{"id":810,"date":"2021-08-27T18:32:20","date_gmt":"2021-08-27T16:32:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.diocesimolfetta.it\/pastoralesociale\/?p=810"},"modified":"2022-03-04T17:16:38","modified_gmt":"2022-03-04T16:16:38","slug":"camminare-in-una-vita-nuova-rm-64-la-transizione-ecologica-per-la-cura-della-vita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/pastoralesociale\/2021\/08\/27\/camminare-in-una-vita-nuova-rm-64-la-transizione-ecologica-per-la-cura-della-vita\/","title":{"rendered":"\u00a0\u00abCamminare in una vita nuova\u00bb (Rm 6,4). La transizione ecologica per la cura della vita"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/pastoralesociale\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2021\/08\/Creato2021web.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-814\" src=\"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/pastoralesociale\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2021\/08\/Creato2021web-1024x782.jpeg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"611\" srcset=\"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/pastoralesociale\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2021\/08\/Creato2021web-1024x782.jpeg 1024w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/pastoralesociale\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2021\/08\/Creato2021web-300x229.jpeg 300w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/pastoralesociale\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2021\/08\/Creato2021web-768x587.jpeg 768w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/pastoralesociale\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2021\/08\/Creato2021web-800x611.jpeg 800w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/pastoralesociale\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2021\/08\/Creato2021web.jpeg 1029w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/a>La <a href=\"https:\/\/lavoro.chiesacattolica.it\/16a-giornata-nazionale-per-la-custodia-del-creato\/\">16\u00aa Giornata Nazionale per la Custodia del Creato<\/a> vede la Chiesa che \u00e8 in Italia in cammino verso la\u00a0<a href=\"https:\/\/www.settimanesociali.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\" aria-label=\"49\u00aa Settimana Sociale dei cattolici italiani\">49\u00aa Settimana Sociale dei cattolici italiani<\/a>, che avr\u00e0 per titolo \u00abIl pianeta che speriamo. Ambiente, lavoro, futuro. #tutto\u00e8connesso\u00bb. La strada che conduce a Taranto richiede a tutti un supplemento di coinvolgimento perch\u00e9 sia un percorso di Chiesa che intende camminare insieme e con stile sinodale.<\/p>\n<p><strong>Messaggio per la 16\u00aa Giornata Nazionale per la Custodia del Creato <\/strong><strong>1\u00b0 settembre 2021<br \/>\n<\/strong><strong>\u00abCamminare in una vita nuova\u00bb (<em>Rm<\/em> 6,4). <\/strong><strong>La transizione ecologica per la cura della vita<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019epoca che stiamo vivendo \u00e8 piena di contraddizioni e di opportunit\u00e0. Nella fede siamo chiamati ad abbandonare ci\u00f2 che isterilisce la nostra vita: nell\u2019incontro con Cristo rinasce la speranza e diveniamo capaci di rinnovata fecondit\u00e0. San Paolo nella lettera ai cristiani di Roma ricorda il grande annuncio pasquale che si realizza nel battesimo di ciascuno: in Cristo siamo morti al peccato e \u00abpossiamo camminare in una vita nuova\u00bb (<em>Rm<\/em> 6,4). La vita nuova di cui si parla colloca il discepolo di Ges\u00f9 in una comunione profonda con Dio. A partire da questa esperienza possiamo immaginare una vera fraternit\u00e0 tra gli uomini, come suggerisce l\u2019Enciclica <em>Fratelli tutti<\/em>, e una nuova relazione con il creato, secondo il disegno dell\u2019Enciclica <em>Laudato si\u2019<\/em>.<\/p>\n<p><strong><em>In cammino verso la 49<sup>a<\/sup> Settimana Sociale<\/em><\/strong><\/p>\n<p>La 16\u00aa Giornata Nazionale per la Custodia del Creato vede la Chiesa che \u00e8 in Italia in cammino verso la 49\u00aa Settimana Sociale dei cattolici italiani, che avr\u00e0 per titolo \u00abIl pianeta che speriamo. Ambiente, lavoro, futuro. #tutto\u00e8connesso\u00bb. La strada che conduce a Taranto richiede a tutti un supplemento di coinvolgimento perch\u00e9 sia un percorso di Chiesa che intende camminare insieme e con stile sinodale. La speranza che ci muove alla cura del bene comune si sposa \u2013 sottolinea l\u2019<em>Instrumentum Laboris <\/em>\u2013 con un forte senso di urgenza: occorre contrastare, presto ed efficacemente, quel degrado socio-ambientale che si intreccia con i drammatici fenomeni pandemici di questi anni. \u00abIl cambiamento climatico continua ad avanzare con danni che sono sempre pi\u00f9 grandi e insostenibili. Non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 tempo per indugiare: ci\u00f2 che \u00e8 necessario \u00e8 una vera transizione ecologica che arrivi a modificare alcuni presupposti di fondo del nostro modello di sviluppo\u00bb (<em>IL<\/em>, n. 20).