Eccellenza Rev.ma, Mons. Basile, è un grande ed immeritato privilegio per me fare gli onori di casa e poterle rivolgere il più caloroso saluto di benvenuto a nome dei cittadini di Molfetta e, tramite i rispettivi Sindaci, che saluto cordialmente, anche dei cittadini di Ruvo, Giovinazzo e Terlizzi.
Un fervido e grato saluto giunga alle Autorità religiose, civili e militari, agli illustri ospiti, ai fedeli provenienti da Andria che condividono con noi questo momento di festa e di preghiera che dà inizio al suo ministero pastorale come Vescovo di Molfetta, Ruvo, Giovinazzo e Terlizzi.
Un affettuoso, fraterno abbraccio desidero rivolgere a S.E. Rev.ma Mons. Domenico Cornacchia per la squisita cordialità e benevolenza di cui mi ha fatto dono sin dal nostro primo incontro, e soprattutto per l’altissimo e quanto mai fecondo lascito del Suo ministero pastorale.
Ecc. Rev.ma, Mons. Basile, mi ritengo davvero molto fortunato, oltre che onorato, nel prendere parte ad un evento di così alto rilievo e significato – l’inizio del Suo ministero pastorale – in una terra alla quale mi legano ricordi ed affetti tra i più belli ed intensi della mia vita.
Irpino di origine, in terra di Puglia, tra Vieste e Peschici, ho conosciuto il sapore e il profumo del mare, la vitalità di una lingua intrisa di antica saggezza e che sa parlare al cuore, l’infinita bellezza di un territorio che la natura e la storia hanno reso unico al mondo, l’insaziabile amore dei pugliesi per la propria terra, resa ineffabile dall’impasto di civiltà e culture con cui è stata plasmata nei secoli.
Ecc.za Rev.ma, Lei ben conosce e ne avrà sicuramente ulteriore conferma nel corso del Suo ministero pastorale, la straordinaria vitalità e fecondità del sentimento religioso che anima queste terre, come io stesso ho potuto sperimentare in occasione dei recenti, emozionanti, riti della Settimana Santa.
Nei confronti che ho avuto in questi mesi con cittadini, comitati, associazioni che hanno voluto far sentire la propria voce ho avuto modo di cogliere l’enorme patrimonio di intelligenza, di energie positive, di voglia di fare e di partecipare che anima il popolo di Molfetta: un popolo che giustamente aspira ad un impegno onesto e serio per il bene comune, nel rispetto delle regole e della legalità.
Indirizzare tutte queste energie positive verso un impegno corale che veda insieme, cittadini ed istituzioni, concorrere alla crescita del territorio è un impegno da assolvere, come direbbe Alcide De Gasperi, “Con fermezza, con tenacia, con solidarietà. E’ inutile che una categoria voglia sopraffare l’altra per arrivare al traguardo. O tutti o nessuno. Ci vuole disciplina, solidarietà ed onestà”.
La via maestra che consente di costruire un futuro migliore è quella rivelataci dalla nostra Costituzione: che non vi può essere convivenza civile senza solidarietà, insieme politica, economica e sociale; che il comportamento di ciascuno è essenziale per la vita degli altri; che ciò che più conta è la fiducia di ciascuno verso gli altri e verso le istituzioni, la fiducia nella convenienza, per il bene di ciascuno e di tutti, di un sistema di vita saldamente ancorato al rispetto delle regole.
E’ la via maestra di una Costituzione che esige uno stile di vita individuale e collettivo aderente ai valori morali, culturali e civili di cui è fatta una moderna democrazia, vale a dire un costume pubblico e privato improntato al rispetto della verità, un costume allenato a chiedere a sé stesso di dare il meglio di sé, a svolgere il proprio compito con disciplina ed onore.
E’ la via maestra di una Costituzione che chiede alle donne ed agli uomini cui sono attribuite funzioni pubbliche una chiara consapevolezza del servizio da rendere ai cittadini, dell’importanza, nell’esercizio delle responsabilità assegnate, di una leale e limpida dedizione alla legge.
