Stasera celebriamo l’eucarestia in questa Basilica a noi cara, guardando a Maria, “Regina dei Martiri”, «fortificati dalla sua continua protezione materna». In Maria, Madre di Dio, riconosciamo colei che ci accompagna e guida, nel cammino verso il Regno.
Il vecchio Simeone accoglie i genitori che portano Gesù al tempio di Gerusalemme. Dopo aver innalzato il suo cantico di lode, Simeone si rivolge in particolare a Maria, usando la famosa immagine della spada che le trafiggerà l’anima.
Noi sappiamo che questa immagine ci appare come profezia del dolore di Maria, poiché ella starà ritta dinanzi alla croce del suo Figlio, associata in modo speciale alla passione di Gesù. Maria, Regina dei Martiri, ha vissuto per prima uno speciale martirio che la rende testimone del Vangelo, della vita donata da parte del suo Figlio e della risurrezione da lei attesa con ferma speranza, portando nel cuore, durante il sabato santo, la fede della Chiesa intera e il desiderio dell’umanità tutta.
Per questa fiducia ardente nel Signore, noi riconosciamo Maria anche come Regina, assunta in cielo e incoronata nella gloria del paradiso. Il titolo di regina ricorre in diverse antiche preghiere mariane, è presente nel quinto mistero glorioso del Rosario ed è un patrimonio condiviso della nostra fede cristiana.
Nei diversi secoli, molti artisti hanno rappresentato l’incoronazione di Maria. Il rapporto specialissimo tra la Vergine e il suo Figlio risalta anche nel momento solenne dell’incoronazione. Maria abbassa il capo con docilità, gli occhi bassi, ancora più umile nel momento in cui più è glorificata, le mani incrociate sul petto. Cristo, accanto a lei, posa delicatamente la corona sul suo capo.
Noi stasera ripeteremo questo gesto, riconoscendo Maria come la Regina a cui possiamo affidare la nostra città e la nostra comunità cristiana, le gioie e i dolori, le speranze e le angosce. A lei ricorriamo perché il manto della sua protezione ci ricopra con tenerezza, soprattutto quando avvertiamo la fatica dcl vivere quotidiano e abbiamo bisogno di qualcuno che ci tenga per mano per non farci smarrire.
Maria è da noi particolarmente invocata come Regina dei Martiri. La sua vita è stata un martirio, cioè una testimonianza concreta e credibile del suo Figlio Gesù, in un legame fortissimo e indissolubile con lui. Il nostro affidamento a lei non può che incoraggiarci ad una vita coerente con il Vangelo.
Infatti la nostra devozione a Maria non può semplicemente esaurirsi in riti e preghiere, ma richiede con forza che tutta la nostra vita sia plasmata dall’esempio di Maria, resi anche noi capaci di essere credenti fino in fondo, obbedienti alla parola di Dio e testimoni di fede là dove viviamo la nostra esistenza, nell’amore e nella giustizia, nell’onestà e nella condivisione.
Accogliamo le chiare parole di papa Leone XIV a proposito dell’autentica devozione mariana:
«La spiritualità mariana è a servizio del Vangelo: ne svela la semplicità. L’affetto per Maria di Nazaret ci rende con lei discepoli di Gesù, ci educa a tornare a Lui, a meditare e collegare i fatti della vita nei quali il Risorto ancora ci visita e ci chiama. La spiritualità mariana ci immerge nella storia su cui il cielo si è aperto, ci aiuta a vedere i superbi dispersi nei pensieri del loro cuore, i potenti rovesciati dai troni, i ricchi rimandati a mani vuote. Ci impegna a ricolmare di beni gli affamati, a innalzare gli umili, a ricordarci la misericordia di Dio e a confidare nella potenza del suo braccio (cfr Lc 1,51-54)» (Papa Leone XIV, Omelia nel Giubileo della spiritualità mariana, Piazza San Pietro, 12 ottobre 2025).
La corona che stasera poniamo sul capo dell’effigie della Madonna dei Martiri sia segno non solo di affetto e devozione nei suoi confronti, ma anche di rinnovato impegno per un’esistenza che profumi di Vangelo e ne sia interiormente e totalmente rinnovata.
Santa Maria, Madre nostra, Regina dei Martiri, a te eleviamo il nostro sguardo. Ti preghiamo: prendici per mano perché non smarriamo la via del tuo Figlio Gesù e ovunque sappiamo testimoniarlo con una vita rinnovata nell’amore. Amen.
+ Domenico Basile

