Attraverso l’arte di leggere, parlare, ascoltare avviene il miracolo di ridare vita alla parola del libro, di rendere realtà la pagina, di creare relazioni a partire non da sé e dal proprio volere, ma dalla parola e dal volere di colui che ultimamente parla nel libro della Scrittura. A casa sua, tra i suoi, Gesù sarà uno straniero, un estraneo. Ma la pagina della Scrittura è la sua dimora e la parola di Dio è la sua casa.
Oggi la Parola
Cos’è che dà senso alla vita terrena dell’uomo garantendogli, allo stesso tempo, la vita eterna?
È l’aldiquà che garantisce l’aldilà; a suo modo la Messa di oggi ci indica il “carpe diem” cristiano: cogli l’attimo fuggente della vita terrena vivendolo nella carità, per raggiungere l’eternità beata nel Paradiso.
I testi biblici della Messa di oggi presentano un tema fondamentale della rivelazione cristiana
Nessuno può disperare dell’amore salvifico di Dio, nella consapevolezza, che, pur di fronte a tutti i tradimenti dell’uomo, Dio sta sempre accanto a lui a chiamarlo.
Chi si salverà? Chi raggiungerà la meta eterna del Paradiso?
Chi si salverà? Chi raggiungerà la meta eterna del Paradiso? A prima vista, i testi della Messa di questa domenica, in particolare Isaia e Luca, sembrano dare risposte contraddittorie.
Dio nella storia dell’uomo: come sentire e come vivere questa presenza?
Dio irrompe nella storia dell’umanità secondo tempi e modi suoi propri; non siamo noi a stabilire “quando”. A noi non resta che decidere, per il bene nostro e del mondo, di essere sempre con lui, dalla sua parte.
Senso dell’esistenza e saggezza umana nella Parola di Dio di questa domenica
Cosa conta di più nella vita dell’uomo e dà senso alla sua esistenza? In che cosa consiste la vera saggezza umana su cui fondare il proprio stile di vita? La risposta la troviamo nei testi biblici di questa Messa.
