Non territori marginali, ma luoghi capaci di custodire legami, memoria e fede popolare e di aprire nuove possibilità di futuro. È il volto delle Aree interne delineato nella prima giornata dell’incontro dei Vescovi, che si è aperto oggi, 31 agosto, a Benevento, presso il Centro “La Pace”.
Nel corso dei lavori, ai quali partecipano una trentina di Presuli, è emersa la necessità di abitare questo tempo con speranza, tessendo alleanze tra Chiesa, istituzioni e società civile. Obiettivo dell’appuntamento, promosso a partire dal 2021, è infatti quello di condividere buone prassi e individuare nuove prospettive per quelle comunità chiamate a confrontarsi con trasformazioni pastorali, sociali e demografiche. Il percorso ha portato, nel 2025, alla firma di una “Lettera aperta al Governo e al Parlamento”, con l’invito tra l’altro ad “avviare un percorso plurale e condiviso in cui gli attori contribuiscano a costruire partecipazione e confronto così da generare un ripopolamento delle idee ancor prima di quello demografico”.
Al centro del confronto odierno – introdotto dagli interventi di Mons. Michele Autuoro, Arcivescovo di Benevento, e Mons. Felice Accrocca, Arcivescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e Foligno – anche il ruolo delle comunità cristiane, chiamate a tutelare il patrimonio di relazioni e valori dei territori, contrastando l’individualismo e facendo crescere partecipazione, prossimità e responsabilità condivisa. Una visione che riguarda la stessa “forma di Chiesa” nelle Aree interne, valorizzando il ruolo dei battezzati, di famiglie testimoni e di comunità in grado di assumersi delle responsabilità, anche dove non è possibile garantire stabilmente la presenza di un parroco.
“Abbiamo preso coscienza che l’attenzione alle Aree interne non può essere sviluppata prescindendo da quella che dobbiamo comunque rivolgere a tutti i territori delle nostre Diocesi. Esse vanno piuttosto trattate come un ambito specifico nel quadro della sfida complessiva che oggi la Chiesa si trova ad affrontare nell’adempimento della sua missione di annuncio, servizio e testimonianza”, ha sottolineato Mons. Mariano Crociata, Vescovo di Latina-Terracina-Sezze-Priverno, che ha richiamato l’urgenza di “integrare la dimensione pastorale con uno sguardo guidato dall’insegnamento sociale della Chiesa”. Da qui alcune piste di impegno che guardano alla formazione, alla partecipazione alla vita pubblica, ai corpi intermedi e al Terzo Settore. “C’è bisogno – ha affermato il Vescovo – di fare rete e creare reti, esaltare la dimensione comunitaria e sostenere ogni forma di prossimità nei confronti del cittadino; c’è bisogno di creare luoghi di confronto e di mediazione, di promuovere responsabilità condivisa”.
L’incontro proseguirà domani con il confronto nei gruppi e in plenaria. Sarà il Card. Matteo Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente della CEI, a concludere i lavori con una riflessione sulle “Nuove prospettive per continuare il cammino”.
Testo integrale dell’intervento di Mons. Crociata.

