Custodire l’umano, educare alla pace. La seconda giornata del Congresso internazionale sulla pastorale scolastica e universitaria

La seconda giornata del Congresso «Disegnare nuove mappe di speranza», promosso dal Dicastero per la Cultura e l’Educazione e svoltosi in Vaticano il 22 e 23 ottobre, ha intrecciato due prospettive: «Il digitale umano» ed «Educare alla pace». Read More

Come accompagnare i giovani in un tempo di trasformazioni digitali e di conflitti? Questa domanda ha attraversato la seconda giornata del Congresso «Disegnare nuove mappe di speranza», promosso dal Dicastero per la Cultura e l’Educazione e svoltosi in Vaticano il 22 e 23 ottobre. Il lavoro ha intrecciato due prospettive: «Il digitale umano» ed «Educare alla pace», raccogliendo l’invito di papa Leone XIV a fare degli ambienti educativi luoghi di accoglienza, ricerca e crescita del cuore.

Nella mattinata, moderata da mons. Paul Tighe, il cardinale Timothy Radcliffe ha invitato a guardare i giovani oltre la sola descrizione delle loro fragilità. Accanto all’ansia e al bisogno di sicurezza vivono il desiderio di avventura, la disponibilità ad amare e la ricerca di significato. Educare significa accompagnare queste tensioni, offrendo una fiducia che permetta di uscire da sé. Al centro, l’attenzione: un tempo donato all’altro, capace di sottrarlo alla distrazione e di riconoscerlo nella sua unicità.

Questa prospettiva ha trovato una declinazione concreta nel contributo di Maria Raspatelli, che lo scorso settembre ha curato la formazione dei docenti di religione della nostra diocesi. L’ascolto è una competenza fondamentale dell’insegnante e richiede la cura della propria interiorità. Prima del voto, del ritardo o dell’errore c’è una persona da conoscere. La presenza educativa si manifesta nello sguardo, nella capacità di attendere e nel giudizio sospeso per comprendere. L’IA può sostenere la didattica, ma il suo impiego riapre la domanda sulla disponibilità degli adulti ad accompagnare le richieste di senso e di vicinanza dei ragazzi.

Padre Paolo Benanti ha distinto la facilità di ottenere un risultato dall’apprendimento effettivo: gli strumenti devono sostenere lo sforzo di comprendere, preservando domande, memoria e autonomia. Josep Maria Garrell ha richiamato la responsabilità etica della ricerca e della formazione professionale: i valori dell’umanesimo cristiano devono orientare anche le decisioni concrete.

La tavola rotonda ha presentato esperienze complementari. Padre Justine Yasappan ha illustrato una formazione tecnica unita alla responsabilità umana, con percorsi di accompagnamento e occasioni di incontro senza dispositivi. Suor Theresa Annah Nyadombo ha posto al centro dignità, tutela dei minori e formazione della coscienza, distinguendo connessione e comunione vissuta. Suor Priscilla Latela ha richiamato le alleanze educative e il contrasto alle disuguaglianze digitali: conoscere il percorso suggerito dalla tecnologia non dispensa dallo scegliere la meta.

Nel pomeriggio, Marcelo Rebelo de Sousa, già Presidente del Portogallo, ha collegato l’educazione alla pace alla crisi del dialogo e dell’ordine internazionale. La dottrina sociale della Chiesa indica una responsabilità che comincia nella scuola e diventa servizio ai poveri, giustizia e incontro con chi è diverso. Geoffrey Legrand ha approfondito la pedagogia del dialogo e il riconoscimento dell’alterità, mostrando come il confronto possa far maturare identità aperte alla relazione.

Edith González Bernal ha portato lo sguardo della pastorale universitaria latinoamericana: ascoltare le vittime, custodire la memoria, riconoscere la fragilità e dare forma quotidiana alla riconciliazione. Sognare, simbolizzare e ritualizzare la pace significa educare anche attraverso l’arte e i gesti condivisi, tenendo insieme perdono, verità e giustizia.

Per il nostro Ufficio, il Congresso consegna un impegno concreto: sostenere docenti e comunità educanti perché scuola e università diventino luoghi nei quali ciascuno possa sentirsi riconosciuto, imparare a discernere e contribuire alla fraternità e alla pace.

Don Gioacchino (Nino) Prisciandaro, Direttore dell’Ufficio per la Pastorale Scolastica

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