<\/p>\n<p>Viviamo, dunque, un cambiamento d\u2019epoca, se davvero sappiamo leggerne i segni dei tempi. Di qui l\u2019invito a una <em>transizione <\/em>che trasformi in profondit\u00e0 la nostra forma di vita, per realizzare a molti livelli quella <em>conversione ecologica<\/em> cui invita il VI capitolo dell\u2019Enciclica <em>Laudato si\u2019<\/em> di Papa Francesco. Si tratta di riprendere coraggiosamente il cammino, lasciandoci alle spalle una normalit\u00e0 con elementi contraddittori e insostenibili, per ricercare un diverso modo di essere, animato da amore per la terra e per le creature che la abitano. Con tale transizione diamo espressione alla cura per la casa comune e corrispondiamo cos\u00ec all\u2019immagine del Dio che, come un Padre, si prende cura di ognuno\/a.<\/p>\n<p><strong><em>La transizione come processo graduale<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Proprio l\u2019idea del cammino rimanda al paradigma biblico dell\u2019esodo, che prevede sia il coraggio di abbandonare antiche logiche sbagliate, sia la capacit\u00e0 di affrontare le crisi nel deserto, sia il desiderio di alimentare la speranza di poter raggiungere la terra promessa. Fuori dalla metafora, appare chiaro che ogni percorso di conversione \u00e8 sottoposto a momenti di prova. La transizione rimanda a una serie di passaggi e alla capacit\u00e0 di discernimento per capire quali scelte siano opportune. Come il popolo d\u2019Israele nei quarant\u2019anni di passaggio dalla schiavit\u00f9 verso la terra promessa ci attende un periodo di importanti decisioni. C\u2019\u00e8 sempre il pericolo di rimpiangere il passato, di sfuggire alla stagione del cambiamento e di non guardare con fiducia all\u2019avvenire che ci attende. Nella transizione ecologica, si deve abbandonare un modello di sviluppo consumistico che accresce le ingiustizie e le disuguaglianze, per adottarne uno incentrato sulla <em>fraternit\u00e0<\/em> tra i popoli. Il grido della terra e il grido dei poveri ci interpellano, cos\u00ec come il grido di Israele schiavo in Egitto \u00e8 salito fino al cielo (<em>Es<\/em> 3,9). La ricchezza che ha generato sprechi e scarti non deve far nascere nostalgie. Tra mentalit\u00e0 vecchie, che mettono in contrapposizione salute, economia, lavoro, ambiente e cultura, e nuove possibilit\u00e0 di tenere connessi questi valori, come anche l\u2019etica della vita e l\u2019etica sociale (cfr <em>Caritas in veritate<\/em>, n. 15), abitiamo la stagione della transizione. Ci attende una gradualit\u00e0, che tuttavia necessita di scelte precise. La nostra preoccupazione \u00e8 di avviare processi e non di occupare spazi o di fermarci a rimpiangere un passato pieno di contraddizioni e di ingiustizie. Ci impegniamo ad accompagnare e incoraggiare i cambiamenti necessari, a partire dal nostro sguardo contemplativo sulla creazione fino alle nostre scelte quotidiane di vita.<\/p>\n<p><strong><em>La transizione giusta<\/em><\/strong><\/p>\n<p>La transizione ecologica \u00e8 \u00abinsieme sociale ed economica, culturale e istituzionale, individuale e collettiva\u00bb (<em>IL<\/em>, n. 27), ma anche ecumenica e interreligiosa. \u00c8 ispirata all\u2019<em>ecologia integrale<\/em> e coinvolge i diversi livelli dell\u2019esperienza sociale che sono tra loro interdipendenti: le organizzazioni mondiali e i singoli Stati, le aziende e i consumatori, i ricchi e i poveri, gli imprenditori e i lavoratori, le nuove e vecchie generazioni, le Chiese cristiane e le Confessioni religiose\u2026 Ciascuno deve sentirsi coinvolto in un progetto comune, perch\u00e9 avvertiamo come fallimentare l\u2019idea che la societ\u00e0 possa migliorare attraverso l\u2019esclusiva ricerca dell\u2019interesse individuale o di gruppo. La transizione ecologica presuppone un nuovo patto sociale, anche in Italia.