La crescita di una comunità è strettamente legata alla qualità delle sue istituzioni; alla credibilità del loro impegno al servizio della collettività; alla certezza dei tempi di risposta alle richieste di cittadini ed imprese; alla loro disponibilità a collaborare per la ricerca in ogni campo delle migliori soluzioni ai problemi del momento; alla loro corretta e leale azione di promozione dei diritti dei cittadini e di presidio contro ogni forma di illegalità.
Resta fondamentale, in questo senso, il monito del Presidente Mattarella ad “avere cura della Repubblica”. Coloro che lavorano per lo Stato, questo l’insegnamento del Presidente della Repubblica, devono avere la consapevolezza di essere titolari di una vera e propria missione civile, quella di essere al servizio dei cittadini e del bene comune, operando al meglio delle proprie possibilità per il corretto ed efficiente funzionamento del sistema pubblico, nella politica, nell’amministrazione, nella scuola, nella sanità, nella giustizia.
Un monito che l’allora Presidente Draghi ebbe a ribadire, nel documento programmatico presentato alle Camere in occasione del voto di fiducia, con queste parole: “la crescita dell’economia di un Paese non scaturisce solo da fattori economici. Dipende dalle istituzioni, dalla fiducia dei cittadini verso di esse, dalla condivisione di valori e di speranze. Gli stessi fattori determinano il progresso di un Paese”.
Per l’Italia, per l’Europa e per il mondo intero quelli che stiamo vivendo sono momenti difficili: gravissimi scenari di rischio si profilano in Ucraina, in Libano, in Cisgiordania, in Iran, con la cronaca in diretta, giorno dopo giorno, di bombardamenti, devastazioni e violenze di ogni genere che stanno generando stragi tra i civili, anche di tanti bambini.
Da oltre quattro anni la brutale aggressione della Federazione Russa contro il popolo ucraino genera morte e distruzione nel cuore del continente europeo come non si erano viste dal 1945.
La barbarie dell’attacco terroristico di Hamas contro Israele del 7 ottobre 2024, con la grave crisi umanitaria prodotta dalla violenta reazione israeliana nella Striscia di Gaza, stanno risvegliando gli antichi demoni dell’antisemitismo e dell’odio razziale, allontanando la prospettiva di una pacificazione attraverso il riconoscimento dei due Stati di Israele e della Palestina.
Il recente, devastante conflitto tra Stati Uniti ed Iran è solo l’ultimo cruento rigurgito di un nuovo, ottuso nazionalismo, o peggio ancora di una nuova pericolosissima deriva neocolonialista.
Scongiurare il riproporsi di una divisione del mondo in blocchi contrapposti e riaffermare un clima di dialogo e confronto costruttivo debbono costituire oggi il principale obiettivo della politica e della diplomazia, del nostro Paese, dell’Europa e dell’intera comunità internazionale.
La pace è una priorità assoluta per il bene di tutti, per riprendere il cammino della crescita economica, per il progresso materiale e civile in ogni parte del mondo, per affrontare al meglio le sfide imposte dal cambiamento climatico, dalla pressione migratoria, dalle nuove tecnologie digitali, dall’intelligenza artificiale.
Riecheggiano, ancora una volta, valori e principi scolpiti nella Costituzione: il ripudio della guerra, la ferma volontà di costruire un futuro di pace attraverso la rinuncia all’uso della forza e l’instaurazione di un sistema di solidarietà e di cooperazione con gli altri Stati.
Più di tutte, valgono le parole pronunciate da Papa Leone XIV a pochi giorni dalla Pasqua:
“Il nostro è un Dio che rifiuta la guerra, che nessuno può usare per giustificare la guerra, che non ascolta le preghiere di chi fa la guerra e le rigetta dicendo: anche se moltiplicaste le preghiere, io non ascolterei, le vostre mani grondano di sangue”.
Ecc.za Rev.ma, i cittadini di Molfetta, di Ruvo, di Giovinazzo e di Terlizzi saranno ben lieti di porsi al servizio dei suoi insegnamenti per il bene di tutti.
Voglia gradire, Ecc. Rev.ma, il mio personale fraterno abbraccio di benvenuto.

