Educare l’umano nell’epoca delle trasformazioni: conclusa la due giorni di formazione per i docenti di religione

Si è conclusa martedì 22 settembre, presso la Parrocchia Santa Maria della Stella in Terlizzi, la due giorni di formazione promossa dall’Ufficio diocesano per la Pastorale Scolastica e rivolta ai docenti di religione cattolica. A guidare il percorso, intitolato “L’IRC laboratorio di umanesimo. Cultura, dialogo e formazione della persona nella… Read More

Si è conclusa martedì 22 settembre, presso la Parrocchia Santa Maria della Stella in Terlizzi, la due giorni di formazione promossa dall’Ufficio diocesano per la Pastorale Scolastica e rivolta ai docenti di religione cattolica. A guidare il percorso, intitolato “L’IRC laboratorio di umanesimo. Cultura, dialogo e formazione della persona nella scuola di oggi”, è stata la prof.ssa Maria Raspatelli.

Dopo la prima giornata, dedicata alla Nota CEI del 2025 L’insegnamento della religione cattolica: laboratorio di cultura e dialogo, il secondo incontro ha sviluppato il tema “Educare l’umano nell’epoca delle trasformazioni. La Magnifica Humanitas come chiave di lettura per la scuola contemporanea”.

La riflessione ha posto al centro le profonde trasformazioni culturali, sociali e tecnologiche che coinvolgono la scuola e, in particolare, la vita dei bambini e degli adolescenti. Attraverso il confronto con la Magnifica Humanitas, la Dignitas infinita e l’Antiqua et nova, sono state approfondite alcune questioni decisive per l’azione educativa: la dignità irriducibile della persona, la libertà, il discernimento, la responsabilità e l’incidenza dell’intelligenza artificiale nella costruzione dell’identità e delle relazioni.

La libertà è stata presentata non come semplice possibilità di scegliere o assenza di limiti, ma come capacità di discernere il bene, assumersi la responsabilità delle proprie decisioni e realizzarsi nella relazione e nel dono di sé. In un tempo nel quale la persona rischia di essere valutata secondo criteri di efficienza, prestazione o calcolo algoritmico, la scuola è chiamata a custodire il primato dell’umano, formando coscienze libere, responsabili e capaci di autentiche relazioni.

Il dialogo e il confronto tra i docenti hanno consentito di tradurre questi orientamenti nelle concrete situazioni scolastiche, confermando il valore dell’insegnamento della religione cattolica come spazio di cultura, incontro, pensiero critico e formazione integrale della persona.

La giornata si è conclusa con la Celebrazione eucaristica presieduta da S.E. Mons. Domenico Basile. Commentando il Vangelo di Luca — «Mia madre e miei fratelli sono coloro che ascoltano la Parola di Dio e la mettono in pratica» — il Vescovo ha richiamato la necessità di rimettere al centro l’ascolto della Parola, accolta e trasformata in vita concreta.

Maria, prima ancora di concepire il Verbo nella carne, è stata colei che ha accolto la Parola e le ha permesso di diventare vita. In lei si manifesta quella piena umanità che trova in Gesù Cristo il proprio modello: un’umanità vissuta nella libertà, nell’amore e nel dono.

Da questa prospettiva nasce anche il compito affidato agli educatori. Diventare pienamente uomini e donne è un cammino che dura tutta la vita; per questo i ragazzi hanno bisogno di incontrare adulti credibili e comunità capaci di prenderli per mano e accompagnarli verso quel sogno di umanità che Dio ha posto nel cuore di ciascuno. Di fronte alle forme di violenza e di disumanizzazione che coinvolgono anche i più giovani, si fa ancora più urgente testimoniare che un modo autenticamente umano di vivere è possibile.

L’ascolto della Parola, il silenzio e la contemplazione diventano così sorgenti alle quali ogni educatore è chiamato ad attingere per ritrovare se stesso, la propria relazione con Dio e la parte più bella della propria umanità. Solo chi si lascia educare dalla Parola può accompagnare altri nel cammino della crescita.

Un ringraziamento sincero alla prof.ssa Maria Raspatelli per la competenza, la disponibilità e la passione con cui ha guidato queste due intense giornate, e a tutti i docenti convenuti per la partecipazione, l’ascolto e la ricchezza del confronto.

L’augurio è che quanto condiviso possa tradursi ogni giorno nelle aule scolastiche, affinché ciascun alunno possa sentirsi riconosciuto, ascoltato e accompagnato verso la pienezza della propria umanità: quella magnifica humanitas che siamo chiamati a custodire e a far fiorire.

Ufficio diocesano per la Pastorale scolastica e IRC

 

 

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