{"id":8083,"date":"2020-09-17T16:41:23","date_gmt":"2020-09-17T14:41:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/?p=8083"},"modified":"2021-01-15T23:39:42","modified_gmt":"2021-01-15T22:39:42","slug":"si-o-no-non-e-solo-un-tratto-di-matita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/si-o-no-non-e-solo-un-tratto-di-matita\/","title":{"rendered":"S\u00ec o No non \u00e8 solo un tratto di matita"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2020\/09\/SIR-Referendum.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-8084\" src=\"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2020\/09\/SIR-Referendum-1024x455.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"355\" srcset=\"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2020\/09\/SIR-Referendum-1024x455.jpg 1024w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2020\/09\/SIR-Referendum-300x133.jpg 300w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2020\/09\/SIR-Referendum-768x341.jpg 768w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2020\/09\/SIR-Referendum-360x160.jpg 360w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2020\/09\/SIR-Referendum-800x355.jpg 800w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2020\/09\/SIR-Referendum.jpg 1065w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/a>Il 20 e 21 settembre 2020 gli italiani sono chiamati a votare per il referendum costituzionale (gi\u00e0 previsto per marzo scorso e rinviato per la nota emergenza sanitaria in corso) sulla riduzione del numero dei parlamentari; alcuni nella stessa circostanza voteranno anche per le elezioni regionali e comunali. Questo il quesito referendario: <em>\u00abApprovate il testo della legge costituzionale concernente \u201cModifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari\u201d, approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 240 del 12 ottobre 2019?\u00bb<\/em>.<\/p>\n<p>Tale riforma costituzionale veniva gi\u00e0 approvata dal Parlamento. Successivamente l\u2019iniziativa di un gruppo di senatori l\u2019ha arrestata con il ricorso ai cittadini, come previsto dall\u2019art. 138 della Costituzione secondo il quale le leggi di revisione costituzionale \u00ab\u2026 sono sottoposte a referendum popolare quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera\u00bb; si sarebbe evitato il referendum se la legge fosse \u00abstata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti\u00bb.<\/p>\n<p>La riforma costituzionale in questione prevede di ridurre i seggi alla Camera dei Deputati da 630 a 400, al Senato della Repubblica da 315 a 200. Si stabilisce la riduzione dei parlamentari eletti dagli italiani all\u2019estero: i deputati da 12 a 8 e i senatori da 6 a 4 (cfr. art. 56 e art. 57 Cost.). Per i senatori a vita (art. 59 Cost.): \u00e8 previsto che il numero complessivo dei senatori in carica nominati dal Presidente della Repubblica non pu\u00f2 in alcun caso essere superiore a cinque. Il referendum in questione \u00e8 di tipo confermativo: con il SI si approva, con il NO si respinge. Non \u00e8 richiesto il quorum come il referendum abrogativo: il risultato \u00e8 sempre valido ed \u00e8 preso in considerazione indipendentemente dal numero dei votanti.<\/p>\n<p><strong>Le tesi del SI. <\/strong>La revisione costituzionale si propone di favorire un miglioramento del processo decisionale delle Camere per renderle pi\u00f9 capaci di rispondere alle esigenze dei cittadini. Il taglio dei componenti renderebbe il Parlamento pi\u00f9 efficiente, perfezionerebbe il rapporto tra cittadini e istituzioni ed eliminerebbe la frammentazione dei gruppi parlamentari, che a volte non rappresentano le principali forze politiche del Paese. L\u2019attuale numero di deputati e senatori si fonda sull\u2019idea che il Parlamento sia, in sostanza, esclusivo nella produzione normativa, ma poich\u00e9 tale assetto monopolistico si \u00e8 modificato la riduzione \u00e8 una naturale conseguenza che render\u00e0 automaticamente il sistema pi\u00f9 funzionale. Si tratta di una occasione per rinnovare la macchina statale e non c\u2019\u00e8 (sempre a dire dei sostenitori del SI) alcun rischio per la democrazia.<\/p>\n<p>La riduzione dei parlamentari \u00e8 solo un punto di partenza, non di arrivo: seguiranno altre riforme necessarie a migliorare il funzionamento dello Stato. Se passa il SI si metter\u00e0 inevitabilmente mano alla legge elettorale per ridefinire i collegi coerentemente al numero inferiore dei parlamentari eletti. Con la vittoria del SI ci sar\u00e0 una diminuzione (seppure notoriamente limitata) di spesa per le casse statali.