12 Settembre 2026

A Little Ferry la memoria dell’11 settembre diventa preghiera e impegno per la pace

Nel 25° anniversario degli attentati, la comunità di Little Ferry ha ricordato le vittime e i soccorritori. Presenti anche mons. Domenico Basile e il sindaco di Molfetta Manuel Minervini, che hanno deposto una rosa davanti al monumento commemorativo. Read More

Un momento intenso di memoria e preghiera quello vissuto a Little Ferry, nel New Jersey, in occasione del venticinquesimo anniversario degli attentati dell’11 settembre 2001. Alla commemorazione hanno preso parte le autorità civili e religiose, gli studenti, numerosi cittadini e una delegazione italiana, tra cui il vescovo della Diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi, mons. Domenico Basile, e il sindaco di Molfetta, Manuel Flavio Minervini.

La cerimonia ha ripercorso il dramma di quella mattina che cambiò per sempre la storia degli Stati Uniti e del mondo, ricordando le 2.977 vittime, i soccorritori che persero la vita e quanti ancora oggi portano nel corpo le conseguenze delle sostanze respirate tra le macerie di Ground Zero.

Ma la memoria non si è fermata alla tragedia. Gli interventi hanno richiamato anche i tanti gesti di coraggio, solidarietà e altruismo che, nelle ore più buie, mostrarono la capacità delle persone di prendersi cura gli uni degli altri. Un messaggio rivolto soprattutto alle nuove generazioni, per le quali l’11 settembre rischia di diventare soltanto una pagina dei libri di storia.

Agli studenti è stato affidato così un invito concreto: scegliere l’amore al posto dell’odio, la gentilezza al posto della prepotenza, il rispetto al posto dell’indifferenza; contrastare ogni forma di bullismo e non lasciare solo chi attraversa un momento di sofferenza.

Particolarmente significativo l’intervento del sindaco Mauro Raguseo davanti al monumento che custodisce un frammento d’acciaio del World Trade Center. Il ricordo ha abbracciato le vittime delle Torri Gemelle, del Pentagono e del volo precipitato a Shanksville, insieme ai vigili del fuoco, agli agenti di polizia, agli operatori sanitari, ai militari, ai volontari e a tutti coloro che si impegnarono nei soccorsi e nel lungo lavoro di recupero a Ground Zero.

A venticinque anni di distanza, la commemorazione ha richiamato anche la necessità di custodire quello spirito di unità e solidarietà che attraversò il Paese dopo gli attentati. Una responsabilità che interpella il presente, in un tempo segnato da divisioni e linguaggi che spesso alimentano contrapposizioni, e che chiede di riscoprire nella vita quotidiana la cura dell’altro, l’empatia e il rispetto.

In questo clima, e in concomitanza con Rosh Hashanah, la celebrazione ebraica del nuovo anno, è stato rivolto un augurio di pace a tutti i presenti.

Al termine della cerimonia, le autorità hanno deposto una corona davanti al monumento. Mons. Basile e il sindaco Minervini hanno deposto una rosa in memoria delle vittime, condividendo un gesto semplice ma carico di significato.

Il Vescovo ha quindi invitato i presenti alla preghiera, affidando a Dio le vittime, le loro famiglie e quanti continuano a portare le ferite di quel giorno:

«O Dio, sei tu la nostra pace, ma non ti può comprendere chi semina discordia e non ti può accogliere chi ama la violenza; dona ai costruttori della pace la forza di perseverare nel loro proposito e, a quelli che la turbano con i loro pensieri e le loro azioni, di essere liberati dall’egoismo e dall’odio».

Una preghiera che ha dato il senso più profondo alla commemorazione: ricordare non significa soltanto guardare al passato, ma trasformare la memoria in responsabilità, il dolore in impegno e la paura in speranza.

La giornata di Little Ferry ha così consegnato alle nuove generazioni un messaggio semplice e attuale: anche nei momenti più bui della storia, la solidarietà, l’unità e la cura reciproca possono diventare semi di pace.

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