Chiesa locale
In diocesi tre ordinazione diaconali
Lunedì 26 dicembre ore 18.30
Il desiderio di andare insieme a visitare la nostra Fraternità a Salvador di Bahia è stato condiviso a lungo con il nostro Vescovo. Lui era già stato tre volte in Brasile, nella missione della Diocesi di Lucera, situata nel Maranhão, uno degli stati più poveri del Brasile. Per me era l’occasione di condividere la vita della nostra Fraternità con il nostro pastore.
Il testo evangelico (Mt 1,18-24) è forse l’unico all’interno di tutti i vangeli in cui la figura di Giuseppe è decisamente centrale. Così questa domenica, tutta ormai tesa alla nascita del bambino, offre l’occasione, più unica che rara, per riflettere sulla figura di Giuseppe e su ciò che ha da dirci sulla paternità. Riflessione inconsueta visto che nella tradizione egli è rimasto sempre in secondo piano rispetto alla figura di Maria e paradossale poiché egli fu padre di Gesù ma non secondo la carne.
Il Museo e la Biblioteca diocesani, nella ricorrenza dei 50 anni dalla morte della studiosa, avvenuta il 15 dicembre 1972, hanno deciso di celebrarla con una mostra documentale che si terrà nella sala monumentale della Biblioteca per ripercorrere l’intensa vita fatta di studio, ricerca, scrittura e riflessione su vaste tematiche.
Ci sono anche le città della Diocesi nella pubblicazione Quorumedizioni, a cura della dott.ssa Antonella Ventura, dal titolo San Nicola ‘Metropolitano’. Arte e devozione per il Santo di Myra nella Città Metropolitana di bari dall’XI al XXI secolo che sarà presentata nella Sala polifunzionale del Museo Diocesano domenica 11 dicembre, alle 18.30, alla presenza della curatrice, del direttore don Michele Amorosini e del prof. Marcello Mignozzi – docente di Storia delle Arti nel Medioevo all’Università degli studi di Bari.
Pubblichiamo la meditazione dell’ultimo Avvento vissuto da don Tonino Bello, già pubblicata sulle pagine di Luce e Vita del ’92, per prepararci al Natale con parole che ancora sollecitano i cuori di tanti che lo hanno incontrato e possono infiammare quanti non lo hanno conosciuto, credenti e non.
La pazienza è l’arte di vivere l’incompiuto, l’inadeguato e la parzialità. La preghiera ebraica che recita: “Io credo con fede piena e perfetta alla venuta del Messia e, benché tardi, io l’attendo ogni giorno” esprime l’idea di pazienza insita nell’attesa. Nel “benché tardi” vi è la drammaticità dell’incompiuto e dell’irredento sperimentati nel quotidiano. La pazienza, necessaria per chi vive nella storia l’attesa del Regno, va esercitata nei confronti di Dio, della chiesa e di se stessi.
L’ufficio per le Comunicazioni Sociali della diocesi ha ideato una rubrica dal titolo “Ti racconto don Tonino” che sarà pubblicata sui profili Facebook e Instagram della diocesi, per continuare a fare memoria del dono che la nostra Chiesa locale ha ricevuto e per far conoscere alle nuove generazioni la figura del vescovo Antonio Bello.