Sebbene negli ultimi decenni la storia della nostra Chiesa diocesana si sia arricchita di nuovi e molteplici studi riguardanti le numerose forme di aggregazione laicale (specialmente le confraternite, i Terz’Ordini, le pie associazioni, l’Azione Cattolica), non è stata finora colmata la lacuna storiografica che interessa le associazioni scout, tuttora vive e presenti in diocesi.
Eppure la storia degli scout suscita un particolare interesse perché, alcuni anni dopo la seconda guerra mondiale, lo scautismo cattolico – soppresso dal regime fascista – riprese vita e la sua rinascita in diocesi fu accompagnata inizialmente da mons. Leonardo Minervini. Nei decenni successivi i gruppi scout ebbero uno sviluppo parallelo alle associazioni di Azione Cattolica, ma non si appoggiavano presso le parrocchie poiché preferirono mantenere la dimensione cittadina. La crisi dell’associazionismo cattolico degli anni ’70-’80 del Novecento colpì anche lo scautismo, ma non riuscì a dissolverlo del tutto, tant’è vero che negli anni ’90 ci furono segnali di netta ripresa nonostante il ridimensionamento numerico degli associati. In ogni caso, la proposta educativa scout ha segnato e continua a contrassegnare la realtà dell’associazionismo diocesano e rappresenta una delle variegate anime del laicato cattolico.
Nonostante gli innumerevoli tentativi compiuti, non è stato possibile ritrovare documentazione archivistica inerente i gruppi scout nelle loro articolazioni, di cui, però, è ancora viva la memoria per l’intensa attività che ha caratterizzato la loro presenza nella compagine dell’associazionismo cattolico. Una memoria che merita di uscire dall’oblio.
A differenza di quanto è avvenuto con altre associazioni diocesane, nessun appello ha trovato risposta e sarebbe alquanto spiacevole se le testimonianze documentarie superstiti, magari custodite presso gli antichi responsabili o i semplici soci, andassero irrimediabilmente perdute. Molte potrebbero essere le testimonianze personali, poiché sono numerosissimi coloro i quali devono la propria formazione giovanile all’esperienza scautistica sul piano della fede e della crescita umana e spirituale. Tuttavia, per ricostruire la vita dei gruppi e la loro attività è indispensabile disporre del maggior numero di testimonianze non soltanto oculari.
Da queste colonne parte, perciò, un nuovo appello a quanti possiedono documenti, fotografie o altro materiale utile per conoscere e approfondire lo studio dello scautismo locale, affinché l’insieme di queste fonti possa essere messo a disposizione degli studiosi presso l’Archivio Diocesano. E a corredo di questo accorato appello viene pubblicata una fotografia, che ritrae il venerato vescovo mons. Achille Salvucci e mons. Tommaso Tridente nella storica sede scout di via Tattoli a Molfetta, insieme a molti volti di ragazzi e di giovani a cui non si sa dare un nome, ma fra i quali si spera siano in molti a riconoscersi.
Eppure la storia degli scout suscita un particolare interesse perché, alcuni anni dopo la seconda guerra mondiale, lo scautismo cattolico – soppresso dal regime fascista – riprese vita e la sua rinascita in diocesi fu accompagnata inizialmente da mons. Leonardo Minervini. Nei decenni successivi i gruppi scout ebbero uno sviluppo parallelo alle associazioni di Azione Cattolica, ma non si appoggiavano presso le parrocchie poiché preferirono mantenere la dimensione cittadina. La crisi dell’associazionismo cattolico degli anni ’70-’80 del Novecento colpì anche lo scautismo, ma non riuscì a dissolverlo del tutto, tant’è vero che negli anni ’90 ci furono segnali di netta ripresa nonostante il ridimensionamento numerico degli associati. In ogni caso, la proposta educativa scout ha segnato e continua a contrassegnare la realtà dell’associazionismo diocesano e rappresenta una delle variegate anime del laicato cattolico.
Nonostante gli innumerevoli tentativi compiuti, non è stato possibile ritrovare documentazione archivistica inerente i gruppi scout nelle loro articolazioni, di cui, però, è ancora viva la memoria per l’intensa attività che ha caratterizzato la loro presenza nella compagine dell’associazionismo cattolico. Una memoria che merita di uscire dall’oblio.
A differenza di quanto è avvenuto con altre associazioni diocesane, nessun appello ha trovato risposta e sarebbe alquanto spiacevole se le testimonianze documentarie superstiti, magari custodite presso gli antichi responsabili o i semplici soci, andassero irrimediabilmente perdute. Molte potrebbero essere le testimonianze personali, poiché sono numerosissimi coloro i quali devono la propria formazione giovanile all’esperienza scautistica sul piano della fede e della crescita umana e spirituale. Tuttavia, per ricostruire la vita dei gruppi e la loro attività è indispensabile disporre del maggior numero di testimonianze non soltanto oculari.
Da queste colonne parte, perciò, un nuovo appello a quanti possiedono documenti, fotografie o altro materiale utile per conoscere e approfondire lo studio dello scautismo locale, affinché l’insieme di queste fonti possa essere messo a disposizione degli studiosi presso l’Archivio Diocesano. E a corredo di questo accorato appello viene pubblicata una fotografia, che ritrae il venerato vescovo mons. Achille Salvucci e mons. Tommaso Tridente nella storica sede scout di via Tattoli a Molfetta, insieme a molti volti di ragazzi e di giovani a cui non si sa dare un nome, ma fra i quali si spera siano in molti a riconoscersi.
