{"id":8660,"date":"2020-12-12T22:30:01","date_gmt":"2020-12-12T21:30:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/?p=8660"},"modified":"2021-01-15T23:39:41","modified_gmt":"2021-01-15T22:39:41","slug":"essere-laici-al-tempo-dei-social","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/essere-laici-al-tempo-dei-social\/","title":{"rendered":"Essere laici al tempo dei social"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-8661 alignright\" src=\"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2020\/12\/Lev-41-2020-702x1024.jpg\" alt=\"Prima pagina\" width=\"469\" height=\"684\" srcset=\"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2020\/12\/Lev-41-2020-702x1024.jpg 702w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2020\/12\/Lev-41-2020-206x300.jpg 206w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2020\/12\/Lev-41-2020-768x1121.jpg 768w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2020\/12\/Lev-41-2020-192x280.jpg 192w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2020\/12\/Lev-41-2020-526x768.jpg 526w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2020\/12\/Lev-41-2020-800x1167.jpg 800w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2020\/12\/Lev-41-2020.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px\" \/>La rubrica su La pastorale al tempo dei social non poteva rinunciare a dedicare uno spazio di riflessione anche ai fedeli laici<em> (i precedenti articoli sono stati pubblicati nelle prime domenica da settembre a novembre, ndr)<\/em> ovvero a tutti coloro che, non essendo n\u00e9 religiosi, ne chierici, in virt\u00f9 del battesimo ricevuto, hanno il compito di partecipare alla missione di tutta la Chiesa all\u2019interno delle realt\u00e0 temporali (cf LG 31). Vivendo nel secolo, essi non solo sono pienamente inseriti nelle dinamiche sociali, ma sono specificatamente chiamati a ordinarle al Regno di Dio. Con la propria testimonianza di vita, nella loro professione e con il proprio impegno, hanno come proprio compito quello di rendere la Chiesa presente nel mondo, illuminare di spirito cristiano le dinamiche del contesto sociale.<br \/>\nTra queste dinamiche rientrano a pieno titolo quelle comunicative che caratterizzano gran parte delle interazioni quotidiane. Anche se queste dinamiche non possono ridursi esclusivamente all\u2019uso dei social, in quanto ogni atto umano di per s\u00e9 \u00e8 un atto comunicativo, tuttavia in questa sede si presentano alcune considerazioni limitatamente a quest\u2019ultimo aspetto.<br \/>\nA pi\u00f9 riprese, in occasione dei messaggi per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali (GMCS), gli ultimi Pontefici hanno presentato non solo alcuni aspetti della comunicazione odierna, ma hanno delineato una vera e propria \u201cteologia della comunicazione\u201d, ovvero hanno offerto un metodo con il quale leggere evangelicamente questi aspetti e, conseguentemente, hanno evidenziato lo stile che dovrebbe caratterizzare un cristiano all\u2019interno di essi. Chi riduce i messaggi delle GMCS alla stregua di isolati e generici approfondimenti tematici, non ha colto la ricchezza teologica e pastorale in essi contenuta che, mattone dopo mattone, sta pian piano edificando un sempre pi\u00f9 ampio e aggiornato bagaglio pratico e dottrinale della Chiesa sul fenomeno umano della comunicazione. Un laico pertanto non potrebbe prescindere nell\u2019uso dei social sia dal riferimento alle prassi indicate dai numerosi documenti ecclesiali relativi alla comunicazione, sia dalle indicazioni offerte dagli annuali messaggi. La conoscenza di tali riferimenti \u00e8 vincolante tanto in ambito personale, quanto, e a maggior ragione, in ambito istituzionale, soprattutto nei casi in cui si ricoprono dei ruoli di rappresentativit\u00e0 e di responsabilit\u00e0 all\u2019interno della Chiesa.<br \/>\nAccanto a questa prima considerazione di tipo dottrinale-formativo, occorre poi considerare un secondo aspetto pi\u00f9 pratico. Come disciplina il Codice di Diritto Canonico vigente, ai laici \u00e8 fatto obbligo sia di impegnarsi affinch\u00e8 il messaggio cristiano si diffonda nel mondo [della comunicazione] (cf. can. 225), sia di cooperare con i propri Pastori affinch\u00e8 l\u2019uso degli strumenti di comunicazione sociale sia vivificato da spirito cristiano (cf. can. 822 \u00a72 ). Per attuare queste due finalit\u00e0 \u00e8 importante che la Chiesa instauri relazioni di collaborazione e di coinvolgimento di tutti coloro che operano professionalmente nel mondo della comunicazione per generare sempre pi\u00f9 alleanze feconde tra gli aspetti tecnici e il contenuto del messaggio da trasmettere.<br \/>\nMa oltre al contributo dei laici professionisti della comunicazione, pu\u00f2 essere fatto molto di pi\u00f9 e da tutti. I social per la loro intrinseca natura tendono ad essere non solo propagatori di notizie, ma spazi di incontro, luoghi di aggregazione. Il laico non pu\u00f2 solo limitarsi ad usarli come canali per amplificare il messaggio cristiano, ma deve impegnarsi per renderli ambienti in cui tessere relazioni di comunione e fonti di progettualit\u00e0. Non \u00e8 raro infatti, attraverso di essi, poter entrare in contatto con altre persone che condividono gli stessi interessi e collaborare con queste alla creazione di community che superano i confini diocesani o nazionali. Pi\u00f9 che mai \u00e8 possibile creare nuove relazioni, entrare in contatto con buone prassi pastorali e condividerle. Non da ultimo sempre pi\u00f9 laici si mettono in gioco per testimoniare in questi ambienti la loro vocazione sponsale, generando, attraverso interessanti e innovative proposte pastorali, nuove forme di interazione e di annuncio.<br \/>\nIn sintesi, l\u2019uso dei social dovrebbe essere sempre pi\u00f9 un ausilio per creare vincoli di comunione di pi\u00f9 ampio respiro, per venire a conoscenza di altre forme di testimonianza, per entrare in contatto con altre esperienze ecclesiali, senza perdere di vista le relazioni pi\u00f9 prossime presenti all\u2019interno della comunit\u00e0. Sollecitazioni ancora lontane dalla realt\u00e0 o gi\u00e0 in atto?<\/p>\n<p>Vincenzo Marinelli<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"La pastorale al tempo dei social\" width=\"800\" height=\"450\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/pcl1eT95fUA?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La rete come spazio di testimonianza laicale. 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