{"id":124,"date":"2016-03-30T20:31:00","date_gmt":"2016-03-30T18:31:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.diocesimolfetta.it\/pastoralesociale\/2016\/03\/30\/per-una-conversione-ecologica-verso-il-referendum-del-17-aprile\/"},"modified":"2022-03-04T17:16:43","modified_gmt":"2022-03-04T16:16:43","slug":"per-una-conversione-ecologica-verso-il-referendum-del-17-aprile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/pastoralesociale\/2016\/03\/30\/per-una-conversione-ecologica-verso-il-referendum-del-17-aprile\/","title":{"rendered":"Per una conversione ecologica. Verso il referendum del 17 aprile"},"content":{"rendered":"<div>\u00c9 cominciata (fortunatamente) la campagna al voto referendario del prossimo 17 aprile. Il referendum, voluto da 9 Regioni (Basilicata, Calabria, Campania, Liguria, Marche, Molise, Puglia, Sardegna, Veneto) preoccupate per le conseguenze ambientali e per i contraccolpi sul turismo di un maggiore sfruttamento degli idrocarburi, non propone un alt immediato n\u00e9 generalizzato. Chiede di cancellare la norma che consente alle societ\u00e0 petrolifere di estrarre gas e petrolio entro le 12 miglia marine (circa 22,2 km) dalle coste italiane senza limiti di tempo.\u00a0<\/div>\n<div>La domanda che si trover\u00e0 stampata sulle schede \u00e8 \u201cVolete che, quando scadranno le concessioni, vengano fermati i giacimenti in attivit\u00e0 nelle acque territoriali italiane anche se c&#8217;\u00e8 ancora gas o petrolio?\u201d Dunque chi vuole \u2013 in prospettiva \u2013 eliminare le trivelle dai mari italiani deve votare S\u00ec, chi vuole che le trivelle restino senza una scadenza deve votare No. Lo stop non sarebbe immediato, ma arriverebbe solo alla scadenza dei contratti gi\u00e0 attivi. Il referendum avrebbe conseguenze gi\u00e0 entro il 2018 per 21 concessioni in totale sulle 31 attive: 7 sono in Sicilia, 5 in Calabria, 3 in Puglia, 2 in Basilicata e in Emilia-Romagna, una in Veneto e nelle Marche. Il quesito referendario riguarda anche 9 permessi di ricerca, 4 nell\u2019alto Adriatico, 2 nell\u2019Adriatico centrale, uno nel mare di Sicilia e uno al largo di Pantelleria.<\/div>\n<div>Secondo i calcoli elaborati su dati del Ministero dello Sviluppo economico, le piattaforme soggette a referendum coprono meno dell\u20191% del fabbisogno nazionale di petrolio e il 3% di quello di gas. Se le riserve marine di petrolio venissero usate per coprire l&#8217;intero fabbisogno nazionale, durerebbero meno di due mesi (l&#8217;85% del petrolio italiano viene dai pozzi a terra, non in discussione, e un terzo di quello estratto in mare viene da una piattaforma oltre le 12 miglia, non in discussione).<\/div>\n<div>A preoccupare non sono solo gli incidenti, ma anche le operazioni di routine che provocano un inquinamento di fondo: in mare aperto il catrame depositato sui nostri fondali raggiunge una densit\u00e0 di 38 milligrammi per metro quadrato: tre volte superiore a quella del Mar dei Sargassi, che raggiunge 10 microgrammi per metro quadrato.<\/div>\n<div>Dopo il rilascio della concessione gli idrocarburi diventano propriet\u00e0 di chi li estrae. Per le attivit\u00e0 in mare la societ\u00e0 petrolifera \u00e8 tenuta a versare alle casse dello Stato il 7% del valore del petrolio e il 10% di quello del gas (800 milioni di tasse, 400 di royalties e concessioni). Dunque: il 90-93% degli idrocarburi estratti pu\u00f2 essere portato via e venduto altrove. I posti di lavoro immediatamente a rischio (calo del turismo, diminuzione dell&#8217;appeal della bellezza del paese) sono molti di pi\u00f9 di quelli che nel corso dei prossimi decenni si perderebbero man mano che scadono le licenze (le attivit\u00e0 legate all\u2019estrazione danno lavoro diretto a pi\u00f9 di 10.000 persone).<\/div>\n<div>Le trivelle potrebbero mettere a rischio la vera ricchezza del Paese: il turismo, che contribuisce ogni anno a circa il 10% del Pil nazionale, d\u00e0 lavoro a quasi 3 milioni di persone, per un fatturato di 160 miliardi di euro; la pesca, che produce il 2,5% del Pil e d\u00e0 lavoro a quasi 350.000 persone; il patrimonio culturale, che vale il 5,4% del Pil e d\u00e0 lavoro a 1 milione e 400.000 persone.<\/div>\n<div>Andare a votare \u00e8 pertanto un esercizio importante di democrazia. In gioco ci sono il rapporto tra energia e territorio, il ruolo dei combustibili fossili, il futuro dello stesso referendum come strumento di democrazia. Alla conferenza sul clima di Parigi 194 Paesi si sono impegnati a mantenere l&#8217;aumento della temperatura globale al di sotto dei 2 gradi. Per raggiungere questo obiettivo \u00e8 indispensabile un taglio radicale e rapido dell&#8217;uso dei combustibili fossili, innovare e fare ricerca sul miglioramento del rendimento e dell\u2019efficienza delle energie rinnovabili. La responsabilit\u00e0 verso l\u2019ambiente e le generazioni presenti e future richiede coraggio e lungimiranza da parte di tutti, oltre che la disponibilit\u00e0 a fare talvolta anche dei passi indietro per raggiungere la misura della sobriet\u00e0, valore inseparabile dalla solidariet\u00e0. Occorre puntare a nuovi stili di vita, rinnovando un\u2019alleanza tra l\u2019umanit\u00e0 e l\u2019ambiente, stimolando a quella che Papa Francesco chiama la \u201cconversione ecologica\u201d (Laudato s\u00ec n. 216 &#8211; 221) di ciascuno, unica condizione di gioia e di pace durature per tutti.\u00a0<\/div>\n<div>Per tale ragione sentiamo di aderire alle ragioni del S\u00ec al voto referendario; riteniamo che la sfida ambientale non possa scindersi da quella educativa, che si compie attraverso un esercizio delle proprie responsabilit\u00e0 per agire di conseguenza in maniera solidale ed ecologicamente sostenibile, a cominciare proprio dalle nostre famiglie.<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div>Una riflessione sul voto referendario del 17 aprile a cura del direttore dell&#8217;Ufficio diocesano di pastorale sociale e del lavoro<\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":125,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[2],"tags":[],"class_list":["post-124","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-ufficio-pastorale-sociale-e-del-lavoro"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/pastoralesociale\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/124","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/pastoralesociale\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/pastoralesociale\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/pastoralesociale\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/pastoralesociale\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=124"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/pastoralesociale\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/124\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":945,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/pastoralesociale\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/124\/revisions\/945"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/pastoralesociale\/wp-json\/wp\/v2\/media\/125"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/pastoralesociale\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=124"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/pastoralesociale\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=124"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/pastoralesociale\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=124"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}