{"id":969,"date":"2022-04-26T09:32:01","date_gmt":"2022-04-26T07:32:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/pastoralesociale\/?p=969"},"modified":"2022-04-26T09:37:33","modified_gmt":"2022-04-26T07:37:33","slug":"non-ci-disuniamo-nota-dellufficio-di-pastorale-sociale-e-della-cdal-in-vista-delle-prossime-elezioni-amministrative","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/pastoralesociale\/2022\/04\/26\/non-ci-disuniamo-nota-dellufficio-di-pastorale-sociale-e-della-cdal-in-vista-delle-prossime-elezioni-amministrative\/","title":{"rendered":"Non ci disuniamo! Nota dell&#8217;Ufficio di Pastorale Sociale e della CDAL in vista delle prossime elezioni amministrative"},"content":{"rendered":"<p class=\"p2\">Tre citt\u00e0 della diocesi \u2013 Molfetta, Giovinazzo e Terlizzi \u2013 si preparano al voto per l\u2019elezione dei Sindaci e Consigli comunali in giugno. Con una nota congiunta di riflessione, intervengono la Consulta diocesana delle Aggregazioni Laicali e l\u2019Ufficio diocesano per la Pastorale Sociale e del Lavoro, evidenziando alcuni temi cruciali del confronto democratico. Parte della riflessione dei due organismi diocesani \u00e8 stata pubblicata sul settimanale diocesano Luce e Vita del 24 aprile.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/pastoralesociale\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2022\/04\/elezioni_non_ci_disuniamo_260422.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-971 size-full\" src=\"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/pastoralesociale\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2022\/04\/elezioni_non_ci_disuniamo_260422.jpeg\" alt=\"elezioni_non_ci_disuniamo_260422\" width=\"500\" height=\"371\" srcset=\"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/pastoralesociale\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2022\/04\/elezioni_non_ci_disuniamo_260422.jpeg 500w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/pastoralesociale\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2022\/04\/elezioni_non_ci_disuniamo_260422-300x223.jpeg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<h4><strong>LA NOTA<\/strong><\/h4>\n<p>Nell\u2019approssimarsi delle elezioni per il rinnovo di Sindaci e Consigli comunali delle citt\u00e0 di Molfetta, Giovinazzo e Terlizzi, l\u2019attenzione dei cittadini elettori e dei candidati si concentra inevitabilmente su urgenze e aspettative a breve termine. E invece, nel pieno di una stagione difficile per le nostre comunit\u00e0, in cui prevalgono l\u2019incertezza per il futuro, a causa delle ferite provocate dalla pandemia da Covid-19 e nella morsa di una crisi economica, aggravata dalla tragedia della guerra e della crisi umanitaria nel cuore dell\u2019Europa, il confronto politico democratico dovrebbe richiedere un livello pi\u00f9 alto di riflessione. Se ci chiedessimo come saranno (e come vorremmo che fossero) le nostre citt\u00e0 tra dieci o vent\u2019anni, ci accorgeremmo che le questioni pi\u00f9 importanti non possono trovare risposte e soluzioni nell\u2019orizzonte di un mandato: la vivibilit\u00e0 e i servizi per la popolazione che cambia (purtroppo diminuisce e invecchia!), la transizione ecologica (che comporta anche scelte decisive sul piano delle politiche urbanistiche), le opportunit\u00e0 di sviluppo (che vuol dire lavoro per i giovani). Stante questa prospettiva, dovremmo auspicare, anzi pretendere, da parte degli amministratori della cosa pubblica, una visione ampia e lungimirante, capace di elaborare un patto per le generazioni future, le generazioni dei nostri figli e dei nostri nipoti. La cronaca, per\u00f2, ci impone di considerare questioni specifiche e, in un certo senso, preliminari all\u2019azione politica.<\/p>\n<p>Dalla relazione al Parlamento della Direzione Investigativa Antimafia (DIA) sul primo semestre 2021, le citt\u00e0 di Molfetta, Terlizzi e Giovinazzo, insieme ad altre del nord e sud barese, risultano essere sempre pi\u00f9 \u201cfebbricitanti\u201d, sotto scacco di clan e famiglie tristemente note, che ne hanno fatto le piazze per i propri illeciti affari. Si tratta di criminalit\u00e0 non occasionale, ma sistematizzata, che si palesa nella rete organizzata di furti ed estorsioni, nella recrudescenza dello spaccio della droga, nel mercato sempre pi\u00f9 fiorente dell\u2019azzardo e dell\u2019usura. Questa, che dobbiamo chiamare, senza ambiguit\u00e0, realt\u00e0 mafiosa, non \u00e8 perimetrabile attorno ad una precisa area di affari, di appartenenze, di famiglie, quasi fosse un mondo distinto e parallelo al nostro. Quella logica spesso si infiltra nella gestione economica e amministrativa delle citt\u00e0, generando zone d\u2019ombra. La