Si è concluso a Roma il III Meeting nazionale degli insegnanti di Religione cattolica, promosso dalla Conferenza Episcopale Italiana, a distanza di 17 anni dal precedente appuntamento. L’evento ha raccolto nella Capitale circa 8.000 docenti provenienti da tutta Italia, trasformando la città in un vivace laboratorio di confronto, formazione e condivisione ecclesiale.
Il tema scelto — “Il cuore parla al cuore”, ispirato al pensiero di San John Henry Newman — ha guidato i lavori lungo tre giornate intense, accomunate dal desiderio di rilanciare il valore educativo e culturale dell’insegnamento della Religione cattolica nel contesto contemporaneo.
Un cammino in tre tappe
La prima giornata (23 aprile) ha posto al centro il tema dell’educazione come risposta alle fragilità del nostro tempo. S.E. Mons. Giuseppe Baturi, Segretario Generale della CEI, ha evidenziato come l’IRC sia chiamato oggi a “educare i cuori”, soprattutto in un contesto segnato da crescenti forme di violenza e disorientamento. Di particolare rilievo il dialogo tra il Cardinale Matteo Zuppi, Presidente della CEI, e il Ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara: un confronto che ha messo in luce il ruolo decisivo dell’insegnante di religione quale mediatore di senso, capace di accompagnare gli studenti non solo nell’apprendimento, ma nella costruzione della propria identità.
La seconda giornata (24 aprile) ha ampliato lo sguardo a una prospettiva ecclesiale e internazionale. S.E. Mons. Carlo Maria Polvani, del Dicastero per la Cultura e l’Educazione, ha definito i docenti di religione come una vera e propria “testa di ponte” della Chiesa nella società contemporanea, sottolineando il valore dell’IRC come presidio di umanità e interiorità in un sistema scolastico sempre più orientato alla performance. Il confronto con i responsabili dei servizi IRC di Spagna e Portogallo ha ulteriormente evidenziato la dimensione europea delle sfide educative, mentre le testimonianze dei docenti hanno restituito il volto concreto di un insegnamento che quotidianamente genera incontro e relazione.
Il culmine: l’incontro con il Santo Padre
Il momento culminante del Meeting si è vissuto sabato 25 aprile, nell’Aula Paolo VI, con l’udienza di Papa Leone XIV. In un clima di intensa partecipazione, il Santo Padre ha offerto una riflessione profonda sul significato dell’insegnamento della Religione cattolica, definendolo un vero “trampolino di lancio” per accompagnare i giovani nell’avventura della ricerca interiore.
Nel suo discorso, il Papa ha ribadito che l’IRC non può ridursi a trasmissione di contenuti, ma è chiamato a diventare spazio di dialogo autentico, capace di educare al senso della vita, alla libertà interiore e al pensiero critico. Ha esortato i docenti a essere “maestri credibili”, privilegiando la vicinanza, l’ascolto e l’onestà intellettuale rispetto a risposte preconfezionate. Richiamando la tradizione agostiniana, ha sottolineato come la sete di infinito presente nel cuore dei giovani rappresenti una risorsa preziosa da accogliere e orientare, affinché diventi fermento di pace e di rinnovamento sociale.
Anche la nostra Diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi ha preso parte a questo significativo appuntamento con una presenza qualificata di docenti, segno di una comunità educativa viva e attenta alle sfide del nostro tempo. Tra i partecipanti era presente anche il Direttore dell’Ufficio di Pastorale Scolastica diocesano, don Nino Prisciandaro, a testimonianza della cura e dell’impegno della Chiesa locale nei confronti del mondo della scuola.
L’esperienza vissuta a Roma si configura come un momento ecclesiale di grande intensità, capace di rafforzare il senso di appartenenza e di rilanciare la missione educativa degli insegnanti di Religione cattolica. Come è stato efficacemente ricordato durante i lavori, essi rappresentano una “prima linea” nella costruzione di relazioni significative e nella promozione di una cultura del dialogo.

Udienza generale di papa Leone XIV a conclusione del III Meeting nazionale degli insegnanti di Religione cattolica – 25 aprile 2026
Uno sguardo al futuro
Il Meeting ha consegnato ai partecipanti una rinnovata consapevolezza: l’insegnamento della Religione cattolica, pur nella sua dimensione disciplinare, costituisce un contributo essenziale alla formazione integrale della persona. Esso si configura come spazio privilegiato in cui fede e cultura si incontrano, generando pensiero, relazione e speranza.
Alla luce di quanto vissuto, emerge con forza l’invito a proseguire con rinnovato slancio il servizio educativo nelle scuole, nella certezza che educare è sempre un atto di amore e di speranza. La comunità ecclesiale continua ad accompagnare con la preghiera e la stima tutti i docenti, chiamati quotidianamente a essere testimoni credibili di quel “cuore che parla al cuore” nelle aule scolastiche e nella vita dei giovani.
don Gioacchino Prisciandaro, direttore ufficio per la pastorale scolastica



