Tag: vangelo della domenica

Luce e Vita - Spiritualità

Pecore che ascoltano

IV domenica di Pasqua

Gesù non agisce per un proprio tornaconto, ma nel nome del Padre che lo ha inviato. La sua coscienza lo rende libero. E sa discernere anche chi sono le sue pecore: coloro che lo ascoltano e lo seguono e a cui egli dà vita, la comunione con lui che inizia già qui e ora. La comunione in cui ciascuno trova pace, serenità, vita. Ma che chiede una fiducia che non tutti riescono, vogliono o possono dare.

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Dal buio alla fede

Domenica di Pasqua

La fede nella resurrezione, che è al cuore della fede cristiana, non coincide con una semplice fiducia nella vita, ma crede la vita che nasce dalla morte grazie alla forza dell’amore di Cristo. Essa consente di entrare nelle situazioni di morte guardando oltre la morte e vivendo la resurrezione, ovvero amando o cercando di amare come Cristo ha amato e, soprattutto, credendo al suo amore per noi.

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Una regalità paradossale

Domenica delle Palme

Se i discepoli non sanno cogliere la rivelazione nel paradosso, sarà la realtà che la riconoscerà, saranno le pietre che la grideranno: la rivelazione di Dio in un uomo, del Messia in un povero, del salvatore in un perduto, del giusto in un crocifisso. Gesù accoglie questa proclamazione di regalità, lui che sempre ci è mostrato dai vangeli restio e avverso ad analoghe attribuzioni, perché qui è impotente, non può salvare nessuno e dunque non ci sono possibili cattive comprensioni della sua regalità.

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Chinarsi per rialzare

V Domenica di Quaresima

Nella Torah Gesù cerca il volere di Dio e nella persona umana vede l’immagine di Dio. Nelle persone che incontra Gesù non vede anzitutto il peccato, ma la sofferenza, anche la sofferenza per gli errori commessi e questo è alla radice della sua misericordia. Per questo il suo agire è quello della cura e della prossimità, non della violenza.

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Il lungo respiro dell’amore

IV Domenica di Quaresima

Un padre che ha il coraggio e la forza di non fare niente. Anche una volta che il figlio minore se n’è andato, non lo va a cercare come il pastore che si mette in cerca della pecora smarrita, ma resta a casa, facendo un atto di fiducia radicale e restando in attesa. Che non sia rassegnazione o disinteresse, lo mostra il fatto che quando il figlio intraprenderà la via del ritorno, lo intravvederà ancora lontano e gli correrà incontro. A dire di un’attesa sempre vigile, di un desiderio mai scemato, di un amore mai venuto meno.

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Vedi come parli

Domenica 27 febbraio 2022

Riprendendo l’invito alla conversione come appello a vedere se stessi nei propri limiti e peccati – dunque a uscire dalla cecità che è sempre incapacità e non volontà di vedere il male che abita nel proprio cuore – possiamo dire che la parola fa vedere il cuore dell’uomo, mostra ciò che lo abita. Il rapporto cuore-bocca, ovvero interno-esterno, invisibile-visibile, silenzioso-udibile è manifestato dalla parola, realtà spirituale e corporea al tempo stesso.

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Mentre eravamo nemici

Domenica 20 febbraio 2022

Il comando di amare il nemico non si pone sul piano sentimentale, non ordina di provare sentimenti di affetto per chi ci odia: esso si pone su un piano operativo, concreto, effettivo ben più che affettivo, e indica azioni concrete da mettere in atto e comportamenti da assumere. L’ossimoro cristiano si manifesta nella follia di amare chi amabile non è: e il non amabile per eccellenza è il nemico.

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I sazi e gli affamati

Domenica 13 febbraio 2022

La pagina evangelica che mette a diretto confronto, in un brutale vis-à-vis poveri e ricchi, affamati e sazi, afflitti e gaudenti, perseguitati e gente ammirata, lodata e stimata, implica una necessaria scelta di campo, un’opzione che in definitiva è tra l’autosufficienza e la fiducia nel Signore, ovvero tra l’idolatria e la fede.

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La Scrittura, oggi, per voi

Domenica 30 gennaio 2022

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L’omelia è sempre una parola “rivolta a”, una parola indirizzata a un destinatario. Un’omelia poi, che è compito profetico che traduce nell’oggi storico la Parola eterna di Dio contenuta nella Scrittura, cerca sempre di porre la comunità di fronte alla presenza di Cristo: infatti, come ricorda il Concilio vaticano II, “Cristo è presente nella sua Parola, giacché è lui che parla quando nella chiesa si legge la sacra Scrittura”.