Chiesa locale - Luce e Vita

Vita nuova in piazza Immacolata

Una riflessione per impegnarsi a restituire e preservare la dignità di un territorio e dei suoi abitanti

immacolata_molfetta_piazza_nuova

immacolata_piazza_nuova_2È necessario curare gli spazi pubblici, i quadri prospettici e i punti di riferimento urbani che accrescono il nostro senso di appartenenza, la nostra sensazione di radicamento, il nostro “sentirci a casa” all’interno della città che ci contiene e ci unisce. È importante che le diverse parti di una città siano ben integrate e che gli abitanti possano avere una visione d’insieme invece di rinchiudersi in un quartiere, rinunciando a vivere la città intera come uno spazio proprio condiviso con gli altri. Ogni intervento nel paesaggio urbano o rurale dovrebbe considerare come i diversi elementi del luogo formino un tutto che è percepito dagli abitanti come un quadro coerente con la sua ricchezza di significati. In tal modo gli altri cessano di essere estranei e li si può percepire come parte di un “noi” che costruiamo insieme. (Papa Francesco, Laudato sii, 151)

 

Cogliamo l’occasione della fine dei lavori di riqualificazione urbana della piazza antistante la nostra comunità dell’Immacolata per dire – da educatori e laici impegnati anche nell’appartenenza all’associazionismo cattolico della comunità – che la riqualificazione di piazza Immacolata ormai giunta al termine, aiuterà tutti – perché questo è il compito sociale della piazza dai tempi dell’agorà ateniese – a non guardare il mondo dallo spioncino di casa propria, ma riscoprire il dovere delle regole senza chiudersi nel proprio orticello credendo che sia “meglio farsi i fatti propri”, oppure che, “questo spazio non mi appartiene”.

Crediamo che con la fine dei lavori di riqualificazione urbana, piazza Immacolata finalmente smetterà i panni di un albergo di cui servirsi quando si ha bisogno e, speriamo, possa vestire i panni di uno spazio condiviso in cui “gli altri cessano – come afferma Papa Francesco – di essere estranei e li si può percepire parte di un noi che si costruisce insieme”, giorno per giorno, nel rispetto delle regole urbane più elementari, riprendendo le nostre relazioni fugaci e recuperando il piacere di fermarsi, vivendo un senso di regolarità, di appartenenza e di tradizione radicata nella devozione mariana di questa parte di città.

Questo aiuterà anche la comunità parrocchiale a riscoprire con più normalità e ordine la sua dimensione sociale oltre che religiosa permettendo quanto Papa Francesco scrive in Evangelii Gaudium: «Come sono belle le città che, anche nel loro disegno architettonico, sono piene di spazi che collegano, mettono in relazione, favoriscono il riconoscimento dell’altro!» (n.210).
«D’una città – scrive Italo Calvino in Le città invisibili – non godi le sette o settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda».

Ora questo lavoro di riqualificazione ci sprona a chiederci quanto amiamo veramente la nostra città e come siamo disposti a viverla tutti quanti. Dalla risposta dipenderà anche la qualità del nostro senso civico.

Auspichiamo, pertanto, che le istituzioni preposte a tale scopo, non trascurino la sorte di una piazza, ora più bella e più funzionale, separata dal traffico e con parcheggi regolamentati, svolgendo un’azione di vigilanza e sorveglianza periodica in un quartiere complicato di questa nostra bella città. Siamo consapevoli che servono decisioni importanti e coraggiose, per cambiare cattive abitudini radicate nel tempo. Per noi, educare, si deve e si può ancora.