Luce e Vita - Ragazzi
Antonella, un vuoto da riempire con la vita
Editoriale n. 5 del 31 gennaio 2021
“Dio accende stelle per noi affinché possiamo continuare a camminare” (ChV 33).
Con queste parole colme di speranza che Papa Francesco ci ha donato, nella sua Esortazione Apostolica rivolta proprio ai giovani, Christus Vivit, abbiamo deciso di rompere il muro della paura e riprendere il cammino di condivisione e fraternità del nostro Seminario Diocesano. Scelta tanto travagliata, ma sorretta dalla speranza, quello stesso dono di grazia che solo il Signore può darci.
“Carissimi, come i Pastori, andiamo senza indugio da Gesù e, dopo aver fatto il pieno di luce e di amore, diffondiamolo per il mondo. Torniamo nella vita d’ogni giorno portando a tutti un po’ di luce, di serenità, di amore, di perdono e di speranza”. Nell’omelia del 1° gennaio l’auspicio per un anno di pace e di grazia dono di Dio e impegno di ciascuno di noi.
Anche oggi, come nel lontano passato biblico, intorno allo sperduto villaggio di Betlemme, regnano dense le “tenebre” della tristezza e della solitudine. Sovrana, dilagante e gelida è la pandemia che non risparmia popoli, nazioni e ceti sociali. La nascita del Bambino Gesù, però, è la sola stella luminosa che basta a rischiarare il plumbeo cielo dell’umanità e a riscaldare i nostri cuori…
La rete come spazio di testimonianza laicale. A più riprese, in occasione dei messaggi per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali (GMCS), gli ultimi Pontefici hanno presentato non solo alcuni aspetti della comunicazione odierna, ma hanno delineato una vera e propria “teologia della comunicazione”, un metodo con il quale leggere evangelicamente questi aspetti e lo stile che dovrebbe caratterizzare un cristiano all’interno di essi.
Attendere chi… o che cosa? Attendiamo la famiglia.
Parafrasando un antico detto, ci vien voglia di dire: famiglia, attendi te stessa! Il filosofo Diogene girava per Atene in pieno giorno con una lanterna accesa e a chi gli chiedeva cosa stesse facendo, rispondeva: “cerco l’uomo!”. Se non fossimo tacciati di pazzia, anche noi vorremmo fare la stessa cosa, girare in pieno giorno per i nostri condomini, bussare agli appartamenti e chiedere: cerco la famiglia!