Che tu possa illuminare giovani, adulti, istituzioni, associazioni e chi, soprattutto, si è dimenticato la bellezza della vita, il senso dello stare insieme, il rispetto della fragilità, in cambio dell’illusione di potere e potenza.
“Il pane che mangiava Anna Rosa era frutto del suo lavoro di sarta. L’amore caritatevole e il lavoro hanno ispirato sempre la sua vita. Stralci dell’omelia di mons. D’Urso