pratica diffusa del clientelismo e la rete di favori reciproci all\u2019attenzione dalla magistratura indicano che in alcuni casi i tentacoli della criminalit\u00e0 si allungano nelle zone di competenza delle Istituzioni, seducendo le stesse, e minando i presidi della legalit\u00e0, che dovrebbero invece rappresentare lo Stato, garantire tutti i cittadini, operare con trasparenza, soprattutto in materia di appalti e commesse. Dunque, diventa pi\u00f9 che mai necessaria una lettura politica delle dinamiche amministrative nei nostri territori, ricostruendo i percorsi talvolta tortuosi di liste elettorali ed alleanze. In questa lettura si impone una rinnovata attenzione ai percorsi personali dei candidati, alla ricerca della garanzia di una statura morale che non lasci spazio a dubbi o pendenze.<\/p>\n<p>La logica mafiosa non \u00e8 solo appannaggio di criminalit\u00e0 e amministrazioni deviate: spesso pervade pensieri, comportamenti, azioni dell\u2019uomo comune. Diventa cultura, cambia il modo stesso di vivere da cittadini. Si nutre della diffusa mentalit\u00e0 di chi cerca il favore del potente di turno, la via breve, l\u2019escamotage per fare i propri interessi, l\u2019occasione per prevaricare, bypassare, sgomitare, per arrivare a perseguire i propri scopi, complici la lentezza degli iter burocratici, delle trafile corrette, dei tempi legali. <em>\u201cChi maneggia festeggia\u201d<\/em> \u00e8 un detto popolare che racconta dati di fatto accettati come fossero scontati, di cui non ci s\u2019indigna pi\u00f9. L\u2019illegalit\u00e0 diffusa \u00e8 un sistema sub\u00ecto con tacita sopportazione, quasi endemico al quieto vivere nelle nostre citt\u00e0. La cortigianeria, con la prassi del favore dato e ricevuto, sembra ormai entrato in una sorta di codice radicato a livello popolare. Pu\u00f2 anche capitare che il sistema delle conoscenze e delle amicizie lambisca ed interessi corpi intermedi del tessuto cittadino, enti, associazioni, anche le nostre comunit\u00e0 ecclesiali.<\/p>\n<p>Il convincimento che nessuno d\u00e0 niente per niente, dunque tutto si baratta, riguarda anche la pratica del consenso elettorale, e quindi la propria autonomia di pensiero, la propria libert\u00e0, il proprio orientamento politico. La delusione e la sfiducia nelle persone che ricoprono cariche istituzionali, giustifica repentine conversioni, alla ricerca di un qualsivoglia vantaggio personale. Cos\u00ec succede che si diventi numeri in quota ad un pacchetto di voti, messi sul tavolo per stipulare accordi, avanzare richieste, distribuire poltrone. Non pi\u00f9 persone, cittadini, da conquistare con la forza delle idee, di una visione della citt\u00e0, di un programma, di un curriculum specchiato, di una passione politica. Numeri divisi in pacchetti, alla cui soddisfazione si provveder\u00e0 con un contentino.<\/p>\n<p>Come laici della comunit\u00e0 ecclesiale dovremmo fare la nostra parte per contribuire a promuovere cittadinanza attiva, con uno sguardo critico sulla realt\u00e0, un rinnovato bisogno di impegno civile, una mentalit\u00e0 libera dalle logiche dell\u2019opportunismo. Dobbiamo rilanciare l\u2019idea e la pratica di una politica autenticamente generativa. Nel film <em>\u00c8 stata la mano di Dio<\/em>, Sorrentino lancia l\u2019ormai celebre battuta \u201c<em>Non ti disunire<\/em>!\u201d, un invito a rimanere interi ed integri, a non perdere l\u2019intima coesione con s\u00e9 stessi, fatta di coerenza tra la propria identit\u00e0, i propri fondamentali da un lato, e le scelte espresse dall\u2019altro. In occasione delle prossime amministrative, facciamo nostro quell\u2019appello: <strong><em>Non ci disuniamo!<\/em><\/strong> Manteniamo questa unit\u00e0, che ci fa scegliere candidati e liste in base a ci\u00f2 che riteniamo, nell\u2019intimo della coscienza, oggettivamente pi\u00f9 giusto, coerente, in linea con quanto di costruttivo, onesto, libero, possiamo garantire oggi, per domani, alla nostra citt\u00e0 in termini amministrativi. <em>\u201cNon disunirci\u201d<\/em>, non cedere al pessimismo o alla superficialit\u00e0, \u00e8 un atto di responsabilit\u00e0 personale, che ha un riverbero ed un impatto decisivo sulla collettivit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/pastoralesociale\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2022\/04\/non-ci-disuniamo_lev17_2022.pdf\">QUI l&#8217;estratto, pubblicato sul settimanale diocesano Luce e Vita del 24 aprile 2022.<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tre citt\u00e0 della diocesi \u2013 Molfetta, Giovinazzo e Terlizzi \u2013 si preparano al voto per l\u2019elezione dei Sindaci e Consigli comunali in giugno. 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