La nostra Chiesa locale inizia il nuovo anno pastorale 2026-2027 vivendo comunitariamente una solenne concelebrazione eucaristica, il prossimo mercoledì 30 settembre, per celebrare i quarant’anni dall’unificazione delle quattro Diocesi distinte nell’unica Diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi. A questa celebrazione farà seguito, giovedì 1 ottobre, un momento di riflessione sul tema “Insieme per camminare… con la forza de Vangelo”, guidato dal prof. Francesco Zaccaria, docente di Teologia Pastorale presso la Facoltà Teologica Pugliese.
Quarant’anni fa, fu proprio l’allora vescovo, il Venerabile don Tonino Bello, ad affermare: «Se vogliamo, perciò camminare, dobbiamo metterci “Insieme”. Riscopriamo il gusto dell’impegno, il sapore della lotta, la percezione della crescita, il coraggio dei gesti audaci, l’ottimismo non solo della ragione, ma anche quello della volontà. […] Il problema della comunione si radica molto più a monte: addirittura, sul terreno trinitario. Per noi Chiesa, quell’”insieme”, non né solo condizione ineludibile per “camminare”, ma esprime un modo sostanziale per “essere”. Se è vero che la Chiesa è “popolo adunato nell’unità del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”, come dice il Concilio; se è vero che invochiamo lo Spirito perché tutti “diventiamo un solo corpo e un solo Spirito”, come si esprime la liturgia della messa; se è vero che la Chiesa è “propaggine della comunità divina”, come scriveva Romano Guardini; se è vero che essa è “icona della Santa Trinità”, come si esprimono i teologi di oggi, nel senso che viene dalla Trinità, è strutturata a immagine della Trinità, e va verso il compimento trinitario della storia; se dunque, la Trinità è la sorgente, l’immagine esemplare e la meta ultima della Chiesa; se è vero che la Trinità è il già e il non ancora di essa; se è vero tutto questo… dobbiamo concludere che, come nella SS. Trinità, anche nella Chiesa la comunione di persone entra nel suo costitutivo essenziale. Insieme, quindi, per “essere”, e non solo per “camminare”».

Anche il nostro nuovo Vescovo, Mons. Domenico Basile, durante l’omelia per la messa del suo ingresso in Diocesi, ci ha ricordato l’importanza di saper coniugare l’avverbio insieme con il verbo camminare: «A ciascuno di noi, Vescovo, presbiteri e diaconi, religiosi e religiose, fedeli laici, è chiesto di stare in questo cammino, consapevoli che non c’è alternativa al nostro essere Chiesa che sperimenta e vive la fatica e la bellezza della comunione» (22 aprile 2026).
La centralità della Parola, poi, preserva la Chiesa dall’immobilismo e la rende Chiesa in cammino sulle strade feriali di questo nostro tempo. L’ascolto delle Scritture ci rende capaci di inserirci nella dinamica pasquale della speranza che tocca il cuore di ogni uomo e donna, raggiunge la propria esistenza personale e riorienta il nostro sguardo su Gesù.
La Diocesi, pertanto, riprende a camminare con la consapevolezza che «Lo Spirito con la forza del Vangelo fa ringiovanire la Chiesa, continuamente la rinnova e la conduce alla perfetta unione col suo Sposo. Poiché lo Spirito e la sposa dicono al Signore Gesù: “Vieni” (cfr. Ap 22,17). Così la Chiesa universale si presenta come «un popolo che deriva la sua unità dall’unità del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo» (Lumen Gentium 4).