<\/p>\n<p>Per realizzare tale transizione sono molti i piani su cui agire simultaneamente. Occorre, da un lato, approfondire l\u2019\u00abeducazione alla responsabilit\u00e0\u00bb (<em>IL<\/em>, n. 38), per un \u00abnuovo umanesimo che abbracci anche la cura della casa comune\u00bb (<em>IL<\/em>, n. 17), coinvolgendo i molti soggetti impegnati nella sfida educativa. C\u2019\u00e8 innanzitutto da ripensare profondamente l\u2019antropologia, superando forme di antropocentrismo esclusivo e autoreferenziale, per riscoprire quel senso di interconnessione che trova espressione nell\u2019ecologia integrale, in cui sono unite l\u2019<em>ecologia umana<\/em> con l\u2019<em>ecologia ambientale<\/em>. Don Primo Mazzolari, maestro di spiritualit\u00e0 e di impegno sociale della Chiesa del Novecento, scriveva cos\u00ec nel 1945: \u00abForse tante nostre infelicit\u00e0 derivano da questo mancato accordo con la natura, come se noi non fossimo partecipi di essa. Tutto si tiene, ed accettare di vivere in comunione non \u00e8 una diminuzione, ma una pienezza\u00bb (<em>Diario di una primavera<\/em>).<\/p>\n<p>Occorre, al contempo, promuovere \u00abuna societ\u00e0 resiliente e sostenibile dove creazione di valore economico e creazione di lavoro siano perseguite attraverso politiche e strategie attente all\u2019esposizione a rischi ambientali e sanitari\u00bb (<em>IL<\/em>, n. 26). Questi passaggi complessi esigono di essere realizzati con attenzione per evitare di penalizzare \u2013 specie sul piano lavorativo \u2013 i soggetti che rischiano di subire pi\u00f9 direttamente il cambiamento: la \u00abtransizione ecologica\u00bb deve essere, allo stesso tempo, una \u00abtransizione giusta\u00bb. Fondamentali in tal senso sono la conoscenza e la diffusione di quelle buone pratiche che aprono la via a una \u00abresilienza trasformativa\u00bb (<em>IL<\/em>, n. 39).<\/p>\n<p><strong><em>Ricercare assieme<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Il cambiamento si attiva solo se sappiamo costruirlo nella speranza, se sappiamo ricercarlo assieme: \u00ab<em>Insieme<\/em> \u00e8 la parola chiave per costruire il futuro: \u00e8 il <em>noi<\/em> che supera l\u2019io per comprenderlo senza abbatterlo, \u00e8 il patto tra le generazioni che viene ricostruito, \u00e8 il bene comune che torna a essere realt\u00e0 e non proclama, azione e non solo pensiero\u00bb (<em>IL<\/em>, n. 29). Il bene comune diventa bene comune globale perch\u00e9 abbraccia anche la cura della casa comune. Occorre un discernimento attento per cercare assieme come realizzarlo, in uno stile sinodale che valorizzi a un tempo competenza e partecipazione, che sappia essere attento alle nuove generazioni. Si apra al futuro.<\/p>\n<p>Il cammino verso la Settimana Sociale di Taranto sia accolto da tutta la Chiesa che \u00e8 in Italia, perch\u00e9 si rafforzi il suo impegno educativo a far diventare la <em>Laudato si\u2019 <\/em>la bussola di un servizio alla societ\u00e0 e al Paese.<\/p>\n<p>\u00c8 importante, allo stesso tempo, mantenere viva quell\u2019attenzione ecumenica che ha guidato le Chiese nell\u2019imparare ad ascoltare assieme \u00abil grido della terra e il grido dei poveri\u00bb, secondo l\u2019indicazione di <em>Laudato si\u2019 <\/em>(cfr n. 49). Trent\u2019anni fa, nel 1991, si teneva a Canberra l\u2019Assemblea del Consiglio Ecumenico delle Chiese nel segno dell\u2019invocazione: \u00abVieni Spirito Santo: rinnova tutta la creazione\u00bb. Facciamo nostra tale preghiera, che gi\u00e0 vent\u2019anni fa sollecit\u00f2 la Conferenza delle Chiese Europee (KEK) e il Consiglio delle Conferenze Episcopali d\u2019Europa (CCEE) a firmare congiuntamente la <em>Charta Oecumenica<\/em> con l\u2019impegno di istituire una Giornata ecumenica dedicata al Creato. Oggi sentiamo la necessit\u00e0 di rafforzare la natura ecumenica di questa Giornata del 1\u00b0 settembre. Il sostegno delle Chiese e delle Comunit\u00e0 cristiane ai processi avviati aiuti e favorisca nel dialogo le vie della transizione e del rinnovamento. Sar\u00e0 un\u2019ulteriore ed eloquente prova della fraternit\u00e0 universale a cui tutti sono chiamati a dare testimonianza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Roma, 24 maggio 2021<\/p>\n<p><em>VI anniversario dell\u2019Enciclica Laudato si\u2019<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>La Commissione Episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace<\/em><br \/>\n<em>La Commissione Episcopale per l\u2019ecumenismo e il dialogo<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>ALLEGATI<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/lavoro.chiesacattolica.it\/wp-content\/uploads\/sites\/27\/2021\/06\/08\/Sussidio-Creato-2021per-web.pdf\">Scarica il sussidio<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/lavoro.chiesacattolica.it\/wp-content\/uploads\/sites\/27\/2021\/06\/08\/Locandina-Creato-2021.pdf\">Locandina<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La 16\u00aa Giornata Nazionale per la Custodia del Creato vede la Chiesa che \u00e8 in Italia in cammino verso la\u00a049\u00aa Settimana Sociale dei cattolici italiani, che avr\u00e0 per titolo \u00abIl pianeta che speriamo. 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