Consulta delle Aggregazioni Laicali

Molfetta: nota della CDAL in vista delle elezioni amministrative

La politica: “arte nobile e difficile”

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In vista delle prossime elezioni amministrative del comune di Molfetta, come cittadine e cittadini, impegnati nelle aggregazioni laicali della nostra diocesi, desideriamo offrire alcuni passaggi utili per favorire uno stile di cittadinanza attiva e consapevole.

Partecipare significa prendere parte, interessarsi alla vita della città, informarsi,  approfondire ciò che più ci sta a cuore, segnalare criticità e offrire idee e proposte per il bene comune.

Recarsi alle urne e scegliere un candidato Sindaco e due consiglieri, una donna ed un uomo, non basta a garantire una buona amministrazione. E’ necessario scegliere con consapevolezza, valutando la persona per le sue idee, il suo percorso e la visione di città e non solo per le sue promesse elettorali. C’è bisogno di incontrare chi si candida, è necessario conoscere la sua esperienza, le sue idee sul futuro della città. Non è sufficiente un post sui social o un manifesto a orientarci nella scelta.

Crediamo che la scarsa partecipazione al voto che la città di Molfetta ormai da tempo detiene come record negativo a livello regionale sia il sintomo di un malessere diffuso: la mancanza di fiducia nei confronti della politica e degli amministratori a prescindere dello schieramento e appartenenza.

Invitiamo pertanto le realtà associative ecclesiali e non, a favorire e promuovere iniziative di incontro e approfondimento, affinché il momento elettorale sia reale confronto di opzioni politiche differenti che aspirino al bene comune, presentando programmi e soluzioni concrete e non solo proclami e slogan, o ancora peggio accuse sterili nei confronti degli avversari.

Questo perché l’amministratore è chiamato a svolgere un servizio per il bene di tutti, non per il proprio beneficio o tornaconto personale. È chiamato a muoversi

costantemente sui sentieri dell’integrità morale, della verità e della giustizia. Non può farsi trarre in inganno dalle lusinghe del potere, della menzogna, della demagogia.

Invitiamo a  custodire con responsabilità la libertà di scelta e a diffidare da promesse di scambio tra l’esercizio del voto ed ogni forma di favore personale che, ricordiamo, oltre ad essere una pratica penalmente rilevante, per noi cattolici è eticamente riprovevole.

La libertà del voto è la garanzia di un’amministrazione giusta e non corrotta da un esercizio del voto controllato in varie forme che spesso vengono utilizzate con grande cinismo e spavalderia, approfittando di situazioni di povertà economica e culturale bisognose di tutela sociale e non di padrini.

Don Tonino diceva che “è un delitto lasciare la politica agli avventurieri”.

Il magistero della Chiesa ci consegna un’idea alta di politica, Paolo VI la definisce “ una maniera esigente di vivere l’impegno cristiano al servizio degli altri”.

Nella Gaudium et Spes troviamo la lapidaria  definizione  “arte nobile e difficile” (GS n. 86). Nobile perché al servizio del bene comune. Difficile, perché richiede studio, capacità di mediazione, sacrificio e visione.

Il politico sia in ascolto dei cittadini. Coniughi competenza e amore per la città, il suo non sia un impegno solitario, pratichi un gioco di squadra, avvalendosi delle migliori risorse umane e intellettuali della città. Soprattutto il politico sia una persona libera. Libera dentro. Senza questa libertà interiore non può perseguire il bene comune.

È con questo invito rivolto a tutta la città di Molfetta che auguriamo a tutti buon voto libero.

Il direttivo della Consulta diocesana delle Aggregazioni laicali

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