<\/p>\n<p><strong>Le tesi del NO. <\/strong>Se passasse la revisione in oggetto l\u2019effetto principalmente temuto \u00e8 la riduzione di rappresentativit\u00e0, anche per non aver esteso le riforme ad altri meccanismi istituzionali, in quanto si toccano equilibri delicati che potranno rendere pi\u00f9 difficoltosa l\u2019esistenza di un rapporto personale diretto tra cittadini ed eletti, facilitando cos\u00ec il controllo dei partiti sui loro rappresentanti. Se approvata, la modifica imporr\u00e0 la ridefinizione della legge e delle circoscrizioni elettorali; le regioni piccole (per es. Molise, Valle d\u2019Aosta\u2026) potrebbero trovarsi a poter eleggere solo rappresentanti dei partiti di maggioranza. La circoscrizione estero perderebbe ancora di pi\u00f9 la propria rappresentanza e i piccoli partiti verrebbero maggiormente penalizzati. Con la vittoria del SI aumenterebbe il rischio di modifiche costituzionali approvate pure senza referendum dei cittadini, essendo pi\u00f9 facile il superamento della maggioranza richiesta. La riduzione dei parlamentari potr\u00e0 accentuare talune tendenze negative gi\u00e0 presenti, come il rafforzamento del potere esecutivo ai danni del potere legislativo. Per i sostenitori del NO respingere questa riforma vuol dire riaffermare il ruolo centrale dei parlamentari come rappresentanti dei cittadini e in continuo contatto con gli elettori. Quanto poi alla prospettata semplificazione delle procedure, i sostenitori del NO ritengono che quando i parlamentari, nel corso dei dibattiti, espongono le loro opinioni e magari quelle di cittadini con i quali possono tenersi in contatto, questo \u00e8 un vantaggio per la democrazia e per la qualit\u00e0 della legge, non una complicazione che esige di essere semplificata. Con riguardo al segnalato vantaggio economico per lo Stato si oppone che con tale riduzione ci sar\u00e0 un risparmio soltanto dello 0,007 per cento della spesa pubblica: ossia, si stima che il risparmio pubblico sar\u00e0 l\u2019equivalente di circa un caff\u00e8 (95 centesimi) all\u2019anno per ciascun italiano.<\/p>\n<p>A questo punto, ci sia consentita <strong>una considerazione <\/strong>sull\u2019approccio alla imminente consultazione dei cittadini, certamente tra le pi\u00f9 significative della storia repubblicana. L\u2019elemento pi\u00f9 importante della nostra Carta costituzionale \u00e8 la spinta unitaria dei costituenti attorno al valore \u201csacro\u201d della persona umana: l\u2019individuo finalmente inteso come fine primario dell\u2019ordinamento giuridico e sociale. La Costituzione repubblicana traccia una visione della persona non pi\u00f9 statica ma dinamica poich\u00e9 titolare di diritti e di doveri, diretta allo sviluppo politico, economico, sociale e culturale.<\/p>\n<p>La Costituzione non si limita ad elencare i diritti ma fornisce indicazioni per la loro effettivit\u00e0 e per la loro attuazione. Al suo interno ci sono valori intrinseci, non sempre esplicitamente dichiarati ma chiaramente desumibili: la persona, il lavoro, la dignit\u00e0, la libert\u00e0, l\u2019uguaglianza, la democrazia, l\u2019etica, la legalit\u00e0; non dimenticando, in ogni caso, che tra i valori devono annoverarsi i doveri e tra di essi emergono principalmente la solidariet\u00e0 e la partecipazione attiva. Con la dichiarazione che l\u2019Italia \u00e8 una \u201cRepubblica democratica\u201d (art. 1 Cost.) si \u00e8 manifestata una scelta: la democrazia esprime la partecipazione e il legame stretto tra elettore ed eletto. L\u2019Italia \u00e8 una democrazia parlamentare (che vuol dire strutturata attorno ad un Parlamento che esercita il potere legislativo) ma non esclude, e anzi chiaramente prevede, pure forme di partecipazione diretta dei cittadini (l\u2019iniziativa popolare delle leggi, il referendum e cos\u00ec via). La democrazia \u00e8 l\u2019humus necessario e indispensabile della convivenza civile. Di qui il significato fondamentale della partecipazione attiva. Il cittadino deve esercitare la sovranit\u00e0 popolare partecipando alle elezioni (quali che siano le sue scelte) e deve chiedere conto ai suoi \u201cdelegati\u201d di ci\u00f2 che fanno nell\u2019interesse comune, deve far sentire la propria voce, partecipare al dibattito pubblico sulle questioni di fondo, indignarsi per le cose che non vanno, svolgere azioni concrete di controllo sul bene comune. Questa \u00e8 la cittadinanza attiva che, alla fine, \u00e8 la maggior garanzia del rispetto e dell\u2019attuazione di tutti i valori costituzionali. Il distacco, l\u2019indifferenza e la superficialit\u00e0 nell\u2019affrontare le questioni non appartengono alla democrazia e non la qualificano; non valorizzano la persona e non ne esaltano la dignit\u00e0. L\u2019invito che implicitamente ci rivolge la nostra Carta costituzionale \u00e8 di essere cittadini partecipi e consapevoli.<\/p>\n<p>Ciascuno deve essere all\u2019altezza delle proprie responsabilit\u00e0 e fare la scelta pi\u00f9 significativa per l\u2019intera comunit\u00e0. L\u2019esortazione, sommessa ma fortemente sentita, \u00e8 allora quella di entrare sempre (pure adesso) nella cabina elettorale dopo aver profondamente compreso, meditato e riflettuto. Non si tratta di un semplice tratto di matita, \u00e8 in gioco il nostro futuro prima di un <em>SI <\/em>o di un <em>NO<\/em>.<\/p>\n<p>Domenico Facchini, <em>avvocato<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ciascuno deve essere all\u2019altezza delle proprie responsabilit\u00e0 e fare la scelta pi\u00f9 significativa per l\u2019intera comunit\u00e0. L\u2019esortazione, sommessa ma fortemente sentita, \u00e8 allora quella di entrare sempre (pure adesso) nella cabina elettorale dopo aver profondamente compreso, meditato e riflettuto. 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