponde nulla, ignorando la sua supplica: come se questa donna non esistesse. A quel punto intervengono i discepoli che chiedono s\u00ec a Ges\u00f9 di esaudire la richiesta della donna, ma quasi per liberarsi dal fastidio che essa rappresenta per loro: \u201cEsaudiscila, perch\u00e9 ci viene dietro gridando\u201d (Mt 15,23). Il grido della donna (Mt 15,22) che esprime sofferenza, speranza, attesa, dolore, fiducia, desiderio di vita per la figlia, viene colto come motivo di fastidio da zittire magari con un gesto di condiscendenza. A loro Ges\u00f9 risponde, seppure con risposta che non ammette repliche: \u201cNon sono stato mandato che alle pecore perdute della casa d\u2019Israele\u201d (Mt 15,24). La risposta \u00e8 teologica: la missione che Ges\u00f9 ha ricevuto da Dio si limita ai figli d\u2019Israele. Ecco allora che la donna, per nulla scoraggiata (troppo potente \u00e8 il motivo che la spinge!), osa farsi sotto ancora una volta, anzi si avvicina e addirittura si prostra davanti a Ges\u00f9, quasi sbarrandogli la strada. Lo chiama ancora \u201cSignore\u201d e lo supplica di venire in suo aiuto: \u201cSignore, aiutami\u201d. Presenta il suo corpo prostrato come corpo supplice che chiede disperatamente aiuto. Eppure, ancora una volta, Ges\u00f9 sfugge la richiesta di aiuto facendosi sordo all\u2019invocazione e cieco anche di fronte a quel corpo prostrato. Questa volta Ges\u00f9 le rivolge la parola ma la sua risposta \u00e8 quanto mai dura: \u201cNon \u00e8 bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cani domestici\u201d (Mt 15,26). All\u2019epoca di Ges\u00f9 la distinzione tra \u201cfigli\u201d e \u201ccani\u201d era la distinzione che separava i membri del popolo d\u2019Israele dai gentili.<\/p>\n<p>Dobbiamo chiederci: Ges\u00f9, che era certamente uomo del suo tempo, condivideva anche i pregiudizi diffusi nella sua epoca? Ges\u00f9 condivide la posizione rigorosamente giudaica che diviene sprezzante nei confronti degli stranieri? Il triplice rifiuto che Ges\u00f9 oppone alla donna cananea sembra andare in questa direzione. E tuttavia la soluzione positiva dell\u2019episodio \u00e8 permessa proprio da Ges\u00f9 con la sua menzione dei\u00a0<em>kyn\u00e1ria<\/em>, che sono i \u201ccani domestici\u201d, non i \u201ccagnolini\u201d, e nemmeno i cani randagi, che formavano branchi aggressivi e pericolosi e che nel loro girovagare si cibavano anche di carcasse entrando in contatto con materia impura come i cadaveri. I cani domestici condividono la casa dei loro padroni e su questo fa leva la donna per vincere le resistenze di Ges\u00f9. Infatti, il motivo di fondo che separa Ges\u00f9 dalla straniera \u00e8 espresso da Mc 7,27 (\u201cLascia\u00a0<em>prima<\/em>\u00a0che si sfamino i figli\u2026\u201d) nei termini teologici che evocano i tempi dello svolgersi del piano di Dio:\u00a0<em>prima<\/em>\u00a0i giudei,\u00a0<em>dopo<\/em>\u00a0i non-giudei. Siamo di fronte a una concezione teologica diffusa della chiesa primitiva circa il disegno salvifico di Dio: la storia di salvezza ha un suo piano che non \u00e8 dato sconvolgere. L\u2019ostinazione della donna, che accoglie le parole di Ges\u00f9 e sposta l\u2019attenzione dal piano temporale a quello spaziale (\u201ci cani domestici sotto la tavola\u201d: Mc 7,28; \u201ci cani domestici che mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni\u201d: Mt 15,27), muta l\u2019atteggiamento di Ges\u00f9. Come i cani domestici e i figli, cos\u00ec\u00a0<em>i non-giudei e i giudei hanno un\u2019unica casa e un\u2019unica tavola<\/em>. L\u2019osservazione della donna si innesta sulla visione di Ges\u00f9, la prosegue e la approfondisce osando trarne le conseguenze: nell\u2019unica casa e attorno a un\u2019unica tavola vi \u00e8 possibilit\u00e0 di una contemporaneit\u00e0 di pasto tra figli d\u2019Israele e stranieri, contemporaneit\u00e0 in cui il primato di Israele \u00e8 riconosciuto e ridimensionato al tempo stesso. In tutto questo va rilevato che l\u2019appartenenza giudaica, la \u201cfierezza ebraica\u201d di Ges\u00f9, cos\u00ec come la coscienza del disegno salvifico di Dio e della sua missione riservata ai figli d\u2019Israele, lo porta a incontrare questa donna a partire da un\u2019identit\u00e0 certamente salda, ma anche aperta, non fissa, non bloccata in nazionalismi o sciovinismi e neppure in principi teologici intangibili.<\/p>\n<p>La pratica di umanit\u00e0 di Ges\u00f9 \u00e8 talmente ispirata a libert\u00e0 che non diviene schiava nemmeno degli elementi culturali dominanti della sua epoca che potevano degenerare nel pregiudizio. Assistiamo in questo testo a una sorta di conversione di Ges\u00f9: la donna, ha dato scacco matto a Ges\u00f9 e questi, pieno di ammirazione, ne\u00a0<em>riconosce la fede\u00a0<\/em>e vi fa fiducia: \u201cGrande \u00e8 la tua fede, ti avvenga come tu vuoi\u201d (Mt 15,28). E poich\u00e9 \u201cda quell\u2019istante sua figlia fu guarita\u201d (Mt 15,28), potremmo perfino chiederci chi sia che compie il miracolo.<\/p>\n<p>da: www.monasterodibose.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La pratica di umanit\u00e0 di Ges\u00f9 \u00e8 talmente ispirata a libert\u00e0 che non diviene schiava nemmeno degli elementi culturali dominanti della sua epoca che potevano degenerare nel pregiudizio.<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":7986,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4,448],"tags":[],"class_list":["post-7985","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-news","category-spiritualita"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7985","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7985"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7985\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7988,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7985\/revisions\/7988"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/media\/7986"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7985"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7985"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7985"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}