21 Settembre 2026

Presentata la Comunità Energetica Rinnovabile e Solidale “Arca di Pace”

All’Auditorium «Achille Salvucci» la presentazione della CERS promossa dalla Diocesi. Venti i soggetti fondatori, tra parrocchie, associazioni, enti e cittadini, insieme a numerosi partecipanti interessati a conoscere una realtà destinata a crescere nelle prossime settimane. Read More

L’energia può essere prodotta, consumata e condivisa. Ma può anche diventare un modo nuovo per costruire relazioni, affrontare fragilità e prendersi cura del territorio. È attorno a questa consapevolezza che lunedì 21 settembre, nell’Auditorium «Achille Salvucci» del Museo diocesano di Molfetta, è stata presentata «Arca di Pace», la Comunità Energetica Rinnovabile e Solidale promossa dalla Diocesi.

Ad ascoltare la presentazione non c’erano soltanto i venti soggetti fondatori, tra parrocchie, associazioni, enti e cittadini privati, ma anche cittadini e tecnici, incuriositi dalla possibilità di conoscere più da vicino una realtà ancora nascente e le opportunità che può offrire. Una partecipazione che ha dato alla serata il carattere di un primo incontro aperto, nel quale il progetto ha iniziato a prendere forma anche attraverso le domande e il confronto.

A delineare il significato e le prospettive della nascente esperienza sono stati gli interventi del vescovo mons. Domenico Basile, del sindaco di Molfetta ing. Manuel Minervini, dell’assessore alla Transizione ecologica Dario La Forgia e dei tecnici che hanno accompagnato il percorso, l’ing. Arcangelo Tarantino e il dott. Valentino Clemente.

Nel suo intervento, il vescovo ha voluto soffermarsi soprattutto sulla parola «solidale». Dietro la dimensione tecnica di una comunità energetica c’è infatti la possibilità di costruire una rete di persone e realtà capaci di condividere risorse e responsabilità. È questa la prospettiva che dà alla CERS una particolare connotazione pastorale: l’attenzione all’ambiente si unisce alla cura delle persone, soprattutto di quanti rischiano di rimanere ai margini anche a causa della povertà energetica.

Anche il nome scelto, «Arca di Pace», porta con sé un riferimento preciso alla testimonianza del venerabile don Tonino Bello. L’immagine dell’arca richiama un luogo capace di accogliere e custodire, mentre la pace allarga lo sguardo oltre il tema dell’energia, verso una responsabilità più ampia. Per mons. Basile, la nascente comunità può inserirsi così in un cammino nel quale sostenibilità, giustizia e solidarietà diventano dimensioni di una stessa scelta, fino a richiamare il tema della pace tra i popoli.

Il sindaco Manuel Minervini ha espresso il proprio apprezzamento per l’iniziativa promossa dalla Diocesi, sottolineando come essa intercetti alcuni dei segni del nostro tempo, a partire dalle difficoltà che la povertà energetica e sociale sta producendo in molte famiglie. Da parte dell’Amministrazione comunale è stata manifestata la disponibilità a contribuire al percorso, con l’auspicio che attorno alla CERS possa crescere una comunità capace di mettere al centro la pace e il bene comune.

L’assessore Dario La Forgia ha richiamato invece il carattere concreto della transizione ecologica, auspicando che l’incontro possa tradursi in un crescente coinvolgimento e in una partecipazione sempre più consapevole.

A completare la serata è stata la presentazione del percorso tecnico che ha portato alla nascita del progetto. Il dott. Valentino Clemente e l’ing. Arcangelo Tarantino hanno ripercorso le diverse tappe, dalla costruzione dell’idea alla partecipazione al bando regionale, illustrando quindi gli aspetti più pratici legati alla manifestazione di interesse e alla partecipazione alla Comunità Energetica.

È stato presentato anche il sito della CERS «Arca di Pace», pensato come strumento per accompagnare il progetto e fornire informazioni a quanti desiderano conoscerlo e prendervi parte. Non sono mancate le domande dei presenti, che hanno permesso di affrontare alcuni dubbi e di entrare più concretamente nelle possibilità offerte dalla nuova realtà.

La serata ha così segnato un passaggio importante: dalla fase di progettazione a quella della costituzione vera e propria. Nella prossima settimana è prevista la costituzione della CERS, mentre nelle settimane successive saranno proposti ulteriori momenti di incontro per approfondirne il funzionamento, le potenzialità e i benefici.

«Arca di Pace» muove dunque i primi passi con una consapevolezza: la transizione energetica non riguarda soltanto tecnologie e consumi, ma può diventare anche un esercizio di corresponsabilità e condivisione. Per la Diocesi, la sfida sarà fare in modo che l’energia prodotta e condivisa diventi anche occasione per rafforzare legami, sostenere chi è più fragile e contribuire alla costruzione di una comunità più attenta alla casa comune e al bene di tutti.

Ufficio per le Comunicazioni Sociali

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