23 Agosto 2026

Festa della Madonna di Corsignano, Giovinazzo

Omelia Omelie «Voi chi dite che io sia?» (Mt 16,15). Questa domanda di Gesù è risuonata qui in mezzo a noi stamattina e ci provoca. Tuttavia prima ancora Gesù ha posto un altro interrogativo: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?» (Mt… Read More

«Voi chi dite che io sia?» (Mt 16,15). Questa domanda di Gesù è risuonata qui in mezzo a noi stamattina e ci provoca. Tuttavia prima ancora Gesù ha posto un altro interrogativo: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?» (Mt 16,13). Anche tale domanda chiede di essere accolta e portata con noi, mentre con gioia celebriamo la festa della Madonna di Corsignano. Infatti potremmo chiederci che cosa in questo tempo gli uomini e le donne di Giovinazzo pensano di Gesù, chi è per loro, quanto del nostro annuncio incrocia il loro vissuto, le loro lacrime e le gioie, gli affanni e le speranze, quanto il Vangelo da noi predicato e testimoniato intercetta la domanda di senso dei nostri concittadini per i giorni da vivere.

 

«Voi chi dite che io sia?». La domanda rivolta a ciascuno di noi rimane comunque lì, conficcata nella mente e nel cuore di ciascuno. Chi è dunque Gesù per me in questo momento della mia storia? Stamattina portiamo con noi l’interrogativo a cui ognuno può rispondere personalmente, forse cogliendo il rischio che la sua presenza sia ormai sbiadita e la forza della sua parola non sia più energia che mi rinnova e converte. Perché dalla risposta a questa domanda dipende la possibilità di riconoscere Gesù nella sua divinità e anche di portare luce alla nostra umanità. «Solo se riconosciamo Gesù nella Sua verità, saremo in grado di guardare la verità della nostra condizione umana, e potremo portare il nostro contributo alla piena umanizzazione della società. Custodire e annunciare la retta fede in Gesù Cristo è il cuore della nostra identità cristiana, perché nel riconoscere il mistero del Figlio di Dio fatto uomo noi potremo penetrare nel mistero di Dio e nel mistero dell’uomo» (Papa Francesco, Omelia nella visita pastorale a Prato e Firenze, 10 novembre 2015).

 

«Voi chi dite che io sia?». La risposta alla domanda la fornisce Pietro ed è frutto di ispirazione divina. La conoscenza vera di Gesù è un dono dello Spirito dentro di noi, alla sua azione possiamo affidarci perché impariamo a riconoscere il Signore e la sua presenza e, soprattutto, vi aderiamo con tutto noi stessi.

 

Pietro, il discepolo che prontamente risponde a Gesù, è colui che diviene perciò, per grazia divina, la roccia su cui è costruita la Chiesa di Dio. Pietro non è e non sarà un discepolo modello, è anzi un uomo pauroso, che sarà di scandalo al Signore, lo rinnegherà, mancherà di fede.

Questo discepolo è nostro fratello, peccatore e incredulo come noi, sempre raggiunti dalla misericordia divina, amati non per meriti particolari, ma nella assoluta e piena gratuità che nulla chiede in cambio.

 

Gesù ordina infine ai discepoli di non dire a nessuno che egli è il Cristo, perché non si tratta di ricevere un’informazione o una conoscenza, ma di fare un’esperienza. Ai discepoli e a ciascuno di noi è chiesto di andare dietro di lui, di sperimentare la sequela del Signore. Infatti siamo chiamati ad andare fino in fondo stando con Gesù, portando la sua croce, per giungere a provare la pienezza dell’amore nella gioia della risurrezione.

 

Maria è colei che ha vissuto in pienezza l’essere discepola del Signore. La fede autentica in lui l’ha resa capace di affidarsi pienamente, seguendolo fedelmente e portando nel cuore la promessa della risurrezione. In tale cammino Maria ha saputo riconoscere le meraviglie operate da Dio che innalza l’umile, proprio secondo le parole con cui abbiamo pregato nel salmo responsoriale: «Eccelso è il Signore, ma guarda verso l’umile; il superbo invece lo riconosce da lontano. Signore, il tuo amore è per sempre: non abbandonare l’opera delle tue mani» (Sal 138,

6.8).

Con lo stesso spirito di Maria, anche noi, comunità di Giovinazzo, viviamo i giorni della festa nel rendimento di grazie e nel rinnovato impegno ad essere fedeli discepoli di Gesù, unico Maestro e Signore.

 

Santa Maria, davanti a te ci poniamo come figli: accompagnaci nel cammino della vita, aiutaci a professare la nostra fede nel tuo Figlio Gesù, rimanici accanto perché non deviamo mai dal sentiero che ci tiene dietro a lui, Via, Verità e Vita, e sappiamo testimoniarlo Vivente in mezzo a noi, principio e fine delle nostre vite e della storia. Amen. 

+ Domenico Basile

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