Chiesa locale

Molfetta è Civitas Mariae

8 settembre 2021

Finalmente Molfetta è Civitas Mariae. 

 

Il titolo, tanto atteso in questi mesi, è stato conferito alla città questa sera, alla presenza del cardinale Pietro Parolin, a distanza di poco 70 anni dalla proclamazione di Maria SS. dei Martiri come compatrona di Molfetta (1° luglio 1951, ndr).
Questo titolo non è mera forma, ma un impegno da accogliere e portare avanti gioiosamente, come ha detto il Segretario di Stato Vaticano.
Sarà fruttuoso nel momento in cui si tradurrà in una spinta a mettere in pratica le virtù insegnate da Maria, a praticare davvero l’accoglienza, la preghiera, la condivisione, la collaborazione, l’attenzione per gli ultimi, il senso del dovere, la fedeltà, l’amore.
Vivere tutto questo diventa possibile solo intensificando la pratica dell’ascolto della Parola, essenza della fede, come ci ha insegnato Maria.
Il cardinale Parolin, infatti, ha ricordato come la Beata Vergine abbia accolto quasi più intensamente Cristo come Verbo nella sua mente che come Figlio nel suo grembo. Anche i cittadini molfettesi, per imparare sempre meglio ad abitare la novella Civitas Mariae e a vivere appieno diritti e privilegi di un tale titolo, dovrebbero ancor più esercitarsi nell’arte dell’ascolto, a imitazione di Maria.

Foto G. Clemente – Lettura del decreto vescovile.

Inoltre, il card. Parolin non poteva non riportare alla memoria le parole di don Tonino Bello che, soprattutto nei suoi ultimi giorni, invitava i fedeli a trattare Maria come un’amica speciale e non solo come coinquilina della propria casa.
La devozione alla mamma celeste non deve, però, costituire un surrogato della fede, bensì divenire via per il Figlio.
Il Segretario di Stato Vaticano ha anche colto l’occasione per sottolineare come papa Francesco conservi ancora vivo il ricordo della sua visita a Molfetta per il 25° del dies natalis del Servo di Dio. Come ha dichiarato già sulle pagine di Luce e Vita del 5 settembreil Pontefice ha indubbiamente delle “convergenze” con il compianto vescovo di Molfetta, nonché una profonda “sintonia sulle priorità che devono segnare la vita della Chiesa”.
La celebrazione di questa sera è stata un momento di preghiera sobrio e denso, partecipato dai sindaci della diocesi, dalle autorità, da sacerdoti, consacrati e consacrate, dai membri del Comitato Feste Patronali e dai fedeli tutti che hanno seguito il rito con ordine e con sincero sentimento devozionale.
I cartelli di Civitas Mariae, nel frattempo, sono già visibili agli ingressi della città. Lo ha notato lo stesso cardinale, tornando nel pomeriggio dalla C.A.S.A. di Ruvo, dove ha ricevuto dagli ospiti una croce pettorale come quella che indossava Mons. Bello.
Il vescovo Mons. Domenico Cornacchia ha ringraziato sin dall’inizio il cardinale per la sua presenza e ha mostrato gioia per il momento che la città si apprestava a vivere. Ha ringraziato anche Mons. Nicola Girasoli, Nunzio Apostolico in Perù, concelebrante dell’Eucaristia.
Infine, insieme al card. Parolin, il vescovo ha firmato il manifesto del logo ufficiale della Civitas Mariae che rimarrà come ricordo di questa serata per la città e per la Diocesi tutta.
Roberta Carlucci